A partire da sabato 12 ottobre 2024, il Museo Castello San Materno di Ascona apre due esposizioni straordinarie che aprono lo sguardo sulla storia dell’arte europea e sulla sua profonda connessione con il territorio ticinese.
La prima mostra, intitolata Il Ticino di Richard Seewald, esplora il legame intimo tra l’artista tedesco Richard Seewald e i luoghi ticinesi che lo hanno ispirato per decenni. La seconda esposizione permanente, La collezione della Fondazione per la cultura Kurt e Barbara Alten, propone un’ampia selezione di opere di artisti di area tedesca, che hanno lasciato un segno indelebile nell’arte del tardo Ottocento e del primo Novecento.
Il Ticino secondo Richard Seewald
La mostra Il Ticino di Richard Seewald rappresenta un’occasione unica per immergersi nella visione di uno degli artisti tedeschi più significativi del XX secolo, profondamente legato al territorio ticinese. Richard Seewald scoprì il Ticino nel 1910, attratto dalla bellezza paesaggistica e dalla serenità delle sue sponde. Questa fascinazione lo portò a tornare più volte, fino a stabilirsi definitivamente a Ronco sopra Ascona nel 1931.
Seewald, autodidatta nella Monaco espressionista tra il 1909 e il 1914, utilizza il suo talento per immortalare la quiete e la bellezza del paesaggio ticinese. Le opere in esposizione comprendono dipinti, disegni e lavori grafici che riflettono il suo amore per questa terra, un idillio che lui vedeva come una sorta di ponte verso il Mediterraneo, con radici culturali profondamente classiche e cristiane.
Tra i lavori esposti, si trovano molti disegni che sono stati pubblicati nei suoi scritti autobiografici dedicati al Ticino. Questa mostra è un viaggio attraverso gli occhi di un artista che ha saputo cogliere l’essenza di un territorio che, nonostante i cambiamenti, mantiene ancora oggi il suo fascino intatto.
La collezione Alten: una panoramica sull’arte tedesca
Accanto alla mostra dedicata a Seewald, il Museo Castello San Materno ospita anche la collezione permanente della Fondazione per la cultura Kurt e Barbara Alten. Questa prestigiosa raccolta comprende oltre sessanta opere di artisti tedeschi, offrendo una panoramica che spazia dall’impressionismo all’espressionismo, due dei movimenti artistici più influenti della modernità.
Tra gli artisti in esposizione si trovano i grandi maestri dell’impressionismo tedesco, come Max Liebermann e Lovis Corinth, i quali, con le loro pennellate vibranti, resero immortali momenti di vita quotidiana e paesaggi naturali. Particolarmente rilevante è anche la presenza degli artisti della colonia di Worpswede, ultimo baluardo del romanticismo tedesco. Tra loro, Fritz Overbeck, Hans am Ende, Otto Modersohn e Paula Modersohn-Becker si distinguono per l’intensa attenzione al mondo rurale e per la loro transizione verso stili più moderni come l’impressionismo e l’espressionismo.
La collezione Alten non si ferma però qui: rappresenta anche un vasto nucleo di opere espressioniste, che segnano un passaggio decisivo nella storia dell’arte tedesca. Tra gli artisti della Brücke, movimento nato a Dresda, troviamo nomi celebri come Ernst Ludwig Kirchner, Erich Heckel e Emil Nolde. Parallelamente, il Blaue Reiter, con artisti del calibro di Alexej Jawlensky e August Macke, esprime una visione più lirica e spirituale dell’espressionismo, contrastante con l’approccio più crudo e sociale della Brücke.
Le mostre saranno aperte al pubblico fino al 29 dicembre 2024, con una breve pausa invernale, per poi riaprire dall’8 marzo al 27 aprile 2025.