L’incontro si è svolto nella Sala Montalbano della Villa con l’accoglienza della General Manager Barbara Gibellini, dall’Events Manager Giacomo D’Alò e da Gabriele Speziale Chef Sommelier ed è terminato in un momento conviviale con le prelibatezze preparate dallo Chef “stellato” Cristian Moreschi.
Il nuovo anno è iniziato al meglio per Franciacorta, che ha concluso il 2021 in assoluta crescita e con un record di vendite che supera i 20 milioni di bottiglie. L’export, assestato al 10,3%, a livello di singole nazioni vede la Svizzera confermare il proprio primato, rappresentando il 22,2% dell’export totale.
Durante l’anno passato le attività di tutela e promozione in Italia e nei principali mercati target esteri non si sono mai interrotte compatibilmente con la situazione contingente, ed è grande la speranza in questo 2022 di poter riprendere con costanza anche le attività in presenza. I progetti e le novità messe in cantiere sono davvero molti, insieme al consolidamento di collaborazioni importanti. Non mancheranno anche progetti, dedicati alla formazione e al coinvolgimento di chef e sommelier professionisti, veri ambasciatori delle peculiarità enogastronomiche italiane. Un ruolo molto rilevante sarà ricoperto dalla ricerca e sperimentazione, temi da sempre molto cari a Franciacorta insieme alla sostenibilità. Il Consorzio Franciacorta ritiene estremamente importante continuare ad investire le proprie risorse per sviluppare una strategia orientata alla traduzione degli esiti della ricerca accademica in azioni concrete e prassi utili ai viticoltori nell’attività quotidiana di salvaguardia e cura delle proprie vigne e della biodiversità. È su questa consapevolezza che il Consorzio Franciacorta si impegna a dare vita a una viticoltura capace di tendere all’equilibrio con l’ambiente. Principio guida della sua strategia è la sostenibilità ambientale, valutando gli effetti immediati e futuri di ogni intervento sul territorio sia dal punto di vista ambientale sia economico, migliorando la conoscenza del suolo e del territorio riguardo a potenzialità, limitazioni e impedimenti al fine di ottimizzare la produzione nel rispetto delle risorse e privilegiando la scelta di materiali ecocompatibili e, quando possibile, le fonti di energia rinnovabili.
Il metodo Franciacorta è regolamentato da norme rigide e scrupolose che hanno l’obiettivo di ottenere vini di alta qualità attraverso l’utilizzo di vitigni nobili, raccolta a mano, rifermentazione naturale in bottiglia e successiva lenta maturazione e affinamento sui lieviti. Il Franciacorta è prodotto con uve Chardonnay, Pinot nero e Pinot Bianco, quest’ultimo consentito fino a un massimo del 50%. Con la sesta modifica al disciplinare di produzione, si è giunti all’inserimento dell’Erbamat, un vecchio vitigno a bacca bianca originario della provincia di Brescia, che l’agronomo Agostino Gallo citò già nel XVI secolo all’interno del suo libro “Le venti giornate dell’agricoltura e dei’ piaceri della villa”. L’Erbamat è caratterizzata da una maturazione tardiva, da una spiccata acidità e da una neutralità aromatica che contribuisce a dare freschezza alle basi senza però stravolgerne il profilo. Il suo utilizzo è attualmente ammesso nella misura massima del 10% per tutte le tipologie ad eccezione del Satèn.
La vendemmia, effettuata obbligatoriamente a mano, si svolge, a seconda delle annate, tra la prima decade di agosto e la prima di settembre. I grappoli meticolosamente selezionati vengono adagiati in cassette e trasportati in cantina dove il raccolto di ogni vigneto è vinificato separatamente. Le uve vengono sottoposte a pressature molto delicate per garantire il frazionamento dei mosti, indispensabile garanzia di qualità dei vini base, e disposte in vasche d’acciaio o in legno per la prima fermentazione.
La primavera successiva alla vendemmia avviene l’assemblaggio dei mosti che, sapientemente combinati fra loro dagli enologi, vanno a creare la cosiddetta “cuvèe”, ovvero il vino base pronto per essere imbottigliato. Con il trasferimento in bottiglia avviene il tiraggio, ossia l’aggiunta di lieviti e zuccheri, agenti fondamentali per l’attivazione della seconda fermentazione.
Le bottiglie vengono quindi sigillate con tappo metallico a corona vengono accatastate in posizione orizzontale nelle cantine, dove rimangono per molto tempo. Il disciplinare Franciacorta impone una lenta maturazione sui lieviti, non inferiore ai 18 mesi per il Franciacorta, 24 per Franciacorta Rosé e Franciacorta Satèn, 30 per tutti i millesimati e ben 60 per le Riserve. Durante questo periodo i lieviti e gli zuccheri all’interno della bottiglia si combinano creando anidride carbonica ed aumentando la pressione interna fino al raggiungimento di 6 – 7 atmosfere, nella fase che viene comunemente chiamata “presa di spuma”. In seguito a questa reazione ed al lento processo di lisi dei lieviti il Franciacorta sviluppa il suo speciale profilo sensoriale ed arricchisce la propria complessità aromatica.