
La trasformazione del paesaggio vitivinicolo, il rapporto tra uomo e territorio, il ruolo dell’architettura contemporanea e le nuove sfide ambientali della produzione enologica. Sono questi i temi al centro di Culture e paesaggi del vino. Il senso della terra e la voce dell’architettura, la mostra che aprirà venerdì 22 maggio 2026 a Ca’ Scarpa, a Treviso, con inaugurazione pubblica alle ore 18.
L’esposizione, curata da J.K. Mauro Pierconti e organizzata dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche insieme all’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Treviso, sarà visitabile dal 23 maggio al 2 agosto 2026. Il progetto propone un’indagine multidisciplinare sul mondo del vino, intrecciando storia del territorio, pratiche agricole, progettazione architettonica e riflessione culturale.
Prima dell’apertura ufficiale, alle ore 15 nell’auditorium di Palazzo Bomben, si terrà la tavola rotonda La rivalsa del vino, pensata come momento di confronto sul presente e sul futuro del comparto vitivinicolo. Interverranno Fabio Piccoli, direttore di «Wine Meridian», Diego Tomasi del Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, lo storico dell’agricoltura Danilo Gasparini, l’agronomo ed enologo Umberto Marchiori e Attilio Scienza, professore emerito dell’Università di Milano.
Il paesaggio del Prosecco attraverso due secoli
Uno dei nuclei centrali della mostra è dedicato all’evoluzione del territorio collinare del Conegliano Valdobbiadene. La sezione storico-geografica, curata da Massimo Rossi della Fondazione Benetton, ricostruisce i cambiamenti avvenuti negli ultimi duecento anni nelle aree di San Pietro di Barbozza e Colbertaldo.
Attraverso l’analisi delle mappe del Catasto napoleonico del 1812 e il confronto con immagini aeree contemporanee, il visitatore potrà osservare il progressivo passaggio dalla coltura promiscua tradizionale alla monocoltura vitivinicola sviluppatasi soprattutto nella seconda metà del Novecento.
Un’evoluzione che non riguarda soltanto l’uso del suolo, ma anche le trasformazioni sociali, economiche e produttive che hanno ridisegnato il paesaggio delle colline oggi riconosciute Patrimonio Unesco.
Nuove pratiche agricole e sostenibilità
La seconda parte del percorso espositivo porta al centro le testimonianze di chi opera quotidianamente nel settore del vino: agronomi, produttori, studiosi, scienziati ed enologi.
Il focus si concentra sulle nuove pratiche agricole legate alla sostenibilità ambientale e alla qualità della produzione. Tra i temi affrontati emergono biodiversità, gestione dell’acqua, cambiamento climatico e progressiva riduzione dei fertilizzanti chimici.
Particolare attenzione viene dedicata al ritorno di tecniche tradizionali come il sovescio, pratica agricola che prevede la semina di specifiche colture capaci di arricchire naturalmente il terreno e favorire la presenza di insetti e microfauna.
Secondo l’impostazione della mostra, il concetto chiave diventa quello di “terreno vivo”: un ecosistema fertile in grado di sostenere la crescita della vite senza interventi invasivi.
Ad accompagnare i racconti e le analisi sono le fotografie di Arcangelo Piai e Georg Tappeiner, che documentano forme, geometrie e caratteristiche dei paesaggi vitati del Conegliano Valdobbiadene.
L’architettura come linguaggio del vino
Una parte significativa dell’esposizione affronta il crescente ruolo dell’architettura nella costruzione dell’identità delle aziende vitivinicole.
La sezione curata da Filippo Bricolo dello studio Bricolo / Falsarella riflette sul rapporto tra cantina, paesaggio e accoglienza. Attraverso disegni realizzati a mano, fotografie e trattati tematici, l’architetto esplora il modo in cui gli spazi dedicati al vino possano trasformarsi in strumenti di narrazione culturale.
Tra i temi affrontati emergono il valore del brolo — spazio aperto tradizionale che mette in relazione visitatore e vigneto — e l’importanza della luce e della penombra negli ambienti di produzione e affinamento.
L’esperienza della cantina viene così interpretata non soltanto come luogo funzionale, ma come percorso sensoriale capace di coinvolgere corpo e percezione.
Sette cantine contemporanee da tutto il mondo
Il dialogo tra vino e architettura prosegue nell’ultima sezione della mostra, curata da Francesca Chiorino e Roberto Bosi della rivista internazionale «Casabella».
L’esposizione presenta sette cantine realizzate negli ultimi venticinque anni in diverse parti del mondo, selezionate per il loro rapporto con il paesaggio, la produzione e l’accoglienza dei visitatori.
Tra i progetti scelti figurano:
- Dominus Winery negli Stati Uniti, progettata da Herzog & De Meuron nel 1998
- Bodega Propiedad de Arínzano in Spagna, firmata da Rafael Moneo nel 2002
- Vineyard Gantenbein in Svizzera, realizzata da Bearth Deplazes nel 2006
- Quinta do Portal in Portogallo, progettata da Álvaro Siza nel 2008
- Vik Winery in Cile, opera di Smiljan Radic del 2014
- Château Margaux in Francia, sviluppata da Foster + Partners nel 2015
- Antinori / Guado al Tasso in Italia, progettata da Fiorenzo Valbonesi asv3 nel 2023
Fotografie, schizzi e materiali progettuali permetteranno di osservare come l’architettura contemporanea abbia interpretato negli anni il rapporto tra produzione vinicola e paesaggio.
Giovani architetti e allestimento
Il progetto espositivo è stato sviluppato attraverso un doppio intervento curatoriale. Accanto al lavoro di Bricolo / Falsarella, l’allestimento generale è stato affidato a Kopio Office + Bovo, gruppo di giovani progettisti selezionati tramite un bando dedicato agli architetti under 35 della provincia di Treviso.
L’intervento integra materiali normalmente utilizzati nelle vigne e nei contesti agricoli, trasformandoli in elementi narrativi capaci di dialogare con i contenuti della mostra.
Anche il progetto grafico, firmato dallo studio Iknoki, punta a restituire l’idea di un paesaggio in continua trasformazione, attraverso una costruzione tipografica dinamica e stratificata.
Incontri, approfondimenti e degustazioni
Durante tutto il periodo di apertura, la mostra sarà accompagnata da incontri pubblici dedicati ai temi della viticoltura, della tutela territoriale, della sostenibilità e dell’enoturismo.
Ogni appuntamento si concluderà con una degustazione, pensata come momento di esperienza diretta e dialogo tra pubblico e operatori del settore.
Informazioni
Culture e paesaggi del vino. Il senso della terra e la voce dell’architettura
Ca’ Scarpa, via Canova 11, Treviso
Dal 23 maggio al 2 agosto 2026
venerdì: 15-19
sabato e domenica: 10-13 e 15-19



