Nel percorso di avvicinamento a ChiassoLetteraria 2026, prende forma uno degli appuntamenti collaterali più partecipati: l’incontro del BookCHLub, il gruppo di lettura nato all’interno del festival. Giovedì 23 aprile, alle 18.30, lo spazio Spazio L’Ove a Lugano ospiterà un aperitivo letterario aperto al pubblico, previa iscrizione, dedicato al confronto sull’ultimo romanzo di Veronica Raimo.
L’iniziativa si inserisce in una dinamica ormai consolidata: creare uno spazio di dialogo diretto tra lettori e autori prima dell’incontro ufficiale durante il festival. Un’occasione che, nelle intenzioni degli organizzatori, punta a trasformare la lettura in un’esperienza condivisa e partecipata.
Un book club aperto e in crescita
Il BookCHLub torna per il secondo anno consecutivo dopo il riscontro positivo registrato nell’edizione precedente. La formula resta invariata: nessun limite di partecipanti e apertura anche a iscrizioni dell’ultimo momento, con l’obiettivo di favorire la più ampia partecipazione possibile.
L’appuntamento del 23 aprile sarà centrato su Non scrivere di me (2026), pubblicato da Einaudi, romanzo scelto per accompagnare il pubblico verso l’incontro con l’autrice, previsto per il 10 maggio alle 11.15 nell’ambito del festival.
Il romanzo al centro del confronto
Il libro di Raimo ha attirato un interesse significativo tra i lettori, come dimostrano le numerose adesioni all’incontro. La narrazione segue la protagonista S., alle prese con una relazione segnata da dinamiche di potere, dipendenza emotiva e violenza. Il racconto si sviluppa come un’indagine intima sulla memoria, sull’ambiguità dei sentimenti e sulla difficoltà di rielaborare esperienze traumatiche.
Accanto alla dimensione personale, il romanzo si muove su un piano più ampio, interrogando temi contemporanei come le narrazioni tossiche, il ruolo della vittima, la costruzione dell’identità e la possibilità di riscrivere la propria storia. Elementi che rendono il testo particolarmente adatto a un confronto collettivo, come quello proposto dal BookCHLub.
Verso la ventesima edizione
L’incontro di Lugano rappresenta uno dei momenti preparatori della ventesima edizione di ChiassoLetteraria, in programma dal 6 al 10 maggio 2026. Il tema scelto, “Venti”, gioca su un doppio significato: da un lato richiama il traguardo numerico del festival, dall’altro evoca i venti di cambiamento che attraversano il presente.
Un’immagine che si presta a diverse letture: dai venti di conflitto e tensione globale a quelli, auspicati, di rinnovamento, solidarietà e apertura culturale. In questo contesto, la letteratura viene proposta come strumento di interpretazione e confronto con la complessità del mondo contemporaneo.
Il profilo dell’autrice
Nata a Roma nel 1978, Veronica Raimo è una figura consolidata nel panorama letterario italiano. Scrittrice, traduttrice e collaboratrice di diverse testate, ha costruito nel tempo una produzione articolata che spazia dalla narrativa alla traduzione di autori internazionali.
Tra i suoi lavori più recenti si distingue Niente di vero, premiato con il Premio Strega Giovani e il Viareggio-Rèpaci, oltre alla raccolta La vita è breve, eccetera. Parallelamente, Raimo ha lavorato anche per il cinema, firmando la cosceneggiatura del film Bella addormentata di Marco Bellocchio.
Con Non scrivere di me, l’autrice prosegue una ricerca narrativa che combina ironia, lucidità e tensione critica, affrontando temi complessi senza rinunciare a una forte impronta stilistica.
Un percorso condiviso verso il festival
L’appuntamento del 23 aprile si configura quindi come una tappa significativa nel percorso verso il festival: non solo un’anticipazione dei contenuti, ma un momento di costruzione collettiva del dialogo culturale.
Attraverso iniziative come il BookCHLub, ChiassoLetteraria rafforza la propria identità di spazio partecipativo, in cui la letteratura non si limita alla presentazione, ma diventa occasione di confronto attivo tra autori e pubblico.
Per partecipare all’incontro è richiesta l’iscrizione tramite email (bookclub.chiassoletteraria@gmail.com), ma l’accesso resta libero, in linea con la filosofia inclusiva che caratterizza l’intero progetto.




