Lo so che quanto sto per dire con la logica moderna, ma sono dedicato all’idea del poliziotto e del postino di quartiere.

In un’epoca dove la sicurezza è giocoforza uno dei temi più importanti questi due personaggi mi mancano da morire. Ricordo con nostalgia, quando da ragazzo abitavo a Loreto, il postino che ha lavorato nel nostro quartiere per un sacco di anni e il paio di poliziotti comunali che, un turno, camminavano per il quartiere spaventando chi, come me, aveva il motorino “truccato ”. 

Non ricordo i loro veri nomi, ma i loro volti ei nomignoli che gli abbiamo dato si. 

Il postino lo chiamavamo “la Delizia” perché era sempre allegro e sorridente, i due poliziotti erano “il Rosso” e “lo Smilzo”. Eh si, proprio così! Noi conosciamo loro e loro sapevano bene noi.

Ed è proprio questo che ha fatto si che niente mai accadesse e che niente mai sfuggisse di mano nel quartiere. Questi personaggi presentano un ruolo vitale perché noti notare immediatamente qualsiasi cosa o qualsiasi persona non facesse parte dell’abitudine e della quotidianità. In un quartiere dove tutto è ripete giorno dopo giorno con gli stessi protagonisti e gli stessi ritmi e tempi, è molto facile notare le differenze e l’intruso.

Certo la globalizzazione è sinonimo di progresso, ma l’aspetto della sicurezza è importante fare una riflessione diversa. Forse non sarà più economico né per la Posta, né per la Polizia, ma per la tutela della sicurezza nostra e dei nostri figli, sarebbe cosa buona e giusta.

Io non conosco i vari postini che vengono oggi a casa mia; non conosco nemmeno i poliziotti che ogni tanto transitano in auto. Certo fanno bene il loro lavoro, ma sono totalmente estranei alla nostra realtà.