Prendo spunto da Paolo Conte per parlare della Via Nassa e, più in generale, delle attività commerciali presenti nel centro cittadino di Lugano. Si legge e si sente discutere molto di chiusure e trasferimenti di negozi davvero di gran tradizione e nome, ma si tende a ridurre tutto il problema ai costi e alla congiuntura. Non c’è niente di peggio che trovare scuse fatali, invece di provare a reagire e offrire qualcosa di nuovo. Ma questo è normale in una piazza la cui mentalità ha una storia per cui tende a godere più delle disgrazie altrui, che degli altrui successi. Io “butto là” una provocazione, tanto per sentirmi di quelli che propongono prima di piangere. Immaginatevi una via Nassa tutta coperta da un tetto, che la trasforma in una strada unica ed eccezionale da vivere senza alcun timore della pioggia e del maltempo. Immaginatevi poi che la corsia preferenziale del bus sul lungolago trasformata in un parcheggio a lisca di pesce. Si, perché anche l’accessibilità al centro di Lugano è un problema e quello, almeno quello, non dipende sicuramente da fattori esterni. Tant’è vero che, piuttosto che andare in centro a Lugano, la gente preferisce andare a Grancia a fare shopping al coperto e sicura di trovare posto per parcheggiare la propria vettura.
Prendiamo in mano questa meraviglia di città e rimettiamola in discussione. In passato hanno avuto l’idea di svuotare la città per insediare le sedi bancarie e, con quella scelta discutibile ma coraggiosa, hanno assicurato il nostro benessere per decenni. Ora dobbiamo avere lo stesso coraggio e reagire alle avversità trasformandole in opportunità. Santo cielo! Lugano è una città magnifica, dotata per natura di tutto ciò che si può desiderare. Diamole una nuova anima, perché da sola un’identità non è sufficiente!