L’installazione scultura site-specific progettata da Helidon Xhixha si base su una disposizione concentrica di colonne in acciaio inox e panchine che sono state progettate per incoraggiare sia l’auto-riflessione che la solidarietà, facendo riferimento ad una pianificazione utopica della città. L’installazione dell’artista albanese alla Somerset House, è stata premiata con il riconoscimento della Public Medal.
L’Europa è nel mezzo della sua più grande crisi migratoria dalla seconda guerra mondiale, con centinaia di migliaia persone in fuga da Paesi che soffrono guerre, povertà e fame. Il pensiero utopico si presenta dunque come una risposta diretta ai dilemmi sociali del tempo, e come reazione a una chiara mancanza di proposte alternative. Nella sua situazione attuale, l’Europa ha bisogno di teoria politica utopica come strumento per possibili soluzioni ai problemi immani che deve affrontare. “Bliss”, l’installazione progettata da Xhixha costituisce dunque una risposta a queste attualità. Attraverso questa struttura l’artista ha lavorato per risolvere un problema attuale, includendo una descrizione dei confini d’Europa al centro dell’installazione. La natura simbolica di questo confine si lega bene con la necessità di un pensiero utopico nel nostro tempo di cambiamenti.
Come scrive il critico Luca Beatrice: «Xhixha è certamente uno degli scultori più interessanti nel panorama contemporaneo e il suo lavoro è stato capace di imporsi, in questi ultimi anni, per l’originalità del segno e l’elaborazione sul materiale. Ha utilizzato soprattutto l’acciaio che ha piegato, modellato, sfruttando la sua superficie specchiante che assorbe tutto ciò che lo circonda fino a sdoppiare, moltiplicare, ogni immagine che incontra nel cammino. Ha collocato le sue grandi sculture nel centro storico di Matera, all’Isola di San Servolo nella laguna veneziana, al Palazzo Madama di Torino, di recente si è misurato con il pubblico internazionale di Londra ottenendo ampi consensi. Non gli sarebbe stato difficile limitarsi a scegliere un florilegio delle opere più belle e conosciute per collocarle in una delle piazze più belle d’Italia. Ma Helidon è uomo che ama le sfide, fatto che si può evincere dalla sua biografia di artista combattivo, abituato sempre a mettersi in discussione.
Dal punto di vista teorico, si tratta di chiarire quale sia, oggi, il posto che occupa la scultura nell’ambito dell’arte contemporanea. Va detto, innanzitutto, che il processo di maturazione di uno scultore è lungo e complesso. Qui non ci si può improvvisare, c’è da compiere un percorso a tappe, bisogna conoscere il linguaggio, le forme e i materiali. Rispetto ad altri ambiti, che si tratti di pittura o di arte concettuale, la decantazione è più lunga, per questo la scultura si prende dei tempi complessi e articolati. La scultura è sempre coesistenza tra la continuità, la riflessione sul classico, e la rottura con i vecchi schemi, abbandono della tradizione, discesa dal piedistallo e tentativo di rintracciare sempre nuovi sbilanciamenti semantici.,, Chi, come Xhixha, sceglie di interagire con lo spazio “non protetto” del museo o della galleria privata, relazionandosi con il pubblico vero e i suoi umori, indaga su un’idea di scultura viva e attiva, in grado persino di diventare arte relazionale che rappresenta certo la forma più evoluta e attuale di un percorso. La differenza sta però nel fatto che Xhixha non si sofferma sul limite delle idee, ma presenta sostanze tangibili che includono, al loro interno, profonde riflessioni sulla luce: tra tutti i materiali è proprio la luce a essere il più corrosivo e insinuante, quello che nessuno strumento riuscirà a piegare del tutto perché c’è sempre in agguato l’effetto sorpresa».