Il prestigioso Yacht Club de Monaco, affacciato in una splendida posizione sul porto della città, è stato lo scorso ottobre la sede di un incontro che, nella volontà degli organizzatori ha rappresentato una straordinaria opportunità per il rilancio delle attività di aziende, imprenditori e investitori che da sempre vedono nello Swissmade un sinonimo di altissima qualità. Oltre a questo, il valore aggiunto che può offrire il Ticino è quello del turismo e delle numerose occasioni di business legate alla valorizzazione di un territorio che ha molto da offrire sotto tutti i punti di vista. L’ambiente raffinato dello Yacht Club, location esclusiva e inserita in un contesto di grande eleganza, ha avvicinato gli espositori ad un pubblico di standing elevato e sicuramente interessato alle proposte del Cantone.
Il Monaco et Suisse Investment Forum, che si è tenuto con il patrocinio del MEB (acronimo di Monaco Economic Board – Direzione Sviluppo Economico del Principato) e del Cantone Ticino con le sue principali città, ha visto la partecipazione di 12 aziende ticinesi e 12 monegasche. La manifestazione è stata l’occasione per mostrare tendenze immobiliari, stili, turismo, sostenibilità e altri temi legati al “futuro verde”. Durante la giornata si sono tenuti incontri mirati e la presentazioni di vari servizi e progetti. È già prevista la seconda edizione nel corso dell’autunno 2021.
Just Highman, Vice direttore generale del Monaco Economic Board
Il Principato di Monaco e la Svizzera hanno sempre mantenuto buone relazioni economiche e culturali. In quale contesto come si colloca, dopo la pandemia, questo Forum?
«Le relazioni sono effettivamente molto buone da molto tempo, soprattutto perché i due Paesi condividono un certo numero di valori come il rigore, l’eccellenza, o ancora, la stabilità. Inoltre, la comunità di residenti svizzeri è una delle più importanti nel Principato, il che favorisce numerosi scambi bilaterali. Con la riapertura delle frontiere dopo la pandemia, gli svizzeri sono stati tra i primi a tornare a Monaco, e altrettanto si è verificato in senso opposto. La ripresa delle relazioni è stata quindi rapida e lo dimostra lo svolgimento di questo Forum».
Quali sono i principali obiettivi che raggiunti attraverso questo evento che ha riunito personalità della finanza e dell’economia operante nei due Paesi?
«Monaco e la Svizzera godono di giurisdizioni sicure per le imprese e beneficiano di argomenti solidi per attirare i talenti e rafforzare così il loro dinamismo economico, pur conservando un’identità propria. Si possono quindi prevedere numerose sinergie. In quanto entità incaricata dello sviluppo delle imprese monegasche e della promozione della località a livello internazionale, abbiamo la vocazione a partecipare a questo tipo di eventi per creare nuove opportunità e partecipare alla diffusione del Principato».
Quali iniziative occorre promuovere per incentivare maggiormente gli investimenti in progetti di interesse comune per la Svizzera e Monaco?
«Come il resto del mondo, Monaco affronta due sfide immense: il cambiamento climatico e l’importanza sempre crescente del digitale in tutti i settori. Sotto l’impulso di S.A.S. il Principe Alberto II, queste due sfide costituiscono priorità nazionali, in particolare con il programma Extended Monaco che ambisce a fare del Principato una smart city all’avanguardia o con il Patto Nazionale, strumento che consente a tutti gli attori del Principato di contribuire, attraverso le proprie azioni, alla transizione energetica del Paese. Partendo da ciò, molte collaborazioni sono da immaginare, e questo Forum è andato in questa direzione, mentre altre iniziative in diversi settori potrebbero vedere la luce».
Quali settori economici presentano le opportunità di investimento più interessanti nel Principato di Monaco?
«Oltre ai due settori prioritari che beneficiano di fondi dedicati nel quadro del rilancio post-Covid, il settore finanziario, già molto sviluppato, ha ancora un grande potenziale, come ha dimostrato KeeSystem, una startup monegasca della wealthTech accelerata nell’incubatore-acceleratore Monacotech, che propone un innovativo strumento digitale di gestione del patrimonio e che ha avuto successo in Svizzera. Potrei anche menzionare la salute o ancora il mercato dell’arte, ma in generale, i settori di nicchia e di eccellenza hanno tutti la vocazione a ispirare nuovi ponti economici tra i due Paesi».
Stefano Rizzi, Direttore della Divisione dell’economia del Ticino
Il Principato di Monaco e la Svizzera mantengono da sempre buoni rapporti sul piano economico e culturale. In quale contesto si e colloca, dopo la pandemia, il recente Monaco et Suisse Investment Forum 2021?
«Il periodo che abbiamo appena vissuto è stato indubbiamente molto complesso. Ha messo a dura prova le nostre aziende e l’economia intera che però hanno dimostrato una grande capacità di reagire. In questa fase è indispensabile che le nostre aziende sappiano cogliere le opportunità che si presentano e che possono contribuire alla loro ripresa. Una di queste, a mio avviso, risiede proprio nello sviluppo di collaborazioni anche sul piano internazionale. Costruire dei ponti e sviluppare sinergie al di fuori dei confini nazionali è oggi particolarmente importante.
In quest’ottica, quindi, il Monaco et Suisse Investement Forum – i cui promotori da parte ticinese sono gli organizzatori della Borsa Immobiliare Ticino, evento rinomato che si tiene ogni anno a Lugano e che promuove l’incontro tra professionisti del settore immobiliare – è stata un’occasione interessante per favorire l’interazione tra aziende ticinesi e aziende monegasche. Ritengo, infatti, che questi scambi acquisiscono oggi ancor più importanza perché permettono di favorire la messa in rete e di stimolare la nascita di collaborazioni utili al rilancio delle nostre aziende e, di riflesso, della nostra economia».
Quali sono i principali obiettivi che vi siete proposti di raggiungere facendo incontrare importanti personaggi della finanza e dell’economia?
«Innanzitutto, il Monaco et Suisse Investment Forum è stata un’ottima opportunità per promuovere il settore immobiliare – che gioca un ruolo molto importante per l’economia ticinese – favorendo l’incontro e lo sviluppo di sinergie tra le nostre aziende e le aziende monegasche attive in questo ambito. Gli scambi sono stati molto proficui e possiamo ritenere l’operazione riuscita. Inoltre, la nostra partecipazione ha permesso di favorire la conoscenza reciproca delle nostre due regioni.
La nostra presenza all’evento è stata l’occasione per promuovere il Cantone al di fuori dei confini nazionali. In particolare, abbiamo avuto modo di evidenziare i punti di forza della nostra economia e di presentare il Ticino come regione estremamente votata all’innovazione e luogo ideale per lo sviluppo di attività imprenditoriali innovative, grazie anche alle tante aziende all’avanguardia e ai molti istituti di ricerca rinomati presenti sul territorio. Anche il settore turistico è stato messo in luce, con la partecipazione dell’Agenzia Turistica Ticinese. Abbiamo così potuto farci conoscere e valorizzare il Ticino come destinazione economica e turistica».
Quali iniziative a livello economico andrebbero promosse per incentivare ulteriormente gli investimenti in progetti di comune interesse?
«Durante l’evento abbiamo avuto modo di discutere con i vertici del Monaco Economic Board (MEB) – l’ente preposto alla promozione e allo sviluppo dell’attività economica del Principato – e le riflessioni emerse ci hanno permesso di individuare dei potenziali assi di collaborazione.
In particolare, il MEB ci ha fatto parte del loro interesse nello sviluppare collaborazioni in ambito tecnologico. In questo campo il Ticino potrebbe essere molto interessante per Monaco, basti pensare alle numerose eccellenze presenti sul nostro territorio sia nel mondo aziendale, sia in quello accademico.
Più specificamente, si potrebbe valutare di sviluppare collaborazioni nelle tecnologie legate al settore del lifestyle tech. Si tratta di un ambito che è cresciuto molto negli ultimi anni in Ticino, grazie anche alla creazione del Lifestyle tech competence centre, che promuove lo sviluppo di sinergie tra aziende e istituti di ricerca nelle tecnologie innovative legate al design, alla salute, ai viaggi, alla moda, all’alimentare e ai media. Proprio in questo senso, stiamo concordando una visita in Ticino da parte del Monaco Economic Board (MEB) volta ad avviare scambi più concreti».
Guy Antognelli, Direttore del Turismo e dei Congressi nel Principato di Monaco
Quali sono i principali punti di forza del turismo monegasco?
«Al di là della posizione geografica, idealmente situato tra il mare e la montagna, ad attrarre i nostri visitatori sono la qualità delle infrastrutture e la competenza nell’industria turistica. L’eccellenza del servizio e la diversità di esperienze offerte sono le chiavi di un turismo di lusso del futuro. I recenti cambiamenti apportati al Principato di Monaco come la trasformazione dell’Hotel de Paris e della Place du Casino, la creazione del quartiere Mareterra ne fanno più che mai un luogo dinamico che si reinventa preservando il suo DNA».
Perchè la Svizzera è un interlocutore privilegiato anche nel settore del turismo?
«Credo che la clientela svizzera condivida con noi il piacere per le cose belle, avendo a cuore il piacere di condividere delle esperienze ricche in un ambiente sereno. Inoltre, la Svizzera è facilmente raggiungibile sia in macchina che in treno o per via area dall’aeroporto di Nizza Costa Azzura. Monaco è la destinazione ideale per un breve soggiorno di relax, un fine settimana culturale o per celebrare un’occasione speciale. In aggiunta, Svizzera e Monaco hanno molti punti in comune nel modo di affrontare ciò che è il turismo, ponendo l’accento sulla qualità dell’accoglienza, insistendo sul servizio e mettendo un punto d’onore a essere riconosciuti per quello che siamo: destinazioni di lusso internazionali».
Quali obiettivi si è inteso raggiungere, in materia di sviluppo delle attività turistiche, con l’organizzazione di questo Forum?
«Il turismo d’affari è stato particolarmente colpito dalla crisi sanitaria. Pochi lo sanno ma questo settore rappresenta quasi il 30% dei pernottamenti per gli hotel di Monaco. Durante le estati 2020 e 2021, la clientela (tempo libero) svizzera è aumentata notevolmente nel Principato, dimostrando l’attrattiva della nostra destinazione. Questo Forum è uno dei primi nuovi eventi professionali a tenersi a Monaco. Mi sembrava essenziale essere presente per presentare un aspetto diverso del turismo monegasco, luogo ideale di scambio per incontri d’affari. Sappiamo tutti che un ambiente ideale contribuisce al successo degli eventi, ottimizzando i benefici di questi incontri per tutti i partecipanti».
Quali opportunità di investimento offre il Principato di Monaco nel settore turistico?
«Come sapete, il territorio del Principato è estremamente vincolato e competitivo, soprattutto in questo settore. Si tratta tuttavia di una delle migliori sedi europee per sviluppare nuovi concetti destinati a una clientela mondiale di altissimo livello».
Angelo Trotta, Direttore di Ticino Turismo
Qual è, dal punto di vista turistico, l’interesse della Svizzera e, in particolare, del Ticino nei confronti del Principato di Monaco?
«Il Principato di Monaco rappresenta una regione interessante per la Svizzera e per il Ticino anche se, beninteso, stiamo parlando di un territorio ristretto e circoscritto: è il secondo Stato più piccolo del mondo dopo la Città del Vaticano. Una delle sue peculiarità è senz’altro quella di essere un territorio internazionale. Sui circa 40’000 abitanti odierni, infatti, meno di 7000 sono monegaschi, mentre la parte restante sono residenti stranieri. Attorno al Principato gravitano anche molti svizzeri e ticinesi che hanno aperto delle attività in questa regione o che addirittura vi risiedono. È uno Stato conosciuto in tutto il mondo per il lusso, la moda, la cultura, lo sport e per l’alto potere d’acquisto dei suoi residenti. Per noi si tratta dunque di un bacino molto interessante, di una clientela d’élite. Sia la Svizzera che il Ticino possono vantare un tipo di offerta in linea con questo target, con strutture ricettive e ristoranti d’eccellenza, eventi di livello mondiale ed esperienze uniche ed esclusive».
Quali sono le iniziative che avete promosso o che intendete portare avanti nei prossimi mesi per favorire ulteriormente l’interscambio turistico tra i due Paesi?
«Abbiamo avuto la possibilità di incontrare, a margine del “Monaco et Suisse Investment Forum”, il direttore di “Turismo e Congressi” di Monaco Guy Antognelli. Ci siamo confrontati, in particolare, sulle sinergie tra i nostri Paesi, sulle affinità e su quanto è stato portato avanti negli ultimi anni dal Principato proprio per attrarre visitatori d’élite. Questo scambio di opinioni per noi è stato importante visto che, proprio di recente, abbiamo iniziato a lavorare in modo mirato sul segmento lusso, che fa parte della Strategia 2030 condivisa anche con le quattro Organizzazioni turistiche regionali. Nel corso del nostro incontro con Guy Antognelli abbiamo già ipotizzato alcune attività di promozione reciproca. Il nostro obiettivo a medio termine è comunque quello di conoscere al meglio il segmento del turismo del lusso: chi sono i clienti del lusso? Cosa cercano in Ticino? Cosa possiamo offrire loro per continuare a essere una destinazione di qualità? In seguito, potremmo immaginare di dedicare più risorse al settore non solo per promuovere quelle destinazioni che già oggi hanno una vocazione turistica legata al lusso, come Ascona e Lugano, ma anche per lanciare prodotti e servizi turistici innovativi».
Quali sono, secondo lei gli elementi più interessanti emersi nel corso del Monaco et Suisse Investment Forum 2021?
«L’evento è stato molto importante soprattutto per i numerosi contatti che abbiamo potuto allacciare. Abbiamo avuto la possibilità di conoscere una parte importante del settore imprenditoriale ticinese che lavora a stretto contatto con il Principato, soprattutto nell’ambito immobiliare. In secondo luogo, il “Monaco et Suisse Investment Forum” ha rappresentato per noi una bella occasione per mettere in vetrina il nostro territorio, e questo anche nell’ottica dell’acquisto di case di vacanza da parte dei monegaschi. Non bisogna dimenticarsi che, quando parliamo di turismo, una fetta importante dei pernottamenti e dell’indotto è generato proprio dalle residenze secondarie. In terzo luogo, la nostra presenza all’evento ha permesso anche di iniziare a pensare a una serie di promozioni incrociate che potrebbero portare in futuro i ticinesi a riscoprire il principato ma anche, e soprattutto, attirare monegaschi da noi».