Nel cuore dell’Alto Adige, la regione di Laces-Val Martello offre un modo di intendere il soggiorno in montagna che mette insieme natura, attività all’aria aperta, cultura locale e gastronomia. È in questo contesto che si inserisce l’Amolaris Garden Lodges & Guesthouse, struttura gestita dalla famiglia Kaserer arrivata oggi alla terza generazione.
La storia dell’Amolaris comincia nel 1970. Il nome stesso della struttura richiama la macina, elemento che occupa un posto significativo nella storia del luogo e nella memoria della famiglia. Nel corso degli anni l’attività si è trasformata, fino alla realizzazione, nel 2020, dei Garden Lodges, che hanno dato forma a un concetto ricettivo nuovo rispetto alle origini.
Il principio dichiarato è quello del «lusso discreto, con tanta tranquillità e privacy». Una filosofia che non punta tanto sulla dimensione spettacolare dell’accoglienza quanto sulla possibilità di rallentare, avere spazi propri e vivere il territorio con maggiore autonomia.
Per chi arriva dal Ticino, Laces si trova a meno di un’ora d’auto dal confine svizzero e a circa quattro ore e mezza da Lugano. Una distanza che rende la destinazione raggiungibile anche per un soggiorno di qualche giorno, senza rinunciare alla sensazione di trovarsi in un contesto alpino profondamente diverso da quello delle località ticinesi.
La famiglia Kaserer al centro dell’ospitalità
Uno degli elementi che caratterizzano l’Amolaris è il ruolo della famiglia nella gestione della struttura. La continuità generazionale non è soltanto un dato storico, ma si riflette nella suddivisione dei compiti e nel rapporto con gli ospiti.
Martin Kaserer, titolare senior dell’Amolaris, è agricoltore biologico e padrone di casa. La visita ai meleti biologici insieme a lui permette di conoscere più da vicino una parte del lavoro che sta alla base della filosofia della struttura e di comprendere il legame tra ospitalità, agricoltura e territorio.
La colazione diventa a sua volta un momento nel quale questa impostazione trova una traduzione concreta. Wally Kaserer prepara piatti dolci e salati utilizzando, quando possibile, prodotti provenienti dal vicinato o dall’orto di proprietà.
Frutta, salumi, formaggi, uova, yogurt, frullati e dolci vengono presentati con particolare attenzione. Più che una semplice proposta alimentare, l’obiettivo sembra essere quello di restituire agli ospiti una parte della cultura gastronomica locale attraverso ingredienti riconoscibili e una preparazione curata.
L’accoglienza è invece affidata alla figlia Katharina, terza generazione della famiglia coinvolta nella gestione dell’Amolaris.
Castelli, sentieri e gole tra Laces e Val Martello
Il soggiorno all’Amolaris può essere utilizzato come punto di partenza per conoscere una zona ricca di testimonianze storiche e itinerari naturalistici.
Tra le mete si trovano le rovine del castello di Untermontani e il castello di Obermontani, con la cappella di Santo Stefano, nota come «la Cappella Sistina dell’Alto Adige». A questi si aggiunge il castello di Goldrain, residenza storica caratterizzata dalle mura di cinta e dalle quattro torri.
Per chi preferisce l’ambiente naturale, la Gola del Plima rappresenta una delle possibilità più facilmente accessibili, mentre per gli escursionisti sono disponibili itinerari di diversa difficoltà nella Val Martello e nel territorio del Parco Nazionale dello Stelvio.
Tra le escursioni più impegnative viene indicata quella verso il Madritsch, a 3.265 metri. La vetta può essere raggiunta con un percorso considerato relativamente accessibile per chi dispone di una buona preparazione, ma si tratta comunque di un’escursione che occupa un’intera giornata. Durante il tragitto è inoltre possibile avvistare il gipeto.
Un’altra possibilità è l’escursione al rifugio Zufall, mentre chi è interessato ai piccoli centri storici può raggiungere Glorenza, uno dei borghi più caratteristici della zona.
La Val Venosta in bicicletta
La zona di Laces e della Val Martello è particolarmente interessante anche per chi viaggia in mountain bike. La combinazione tra strade, sentieri e percorsi alpini permette di costruire itinerari diversi per lunghezza e difficoltà, alternando attività sportiva e scoperta del territorio.
La bicicletta diventa così un altro strumento per muoversi tra piccoli centri, meleti, vigneti e pendii della Val Venosta, con la possibilità di raggiungere luoghi che difficilmente entrano negli itinerari turistici più convenzionali.
Una cucina che parte dai prodotti del territorio
L’esperienza dell’Alto Adige passa anche dalla tavola. La tradizione gastronomica locale è costruita su prodotti e preparazioni che spaziano dallo speck ai canederli, dalle castagne ai formaggi, fino a una ristorazione contemporanea capace di reinterpretare ingredienti e ricette.
Nei dintorni di Coldrano e Laces le possibilità sono numerose e permettono di alternare trattorie, ristoranti di montagna, produttori e indirizzi di alta cucina.
A Silandro si trova il ristorante Speckeggele, guidato dalla giovane chef Victoria Walder, che ha maturato esperienze anche nell’hotellerie svizzera di alto livello, tra cui il Kempinski di St. Moritz.
A Glorenza, invece, il ristorante Flurin propone una cucina giovane e creativa. Ai fornelli c’è Thomas Ortler, chef e padrone di casa indicato come nuova scoperta GaultMillau 2021/22 e autore del volume Südtirol fine & fancy.
La visita può trasformarsi anche in un’occasione per conoscere produzioni meno convenzionali. Werner Schönthaler, oltre a occuparsi della produzione di mattoni di canapa destinati all’edilizia sostenibile, è conosciuto in zona per il cosiddetto «vino di marmo», una particolare sperimentazione enologica.
Tra vini biologici e vitigni resistenti
La viticoltura rappresenta un altro capitolo della conoscenza del territorio. Alcune realtà locali hanno sviluppato una particolare attenzione verso i vitigni resistenti alle malattie fungine, una caratteristica che può risultare interessante soprattutto nell’ambito della produzione biologica.
Tra le varietà segnalate figurano Solaris, Muscaris e Souvignier gris. La loro presenza racconta anche un settore agricolo che sta cercando nuove soluzioni per ridurre i trattamenti e adattarsi alle esigenze di una viticoltura più sostenibile.
A Castelbello, una degustazione al Marinushof permette di approfondire invece il mondo dei vini e delle grappe locali, entrando in contatto con una produzione fortemente legata alla dimensione agricola della Val Venosta.
Dall’autunno al Törggelen
Per chi sceglie di visitare la zona in autunno, il calendario gastronomico offre un appuntamento profondamente radicato nella tradizione altoatesina: il Törggelen.
Da inizio ottobre fino alla fine di novembre, le taverne di montagna e le osterie propongono piatti legati alla stagione, in un periodo nel quale le castagne diventano uno degli ingredienti simbolo della cucina locale.
Il Törggelen non è soltanto un’occasione gastronomica. È una consuetudine che accompagna il passaggio dall’autunno all’inverno e che permette di entrare in contatto con una dimensione rurale ancora presente nella cultura della regione.
L’Uva Blu, una tavola altoatesina contemporanea
Tra gli indirizzi gastronomici segnalati durante il soggiorno c’è L’Uva Blu – Osteria Sudtirolese, conosciuta anche come Blaue Traube, a Lagundo.
Il ristorante conta 17,5 punti GaultMillau ed è stato nominato Restaurant des Jahres 2025 dalla guida Der Grosse Guide. La proposta si inserisce nel percorso di una cucina altoatesina contemporanea, nella quale le radici regionali vengono rilette attraverso tecniche e sensibilità più attuali.
L’Uva Blu – Osteria Sudtirolese
Kuppelrain, la cucina stellata a Castelbello
Un altro appuntamento dedicato alla ristorazione di alto livello è il Ristorante Kuppelrain di Castelbello, insignito di una stella Michelin.
La cucina è affidata a Kevin Trafoier, che porta avanti il lavoro con precisione e ricerca personale, affiancato dal padre Jörg, forte di un’esperienza decennale e impegnato come consigliere della nuova generazione.
Anche la componente enologica ha un ruolo centrale. Sonya Egger-Trafoier, premiata con il Michelin Sommelier Award, si occupa degli abbinamenti tra vini e piatti.
Il percorso familiare continua con Nathalie Trafoier, responsabile del finale del menu. Le sue praline artigianali, la pasticceria di ispirazione francese e le sculture di cioccolato completano l’esperienza gastronomica.
Escursioni e gastronomia, due modi per conoscere il territorio
L’offerta della zona non si limita quindi alla struttura ricettiva. L’Amolaris può rappresentare un punto di partenza per costruire un soggiorno nel quale attività all’aria aperta, cultura e gastronomia procedono insieme.
La giornata può iniziare tra i meleti biologici della famiglia Kaserer, proseguire lungo un sentiero della Val Martello o verso un rifugio, e concludersi davanti a un piatto della tradizione o a un menu di alta cucina.
Anche i luoghi da visitare seguono questa varietà: dai castelli alle gole, dai piccoli borghi alle aree agricole, dalle degustazioni ai ristoranti premiati.
È una modalità di viaggio che privilegia la conoscenza graduale di un territorio. L’Amolaris, in questo senso, non viene presentato soltanto come luogo in cui pernottare, ma come base per esplorare una parte dell’Alto Adige nella quale il rapporto tra agricoltura, montagna e ospitalità continua ad avere un ruolo rilevante.
Per informazioni sulla struttura e sulle possibilità di soggiorno:

Castelatsch – Marmor Wein


