Raggiungere Carezza in Alto Adige da Lugano non è difficile, basta imboccare l’autostrada e proseguire sino all’uscita per Bolzano; per arrivare poi a Carezza ci sono da percorrere altri 30 km circa, in totale 376 km e 4 ore e mezzo di auto. Ma ne vale la pena: ci si ritrova in un luogo fabiesco, con paesaggi spettacolari ai piedi delle vette dolomitiche, patrimonio mondiale dell’UNESCO. Tuttavia sono soprattutto le persone e la loro cultura a fare dell’Alto Adige un luogo particolare, dove si incontrano tre lingue, italiano, tedesco e ladino. Arrivando all’ Hotel Moseralm – Dolomiti Spa Resort a Nova Levante ci si può imbattere in un gatto delle nevi che passa maestoso e indistutrbato a due passi dell’hotel: le piste da sci e gli impianti di risalita arrivano infatti proprio in prossimità dell’albergo.
La posizione è fantastica, non lontano dal Lago di Carezza, situato a 1.520 m di altitudine, che in estate brilla con le sue acque dal color verde smeraldo. La suite assegnatami è spaziosa e arredata con un gusto raffinato e guarda proprio sulle vetrate della Dolomiti Mountain Spa, circondata da un maestoso paesaggio montano.
L’Hotel appartiene alla famiglia Eisath-Auer, presente in albergo con diverse funzioni: Magdalena ci accoglie alla reception e si occupa di marketing, mentre il fratello Michael è responsabile dell’amministrazione e management; Monika, la mamma, è una guida escusionistica mentre il papà Georg è titolare del comprensorio sciistico Carezza ed è conosciuto anche come il “padre dei cannoni da neve”, avendo portato questa tecnologia in Alto Adige più di vent’anni fa.
Sensibile alla tutela dell’ambiente e alla sostenibilità, ha adottato tutta una serie di misure green anche in hotel, come ad esempio la rinuncia alla plastica, l’installazione di quattro stazioni di ricarica elettrica e la proposta di una alimentazione sana, grazie all’utilizzo di ingredienti regionali e stagionali. L’energia utilizzata in hotel è verde al 100% e proviene da fonte idroelettrica.
Un altro componente della famiglia Eisath è un personaggio noto nel mondo sportivo: parliamo di Florian Eisath, CEO di Carezza Dolomites, ex campione di sci alpino italiano, specialista di slalom gigante. E abbiamo l’onore di sciare proprio con lui, con questo mostro sacro dello sci, ed è un vero piacere potere seguire la sua scia anche sulle piste nere del comprensorio di Carezza. Gli sci li abbiamo noleggiati presso lo Skiservice Sport Carezza, un centro molto assortito che ci ha fornito un’attrezzatura di ottima qualità.
Sotto al leggendario Catinaccio, un gruppo montuoso delle Dolomiti che si estende tra la Val di Tires, la Val d’Ega e la Val di Fassa, Florian ci fa notare che l’energia che alimenta gli impianti è verde: l’elettricità proviene infatti da fonti energetiche rinnovabili. L’innevamento artificiale delle piste viene eseguito solo quando le notti sono particolarmente fredde, in modo da garantire il minor uso possibile di acqua. Anche il consumo di carburante dei macchinari viene monitorato e regolamentato: i gatti delle nevi, per esempio, percorrono le piste seguendo un tracciato ben preciso, secondo uno schema che evita passaggi ripetuti nella stessa area. Dal diesel, inoltre, sono passati agli oli vegetali idrogenati, carburanti che permettono di ridurre del 60-90% le emissioni di CO2. Inoltre tutti gli eventi che si svolgono nell’area sciistica Carezza seguono un’etichetta green, limitando gli sprechi, dividendo scrupolosamente i rifiuti e incoraggiando inoltre le persone a usare gli efficienti mezzi pubblici per i loro spostamenti.
Il pranzo lo consumiamo presso il rifugio Laurin’s Lounge, con una vista spettacolare sulle Alpi. Si tratta della più alta terrazza panoramica dell’Alto Adige, dove si possono gustare piatti regionali di qualità. Dopo un pomeriggio dedicato al relax nella completa e moderna Spa dell’Hotel Moseralm, la sera ceniamo presso il ristorante Tschein. Situato sul Passo Costalunga, il locale offre un interessante viaggio nella cultura gastronomica locale. Va rimarcato che la Val d’Ega promuove e rafforza la cooperazione tra gli agricoltori, i ristoratori e gli albergatori. Il progetto che è stato denominato Eggental Taste Local prevede che i coltivatori della Val d’Ega vendano tutti i propri ortaggi e le loro uova direttamente agli hotel e ai ristoranti. L’obiettivo è quello di raccogliere esperienze positive, imparare gli uni dagli altri e crescere insieme.
L’indomani, dopo una bella escursione con racchette da neve, raggiungiamo la baita Latmor Alm, un semplice rifugio alpino ma che pone una grande attenzione ai dettagli, offrendo deliziose pietanze della tradizione altoatesina.
Sempre per i buongustai, un altro ristorante da segnalare è il Marions Grillstube a Nova Levante, che propone carni di qualità, cucinate sulla griglia a carbone o direttamente sulla pietra lavica a 400 gradi.
In questo breve ma intenso percorso conoscitivo del comporensorio di Carezza, un grazie particolare va a Norman Libardoni (IDM Südtirol) e a Chiara Chiocchetti (IDM Südtirol), che si sono impegnati a seguirci in questo magnifico viaggio nella Val d’Ega, facendoci appezzare sino in fondo le numerose opportunità offerte da questa fascinante regione.