Quando e come nasce la Fondazione Main Dans la Main?
«La Fondazione MDM (Main Dans la Main) nasce nel 1998, a seguito di un incontro con Edmond Kaiser, a cui avevamo assegnato un Premio MDM. Edmond Kaiser (fondatore di Terre des Hommes) vedendo il logo della nostra impresa Hublot–MDM (montres des montres) ne diede immediatamente la sua interpretazione: MDM uguale main dans la main.
La nostra società, operando nel settore del lusso, aveva deciso di dedicare una parte dei profitti (il 10%) per la creazione di una fondazione che si dedicasse all’aiuto di bambini in generale ed in particolare nei Paesi in via di sviluppo. Edmond Kaiser ha deciso di utilizzare il premio Hublot (CHF 50.000) per avviare un progetto per la salvezza delle bambine indiane destinate all’infanticidio, soprattutto in quanto femmine».
Perché ha scelto di dedicarsi ai bambini?
«Personalmente avevo fatto un primo viaggio in India dopo aver conosciuto una famiglia ticinese che aveva adottato sette bambini indiani di cui alcuni con gravi handicap. La mia prima intenzione era quella di adottare a mia volta dei bambini indiani eventualmente con handicap. Viste comunque in seguito le difficoltà delle adozioni internazionali, ho deciso di sostenere localmente progetti dedicati a bambini orfani o in grosse difficoltà».
Lei ha più volte dichiarato che sono stati i suoi viaggi in India a ispirarla particolarmente, in che senso?
«In India ho trovato un mondo completamente diverso in cui i bambini erano poverissimi, ma felici di una minima cosa o di una piccola attenzione. Ho scoperto un mondo più solidale e con scarsissime aspettative e, tra le altre cose, ho avuto la grande fortuna di incontrare Madre Teresa di Calcutta (ora Santa). In India ho trovato un rispetto straordinario tre le persone, un senso incredibile della gerarchia e una profonda comprensione della componente familiare».
Quali progetti avete in corso in India?
«La Fondazione Main Dans la Main sostiene diversi progetti e nello specifico delle case che accolgono neonati, bambini e giovani, maschi e femmine senza nessuna distinzione, che per diversi motivi non hanno più una famiglia che possa occuparsi di loro. I bambini vengono inseriti in vari progetti in base alle specifiche problematiche identificate e alla loro età.
Tutti gli ospiti sono accolti con attenzione, possono frequentare la scuola o attività formative, ricevono cure mediche, assistenza sanitaria e, ove necessario, anche un supporto psicologico adeguato. I bambini e i ragazzi sono seguiti da una “mamma” che si occupa di loro ogni giorno nella vita quotidiana.
Tutte le case dispongono inoltre di una cuoca e di una donna delle pulizie per garantire un’adeguata alimentazione e l’igiene personale. Il personale delle case è seguito da un responsabile che riferisce al direttore e che segue periodici corsi di aggiornamento professionale, e promuove a sua volta un’adeguata formazione del team di educatori, counselor, infermieri e altri operatori che si occupano di tutti gli ospiti.
Attualmente i progetti in India attivati con la collaborazione del nostro partner locale si sono molto sviluppati assistendo complessivamente più di 3.500 bambini. Recentemente abbiamo anche creato una azienda sociale con l’obiettivo di generare profitti che possano a loro volta sostenere dei progetti ma che possano soprattutto creare dei posti di lavoro per quei ragazzi che, non avendo potuto frequentare regolarmente la scuola, hanno difficoltà a trovare un impiego. L’azienda sociale è costituita dalla produzione di gelati e da negozi di gelateria e pizze sotto il marchio Margheritaly».
Le sue esperienze indiane sono state tutte positive?
«Ho fatto anche delle esperienze negative e mi sono reso conto che in questo genere di attività non è sufficiente il cuore, ma occorre anche ragionare razionalmente istituendo dei controlli e chiedendo delle rendicontazioni precise».
Parliamo di Ticino e di Ca.Stella Farm-Camino Spinirolo (Meride): che caratteristiche ha questo progetto ?
«La Fondazione Main Dans la Main ha acquistato uno stabile ex industriale (che produceva Ittiolo) in cattive condizioni con un terreno agricolo circostante. La struttura è stata ripristinata con la creazione di Cantiere Sociale, cioè la ristrutturazione è stata eseguita con la partecipazione attiva degli studenti delle scuole speciali che a turno venivano per alcuni giorni e partecipavano alle varie attività, iniziando in questo modo ad avvicinarsi e comprendere il mondo del lavoro.
Nel terreno agricolo invece sono stati inseriti degli animali (cavalli, pony, asini, alpaka, conigli ecc.), la cui presenza ha lo scopo di svolgere attività di pet-therapy grazie a personale specialmente preparato a questo scopo. Questa attività permette di avvicinare bambini con problematiche psicologiche migliorando notevolmente i loro comportamenti. Inoltre, il terreno agricolo è dedicato soprattutto alla coltivazione di ortaggi in forma biologica e sostenibile.
L’intera fattoria, una volta completata la ristrutturazione, è ora messa a disposizione di istituzioni, associazioni, enti in particolare dedicati a bambini in difficoltà, oppure fruibile da scuole e da bambini per periodo di vacanza. A questa attività, nell’ambito di una Azienda Sociale creata dalla Fondazione, è stata affiancata anche quella di un campeggio (Camping Monte San Giorgio) in modo da dare nel tempo una sostenibilità economica che possa creare una vita durevole e di medio termine all’intera struttura.
Ca. Stella Farm può ospitare complessivamente 24 bambini in camere da 3 /4 o 6 letti. La cucina, integralmente vegetariana, per rispetto degli animali che collaborano attivamente al progetto, è per lo più biologica e naturalmente a kilometro zero».
Come sostenete i bambini traumatizzati? Che tipo di percorsi psicologici offrite?
«I bambini possono praticare attività con gli animali sotto la guida di due persone appositamente formate, di cui una psicoterapeuta. In caso di problemi importanti, i bambini vengono seguiti anche da una psicologa che si dedicata al caso specifico. Il campeggio è esercitato in forma commerciale al fine di allargare il più possibile la clientela, ma lo scopo principale è, oltre alla dimensione economica, è quello di consentire ai nostri ragazzi di svolgere attività semplici in contatto con la clientela esterna. Ds non trascurare infine la possibilità di creare ulteriori posti di lavoro per persone in difficoltà».
Quale bilancio personale di sente di trarre da queste iniziative?
«Sono personalmente soddisfatto della realizzazione di questo progetto che ha richiesto parecchi anni di lavoro, qualche sofferenza per superare certe difficoltà, ma il fatto di vedere la casa e l’intera fattoria vissuta da bambini felici ripaga di tutti gli sforzi sostenuti.
Anche di recente siamo stati impegnati a superare alcune difficoltà di carattere amministrativo che talvolta ci scoraggiano, ma non vogliamo lasciarci abbattere in quanto ci vuole grande determinazione e costanza per raggiungere grandi soddisfazioni»
Che cosa ritiene di avere imparato?
«Da questa e da altre esperienze, ho imparato che non bisogna mai arrendersi, occorre sempre insistere perché dai problemi e dalle difficoltà escono sempre cose positive se non si rinuncia a combattere.
Quali progetti avete per il futuro?
«Nei prossimi mesi prevediamo di estendere la nostra attività a Milano con il progetto Pianeta Terra; anche qui si tratta di una vecchia cascina che sarà ristrutturata nell’assoluto rispetto della sua conformazione storica e culturale per essere messa a disposizione di una associazione che si dedicherà soprattutto a giovani in difficolta, con la creazione anche di spazi adibiti a laboratori di varie attività artigianali ed agricole».
L’impegno della Fondazione Main Dans la Main per l’India
- Casa Gegé. La casa ospita bambine e ragazze prematuramente incinte. Attualmente la casa accoglie 8 ragazzine dai 14 ai 17 anni che sono state rifiutate e stigmatizzate dalle loro famiglie. Il numero delle ospiti varia in base ai casi segnalati.
- Salem Reception Home for Girls. La casa ospita 31 bambine e ragazze minorenni che sono state abusate, scappate di casa, costrette al lavoro minorile o a matrimoni forzati.
- Dragon Flies Kids Home. La casa ospita 19 bambini maschi e femmine e il loro numero varia in base ai casi segnalati. Gli ospiti della struttura sono bambini abbandonati, orfani o sottratti all’accattonaggio nelle strade. I bambini frequentano la scuola e partecipano giornalmente a tutte le attività organizzate nella casa come giochi di gruppo, yoga e altre attività ricreative.
- Centro di Adozione Salem. Il centro accoglie neonati dai 0 ai 2 anni. Sono bambini che sono stati abbandonati alla nascita. Attualmente il centro ospita 20 bambini ma il loro numero varia. I neonati e i bambini vengono curati da delle “mamme infermiere” che si occupano dei loro bisogni accudendoli, nutrendoli e cambiandoli amorevolmente. Fanno tutto quello che una mamma farebbe per il proprio bambino.
- MDM Boys Home integrated complex for destitute special children home. La casa ospita 37 bambini e ragazzi minorenni. La struttura accoglie bambini e ragazzi HIV positivi, diversamente abili, che necessitano di un’assistenza particolare, e bambini-ragazzi che hanno abbandonato la scuola ma che grazie all’assistenza fornita hanno potuto riprendere il loro percorso di studi.
- MDM Children Village. La casa, o meglio il villaggio dei bambini, ospita 40 ragazzi minorenni. I bambini che qui vivono ricevono tutto ciò di cui hanno bisogno, dagli effetti personali ai pasti caldi e soprattutto hanno accesso all’educazione frequentando le scuole governative.
- MDM Babies Home- La casa è il punto di riferimento locale che si occupa delle adozioni di bambini orfani e abbandonati. Il centro accoglie neonati e bambini da 0 a 3 anni ma la maggior parte dei bambini accolti non raggiunge l’anno di vita. I neonati e i bambini vengono curati da delle mamme che si occupano dei loro bisogni accudendoli, nutrendoli e assistendoli amorevolmente.
- Casa Rana. La casa accoglie 23 bambine e ragazze minorenni orfane o che per diversi motivi non possono più vivere più con le loro famiglie. Casa Rana ospita anche bambine che vivono ancora nelle loro famiglie ma che a causa della povertà il nucleo famigliare non riesce ad occuparsi di loro. Le ospiti frequentano regolarmente la scuola sia primaria che secondaria e la casa fornisce un supporto didattico extra, ad esempio nell’apprendimento dell’informatica di base.
- Maya Home. La casa ospita 22 bambine e ragazze minorenni orfane o che per diversi motivi non possono vivere più con le loro famiglie e che sono sieropositive o malate di AIDS. La casa segue anche 6 bambine che vivono ancora nelle loro famiglie ma che a causa della loro malattia e della povertà, il nucleo famigliare non riesce ad occuparsi di loro.