L’ambiente mediterraneo e l’unicità del parco, di oltre 14 ettari con accesso diretto sul lago e antichissimi cedri dell’Himalaya, fanno dell’Hotel Castello del Sole un luogo unico, armonicamente integrato con l’azienda agricola Terreni alla Maggia, dove, oltre a vino e cereali, si produce anche il famoso “riso Loto”. Entrambe le strutture si estendono su una proprietà di 140 ettari. Le 41 lussuose junior suite e suite e le 37 camere doppie e singole sono arredate con particolare attenzione ai dettagli.

Presso il Castello SPA & Beauty, gli ospiti hanno a disposizione un lussuoso complesso di 2500 metri quadri, comprendente piscina interna ed esterna, idromassaggio, vasca d’esercizio, hydropool, diverse saune, percorso Kneipp, locale fitness e ginnastica e una suite SPA. Ai più sportivi, l’hotel offre anche campi da tennis, all’aperto e al coperto, e biciclette. Il limitrofo campo del Golf Club Patriziale di Ascona è annoverato tra i più rinomati indirizzi per golfisti. Per un’esperienza esclusiva sul lago è disponibile anche un’imbarcazione Frauscher che può ospitare fino a 12 persone.

La ristorazione costituisce senza dubbio uno dei punti di forza del Castello del Sole. La Locanda Barbarossa ha infatti confermato, per la quarta volta, la sua stella Michelin, cui quest’anno è stato aggiunto, unico ristorante in Ticino, un altro riconoscimento: la stella verde Michelin, un premio alla sostenibilità e ad un uso particolarmente consapevole delle risorse ambientali nella gastronomia.

Mattias Roock, che vanta anche 18 punti Gaul&Millau, ha già dimostrato più volte di essere uno dei più qualificati chef del Paese. Le sue creazioni in cucina hanno un forte legame locale, regionale e stagionale. In questa ricerca, lo chef risulta essere avvantaggiato dalla vicinanza dell’azienda Terreni alla Maggia, dove sui fertili contrafforti del delta della Maggia si pratica un’agricoltura connotata da un forte legame con la terra, la biodiversità e l’originalità della natura. Mattias Roock si occupa anche del suo giardino situato sul terreno dell’hotel, dove coltiva erbe rare e frutti esotici. Di conseguenza, lo stile della cucina non risulta essere forzato, ma sembra piuttosto seguire il corso della natura. Con il suo menu appositamente creato “Sapori del Nostro Orto” – ” Sapori del Nostro Giardino” convince gli ospiti e i critici gastronomici. Anche Sergio Bassi, maître e sommelier, riesce come nessun altro ad offrire un’esperienza sensoriale di livello assoluto. I suoi consigli sui vini mettono elegantemente in scena le creazioni di Roock.

L’hotel Castello del Sole è stato già sul podio della classifica annuale degli hotel di Bilanz nel 2009, 2012, 2013, 2016 e 2018. Nel 2020 il resort ha di nuovo ottenuto il primo posto come miglior hotel di villeggiatura della Svizzera, ma è stato anche insignito di un altro riconoscimento. Daniele Sardella, Maître d’hôtel è stato eletto «Direttore di ristorante del 2020». Simon V. e Gabriela Jenny, direttori e coniugi di lunga data, con il loro team non potrebbero esserne più orgogliosi: «Anche se questa stagione è stata molto impegnativa per il settore del turismo, siamo ancora più lieti di ricevere questi ulteriori riconoscimenti. A rendere possibile questo fantastico successo sono i nostri 160 collaboratori ma anche la gioia e la passione dei nostri proprietari per questa straordinaria tenuta.

Il Living Circle è stato inaugurato nell’aprile 2017 e vi fanno parte quattro hotel, tre aziende agricole, un ristorante e un rustico: tutte queste attività sono di proprietà delle famiglie svizzere Anda e Franz-Bührle: le diverse strutture del The Living Circle si contraddistinguono per il loro forte rapporto con la natura e offrono agli ospiti esperienze incomparabili. Grazie a queste caratteristiche, ogni singolo momento si trasforma in qualcosa di speciale e dimostra che la diversità e l’originalità della natura e il legame con il territorio possono essere celebrati come un vero lusso nel mondo di oggi.

L’azienda agricola Terreni alla Maggia, diretta da Fabio Del Pietro, ha una filosofia molto semplice: il rispetto della terra. Questo ha permesso all’azienda di operare fin dal 1930, anche se lo spirito dei tempi la mette costantemente alla prova nel proporre nuovi prodotti. In ogni caso, Emil Bührle probabilmente non avrebbe mai immaginato che, novant’anni dopo la fondazione dell’azienda agricola, i suoi discendenti potessero ricevere numerosi premi internazionali per il vino che prospera in questa terra baciata dal sole. I Terreni alla Maggia producono infatti una selezione rappresentativa di vini su una superficie vitata di 10,5 ettari. Soprattutto il Merlot, con la sua struttura elegante e i suoi aromi di legno leggero, convince sia i membri esperti delle giurie che gli intenditori privati. Ma dal 2020 i Terreni hanno iniziato a produrre anche la propria birra Ascona nella nuova microbirreria Hof.

Sui Terreni alla Maggia si pratica un’agricoltura integrata e sostenibile, da sempre all’avanguardia nello sviluppo di nuovi prodotti. «Il microclima del delta della Maggia è molto fortunato – spiega Fabio Del Pietro – e per questo la biodiversità è così unica. L’azienda agricola a iniziato a coltivare il riso oltre 20 anni e la tenuta è famosa per avere la produzione di riso più a nord d’Europa, oltre ad essere stata anche la prima a produrre riso svizzero al 100%. Altri prodotti comprendono varietà selezionate di mais e grano duro per la produzione di pasta, oltre a vari tipi di frutta. I Terreni hanno già iniziato la graduale conversione alla produzione quasi naturale e biologica. La nostra coltivazione ecologica non si basa quindi solo sulla tradizione, ma mostra anche il rispetto e la volontà di mantenere una natura il più possibile intatta».

L’impegno del Castello del Sole e dell’azienda Terreni della Maggia abbraccia anche il mondo della cultura e dell’arte, come testimonia l’esposizione pubblica, nel corso del 2020, di tre capolavori della collezione Emil Bührle al Castello del Sole. Un gesto importante voluto dalla proprietà della struttura ricettiva che ha permesso così di condividere capolavori solitamente non accessibili al pubblico. Ad aprire la mostra un Renoir di inizio impressionismo, cui erano affiancati gli splendidi albicocchi di Van Gogh, dipinti nel 1888, e il capolavoro Fattoria in Bretagna di Paul Gauguin.