
Il format di FEDUL ha conosciuto quest’anno alcune novità…
Roberto Pomari: «La dodicesima edizione del Film Festival Diritti Umani Lugano, che si è svolta dal 12 al 19 ottobre 2025, ha proposto una selezione di oltre 25 film, di cui 12 in anteprima svizzera e 8 in anteprima ticinese, provenienti da tutto il mondo. Pur articolandosi su una programmazione più concentrata, con tre giornate in meno rispetto all’edizione precedente, il Festival ha registrato un incremento di pubblico, segno di una partecipazione sempre più convinta e di un’attenzione crescente verso la sua proposta culturale. Ecco, quindi, che il FFDUL si pone come un momento privilegiato d’incontro e di scambio, grazie anche alle varie attività collaterali che di anno in anno si completano. In particolare, va sottolineata la collaborazione con l’USI, con la Fondation Hirondelle e con l’Istituzione Svizzera per i Diritti Umani che hanno aperto delle prospettive di sviluppo del FFDUL quale piattaforma di dialogo sui Diritti Umani».
A questo proposito, straordinaria come sempre è stata la partecipazione del pubblico…
Antonio Prata e Margherita: «Un pubblico numeroso e attento ha popolato le sale del Cinema Corso, del Cinema Iride e del Cinema LUX art house di Massagno, ma anche gli spazi dell’OltreFestival, che hanno accolto incontri, concerti, proiezioni e momenti di scambio. Una partecipazione complessiva di quasi 6000 spettatori, di cui oltre 3000 studentesse e studenti sono stati coinvolti durante le proiezioni in orario scolastico, a conferma del maggiore coinvolgimento delle nuove generazioni».
Possiamo in sintesi citare alcuni degli ospiti e degli appuntamenti più importanti?
Antonio Prata e Margherita Cascio: «Il festival si è aperto con il Concorso internazionale di lungometraggi. Grande affluenza per la proiezione di Put your soul on your hand and walk seguito dall’incontro con Donatella Rovera, Alta consulente per le crisi Amnesty International, e per il documentario Trop Chaud. Anziane per il clima vs. la Svizzera, che ha visto la partecipazione di Norma Bargetzi-Horisberger e Bruna Molinari, due delle protagoniste del film, e del regista Benjamin Weiss. Toccante, inoltre, l’incontro dopo la proiezione del cortometraggio Mariem di Javier Corcuera, con la testimonianza di Mahyub Mohamed Abdalahe e Mumna Mohamed Salem Jatari insegnanti dell’unica scuola di cinema dei campi rifugiati saharawi. Tra gli ospiti ricordiamo la rilevante presenza dello storico e scrittore Alessandro Vanoli, che ha accompagnato il pubblico in un viaggio attraverso la storia del Mediterraneo.
Anche per questa terza edizione, il Concorso internazionale di lungometraggi ha proposto 8 film selezionati tra circa 300 titoli. Il Premio della Giuria è stato assegnato a Letters from Wolf Street di Arjun Talwar, ritirato dal produttore del film Gregor Streiber. La giuria ha deciso di assegnare, inoltre, una menzione speciale a My Dear Théo di Alisa Kovalenko mentre il Premio ONG assegnato quest’anno da Amnesty International Svizzera è stato vinto da How to build a library di Maia Lekowe Christopher King.
Quali sono stati gli elementi distintivi che più hanno caratterizzato gli otto giorni di proiezioni?
Antonio Prata e Margherita Cascio: «In questa edizione, le numerose testimonianze di registi, giornalisti, attivisti e ONG hanno animato il Festival, dando voce a temi di resistenza, giustizia e memoria, rendendo questi otto giorni intensi e condivisi.
Segnaliamo anche il grande successo per gli eventi dell’OltreFestival, che ci ha permesso di allargarci a vari spazi del contesto culturale luganese: dalla proiezione di alcuni cortometraggi selezionati da Nazra Palestine Short Film Festival al FuoriLuga, il film ritrovato e restaurato Donna: Women in Revolt presentato dalla regista Yvonne Scholten allo Spazio L’Ove alla presenza di moltissimi giovani, e il concerto della cantante italo palestine Tära, allo Studio Foce».
Anche questa edizione ha confermato l’importanza del cinema come strumento di impegno e riflessione sui diritti umani. Il successo riscosso costituisce un incoraggiamento per il futuro…
Antonio Prata e Margherita Cascio: «Il FFDUL, e soprattutto la vicinanza e lo scambio con il pubblico in questi giorni, ci hanno dimostrato ancora una volta che si può prendere posizione, che questo è un festival che si schiera dalla parte delle storie e delle vite che mostra attraverso il cinema. In un momento come questo continueremo a cercare di fare rete e comunità, attraverso i film, anche dopo l’edizione, convinti che le opere presentate al festival meritino di avere un percorso più ampio e diano forza alla riflessione e alla lotta per i diritti umani».
Morena Ferrari Gamba: «Il FFDUL ha dimostrato ancora una volta la vitalità di un appuntamento ormai atteso e riconosciuto dalla Città e dal Cantone.
Come Fondazione abbiamo la responsabilità di garantire il pieno raggiungimento dell’obiettivo delle nostre attività e di questo evento, che è quello di diffondere e promuovere i diritti umani in tutte le loro declinazioni, sensibilizzando e coinvolgendo il pubblico, in particolar modo quello dei giovani. Non siamo soli e per questo ringraziamo tutti coloro che ci sostengono: le istituzioni pubbliche e private, così come i nostri sponsor e partner ma, soprattutto un grande grazie alla Direzione, allo staff e ai tanti volontari.
Arrivederci alla prossima edizione che si svolgerà dal 11 al 18 ottobre 2026!».
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