Sui telefonini è già stato detto tutto! Fanno bene, fanno maschio. Sono antisociali, favoriscono la socialità. Insomma è stato detto tutto e il contrario di tutto, ma di fatto nessuno può più farne a meno. Oggi il telefono è in realtà molto di più di un telefono e ti è concesso di fare talmente tante cose, che la funzione telefonica è probabilmente il peggior servizio presente al suo interno. Ti avvisa chiamate “ad minchiam”, come dice la Littizzetto, le linee sono spesso precarie, il segnale va e viene, ecc …
Il telefono è diventato anche una vera e propria centrale dei ricordi, dove custodiamo suoni, immagini, appuntamenti, messaggi, barzellette e così via.
Promosso a Melafonino, questo apparecchio spia ormai la vita di tutti e ha sdoganato l’istinto “guardone” della maggior parte delle persone che ti informano pubblicamente di tutto quello che fanno, dove sono, con chi stanno e quant’altro accade ledere la propria intimità a vantaggio di un voyeurismo in tutto il campo.
Ciò nonostante non va assolutamente combattuto, perché è fin troppo facile parlare degli aspetti critici di questo nuovo “arto” elettronico. In verità è un mezzo unico e favoloso che ci permette di essere sempre raggiungibili, di poter chiamare aiuto in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo. È anche una fonte inesauribile di informazioni che puoi ricercare in pochi secondi a tal punto che le bugie ormai hanno davvero le gambe molto corte, perché puoi verificare ogni cosa all’istante.
In conclusione dobbiamo accettare questo buono incredibile, con tutti i suoi pregi e con tutti i suoi difetti. Magari non portiamolo a tavola mentre siamo seduti coi parenti o con gli amici e ricordiamoci di spegnersi durante i momenti dove è richiesto il silenzio. Impariamo magari anche a capire che spesso la gente intorno a noi ascolta tutti i fatti nostri e, soprattutto, smettiamola di chiamarci nell’ora del pranzo e durante la cena! Infine, mi raccomando, non annunciamo le parti ei ritorni dei nostri viaggi, perché è davvero molto pericoloso.