La politica di sicurezza svizzera, le trasformazioni tecnologiche nel settore della difesa e le nuove forme di minaccia saranno al centro della conferenza annuale dell’Associazione per la Rivista militare svizzera di lingua italiana (ARMSI), in programma martedì 13 ottobre 2026 al LAC di Lugano.
L’appuntamento riunirà esponenti istituzionali, esperti di tecnologia e professionisti della sicurezza. Tra gli ospiti figura il consigliere federale Martin Pfister, responsabile del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS), chiamato ad aprire la serata con una relazione dedicata alla situazione internazionale e alle sue ricadute per la Svizzera.
Il programma non si limiterà però alla dimensione politico-istituzionale. La seconda parte della serata sarà infatti dedicata a una questione destinata ad avere conseguenze concrete sulle modalità con cui vengono concepite la difesa e la sicurezza: come cambierà il ruolo del soldato in un ambiente nel quale intelligenza artificiale, sistemi autonomi, robotica, sensori e tecnologie digitali assumono un peso crescente?
Martin Pfister e la sicurezza della Svizzera
L’intervento di Martin Pfister è previsto alle 18. La relazione affronterà la situazione internazionale e il rapporto tra l’evoluzione degli equilibri geopolitici e le esigenze di sicurezza della Confederazione.
Per il consigliere federale si tratta di un passaggio che arriva dopo una lunga esperienza politica maturata nel Canton Zugo. Eletto nel Gran Consiglio nel 2006 nelle file del PPD, oggi Il Centro, Pfister ha ricoperto negli anni successivi il ruolo di capogruppo e quello di presidente cantonale del partito. Nel 2016 è entrato nel Consiglio di Stato del Canton Zugo.
La sua formazione è quella di storico. All’Università di Friburgo ha lavorato come assistente di ricerca, collaboratore accademico e docente nell’ambito dell’Istituto di storia contemporanea. Parallelamente ha maturato esperienze di consulenza per organizzazioni e associazioni senza scopo di lucro.
Anche il percorso militare costituisce una parte della sua biografia. Pfister ha raggiunto il grado di colonnello e ha ricoperto l’incarico di capo dell’Aiuto militare in caso di catastrofe della Regione territoriale 3.
Dal 1° aprile 2025 guida il DDPS, assumendo quindi la responsabilità politica di uno dei dipartimenti federali maggiormente coinvolti nelle questioni legate alla sicurezza nazionale, alla protezione della popolazione e alle forze armate.
La presenza di Martin Pfister a Lugano si inserisce inoltre in una serie di incontri che hanno già portato il consigliere federale in Ticino. Nell’ottobre 2025 era intervenuto nella città sul tema dell’iniziativa sul servizio civico, affrontando anche questioni legate alla politica di sicurezza e al ruolo della Confederazione.
Dalla relazione all’intervista
Dopo l’intervento del consigliere federale, la serata proseguirà con un’intervista condotta da Giancarlo Dillena. Sarà quindi il pubblico ad avere la possibilità di intervenire direttamente, attraverso una sessione di domande rivolta a Pfister.
La formula scelta dall’ARMSI permette così di affiancare alla relazione istituzionale un momento di confronto più diretto. Una modalità che può consentire di entrare nel merito delle priorità della politica federale in materia di difesa e di sicurezza, ma anche delle trasformazioni che stanno interessando il settore militare.
Il tema assume particolare rilievo in una fase nella quale le questioni di sicurezza non sono più riconducibili esclusivamente alla dimensione militare tradizionale. Accanto alle capacità convenzionali assumono infatti un ruolo crescente la protezione delle infrastrutture, la sicurezza informatica, la disponibilità di dati e la capacità di reagire rapidamente a situazioni caratterizzate da una forte componente tecnologica.
Il soldato del futuro tra uomo e macchina
La seconda parte della conferenza sposterà l’attenzione dal livello politico a quello tecnologico e operativo.
Il titolo scelto per la tavola rotonda è Il soldato del futuro: sviluppo tecnologico, interfaccia uomo-macchina e nuove realtà per la sicurezza pubblica. Il punto di partenza è una trasformazione già in corso: il militare opera oggi in un ambiente nel quale lo spazio fisico convive con il cyberspazio, lo spettro elettromagnetico e una dimensione cognitiva sempre più rilevante.
In questo scenario le tecnologie possono aumentare la capacità di raccogliere informazioni, elaborarle e intervenire. Ma l’introduzione di nuovi strumenti porta con sé anche interrogativi che non sono soltanto tecnici.
L’intelligenza artificiale, per esempio, può contribuire all’analisi di grandi quantità di dati e sostenere i processi decisionali. I sistemi robotici e autonomi possono svolgere compiti in ambienti difficili o rischiosi. I sensori consentono una raccolta di informazioni sempre più capillare, mentre le interfacce uomo-macchina aprono prospettive che fino a pochi anni fa appartenevano soprattutto alla ricerca.
Parallelamente aumentano le dipendenze tecnologiche e, con esse, le possibili vulnerabilità. Chi prende una decisione quando una parte del processo è affidata a un sistema automatizzato? Come vengono attribuite le responsabilità? E quali competenze saranno necessarie per utilizzare strumenti sempre più sofisticati senza perdere il controllo umano?
Sono alcuni degli interrogativi sui quali si concentrerà il confronto.
Tre esperienze per leggere la trasformazione
A introdurre la tavola rotonda sarà il maggiore Luca Tenzi, consulente strategico internazionale nei settori della sicurezza, della geopolitica, della corporate intelligence e della gestione delle crisi.
Nel corso della sua attività professionale ha svolto incarichi dirigenziali e consulenziali per organizzazioni internazionali, grandi gruppi aziendali e società attive sul mercato europeo. È inoltre fondatore di una società di consulenza svizzera che affianca consigli di amministrazione e dirigenti nella gestione dei rischi legati alla sicurezza.
La sua formazione comprende un master in criminologia applicata conseguito all’Università di Leicester e diverse specializzazioni europee in Risk Management e continuità operativa. Ha inoltre svolto attività di docenza come visiting lecturer nell’ambito della sicurezza e della gestione delle crisi.
Al suo fianco interverranno il dottor Quentin Ladetto e il capitano Patrick Ghion, con competenze maturate in ambiti differenti ma strettamente collegati alla trasformazione tecnologica della sicurezza.
Ladetto è responsabile del programma Technology Foresight (DEFTECH) di armasuisse Scienza e Tecnologia, all’interno del DDPS. Il programma si occupa di individuare e analizzare le tecnologie emergenti, studiandone possibilità di utilizzo, rischi e conseguenze per il settore della difesa e della sicurezza.
Il lavoro di Technology Foresight punta in particolare a trasformare l’innovazione tecnologica in scenari utili alla pianificazione e alle decisioni strategiche. Un’attività che si colloca in un punto di incontro tra ricerca scientifica, sviluppo tecnologico e necessità operative.
Ladetto è dottore in geomatica all’EPFL e ha completato un Executive MBA in Finance alla HEC Lausanne, oltre a una formazione executive in Technology Management all’IMD di Losanna.
Il fronte cyber entra nel dibattito
La terza prospettiva sarà quella del capitano Patrick Ghion, ufficiale della Polizia cantonale di Ginevra dal 1997.
Nel corso della sua carriera ha lavorato come ispettore di polizia giudiziaria, sviluppando successivamente competenze specifiche nel settore della criminalità informatica. Ha diretto la Divisione Cybercrime e, in seguito, il Dipartimento di scienze forensi.
È inoltre ideatore della «Cyber Triad», un modello che mette in relazione analisti, investigatori e specialisti forensi. Dal 2019 dirige il Centro regionale di competenza cyber (RC3), mentre dal settembre 2023 ricopre l’incarico di Chief Cyber Strategy Officer della Polizia cantonale ginevrina.
In questa funzione si occupa anche della strategia Vision 2030+ e dello sviluppo di partenariati a livello nazionale e internazionale.
La sua presenza nella tavola rotonda amplia quindi la discussione oltre il tradizionale ambito militare. La sicurezza informatica riguarda infatti sempre più direttamente le amministrazioni pubbliche, le forze dell’ordine, le infrastrutture e le attività economiche.
Una trasformazione che riguarda anche la responsabilità
Il filo conduttore della seconda parte dell’incontro sarà dunque il rapporto tra tecnologia e responsabilità.
L’evoluzione degli strumenti disponibili modifica infatti non soltanto ciò che un militare può fare, ma anche il modo in cui vengono prese le decisioni. La disponibilità di sistemi capaci di analizzare autonomamente informazioni, individuare schemi e suggerire possibili azioni pone questioni che coinvolgono tanto l’efficienza quanto la responsabilità umana.
Lo stesso vale per i sistemi autonomi e per le tecnologie applicate alla sorveglianza. La possibilità di disporre di una quantità crescente di informazioni può aumentare la capacità di prevenire e reagire a una minaccia, ma richiede anche procedure adeguate per evitare errori, interpretazioni scorrette o eccessiva dipendenza dagli strumenti digitali.
Il confronto previsto a Lugano parte quindi da una domanda più ampia rispetto alla semplice evoluzione dell’equipaggiamento militare: quale sarà il rapporto tra persone e tecnologie nelle future politiche di sicurezza?
L’appuntamento al LAC
La conferenza annuale dell’ARMSI si terrà martedì 13 ottobre 2026 con inizio alle 18 al LAC di Lugano.
La prima parte sarà dedicata all’intervento di Martin Pfister, seguito dall’intervista di Giancarlo Dillena e dalle domande del pubblico. Dalle 19 circa il consigliere federale sarà inoltre disponibile per i rappresentanti dei media per eventuali interviste.
L’ARMSI precisa che i giornalisti interessati a rivolgere domande agli ospiti a margine della manifestazione sono invitati ad annunciarsi in anticipo, indicando anche un numero di telefono, all’indirizzo manifestazioni@rivistamilitare.ch.
Nel comunicato diffuso dall’associazione viene indicato come termine per le richieste il 10 ottobre 2025. Considerando che l’evento è previsto per ottobre 2026, la data appare da verificare con gli organizzatori.
La serata si concluderà con la tavola rotonda dedicata al soldato del futuro, mettendo a confronto competenze militari, tecnologiche e di sicurezza informatica. Un percorso che parte dalla politica federale per arrivare a una delle questioni destinate a incidere maggiormente sulle strategie di sicurezza dei prossimi anni: la capacità di integrare innovazione tecnologica e decisione umana senza perdere di vista responsabilità, controllo e affidabilità.



