Lugano è stata il palcoscenico di un importante appuntamento per l’alta ristorazione elvetica. Tra le sale dello Splendide Royal, di Villa Principe Leopoldo e di Villa Castagnola, affacciate sul Ceresio, l’associazione Les Grandes Tables Suisses ha riunito i suoi membri per l’assemblea generale annuale, trasformando l’evento in una doppia celebrazione: da una parte l’ingresso di nuovi protagonisti della gastronomia nazionale, dall’altra il sessantesimo anniversario dell’organizzazione.

L’incontro ha confermato la volontà dell’associazione di proseguire nel percorso di valorizzazione della cucina svizzera di alto livello, favorendo al contempo il ricambio generazionale e la trasmissione di competenze alle nuove leve del settore.

Sessant’anni al servizio della gastronomia svizzera

La storia di Les Grandes Tables Suisses affonda le proprie radici negli anni Sessanta. Nel 1966 nacque infatti il progetto denominato “La strada svizzera dei piaceri della tavola”, promosso dall’editore neocastellano René Gessler. Da quell’esperienza prese forma l’associazione che ancora oggi riunisce alcuni tra i più autorevoli interpreti dell’arte culinaria nazionale.

Tra i fondatori figuravano nomi destinati a lasciare un segno nella gastronomia elvetica, come Fredy Girardet, Hans Stucky, Gérard Rabaey e Roland Pierroz. Sei decenni dopo, l’associazione continua a rappresentare un punto di riferimento per la qualità dell’offerta gastronomica e dell’ospitalità svizzera.

L’omaggio a Pierrot Ayer

Uno dei momenti più significativi dell’assemblea è stato il tributo riservato a Pierrot Ayer, figura storica della ristorazione romanda che conclude il proprio percorso all’interno dell’associazione.

Lo chef friburghese ha guidato per anni il rinomato ristorante Le Pérolles ed è stato membro del comitato direttivo per sedici anni, ricoprendo anche la carica di presidente per sette mandati.

Nel corso della cerimonia, colleghi e associati hanno voluto ringraziarlo per il contributo offerto alla promozione della cucina svizzera, riconoscendone il ruolo nella crescita e nel consolidamento dell’associazione.

Una nuova generazione alla guida dei ristoranti

Il presidente Guy Ravet ha sottolineato come l’arrivo di nuovi membri rappresenti un segnale positivo per il futuro della gastronomia nazionale.

Tra i nuovi ingressi spiccano diversi giovani professionisti che stanno contribuendo a rinnovare il panorama culinario delle rispettive regioni.

A Ginevra entra nell’associazione Andrés Arocena, 36 anni, alla guida del ristorante La Micheline. Originario dei Paesi Baschi spagnoli, ha costruito la propria esperienza professionale in alcune delle cucine più prestigiose prima di assumere la direzione esecutiva della società GastrO’Vives SA.

In Vallese si distingue invece il tandem formato da Maël Gross e Christophe Genetti. I due amici d’infanzia gestiscono il ristorante Les Touristes a Martigny e hanno attirato l’attenzione della critica gastronomica grazie a una proposta fortemente legata al territorio, sviluppata in collaborazione con produttori, orticoltori e artigiani locali.

Anche Alexandre Luquet, chef del ristorante Le Bocca a Saint-Blaise, entra a far parte del gruppo. La sua filosofia culinaria punta sull’equilibrio tra ingredienti regionali e influenze internazionali, con una particolare attenzione all’autenticità del gusto.

Il contributo delle donne nella ristorazione d’eccellenza

Sebbene tra i nuovi membri non figurino chef donne, l’associazione ha evidenziato il ruolo fondamentale delle professioniste che operano all’interno delle brigate e nella gestione dei ristoranti.

Tra queste vi è Ana Ronc, che collabora con Alexandre Luquet al Le Bocca. Un altro esempio è rappresentato da Audrey Feutren-Halgand, maestra pasticcera e partner professionale del marito Grégory Halgand nella conduzione dell’Hôtel de Ville di Ollon.

La coppia porta in Svizzera un bagaglio di esperienze maturate in alcune delle più prestigiose realtà della ristorazione francese, tra cui il Relais Bernard Loiseau, il Georges V e la Tour d’Argent di Parigi. La loro proposta culinaria si distingue in particolare per la valorizzazione dei prodotti del mare, una specializzazione relativamente rara nel panorama gastronomico elvetico.

Nuovi chef per ristoranti già affiliati

L’assemblea di Lugano ha segnato anche l’ingresso nell’associazione di diversi chef che hanno recentemente assunto la guida di ristoranti già membri di Les Grandes Tables Suisses.

Tra questi figurano Julien Ayer e Victor Moriez, succeduti a Pierrot Ayer al Le Pérolles di Friburgo. Entrano inoltre Francesco De Bartolomeis, oggi responsabile delle cucine del The Alpina di Gstaad, Stefan Lünse dell’Alpine Gourmet Prato Borni del Grand Hotel Zermatterhof di Zermatt e Christophe Schmitt, che dirige Le Berceau des Sens della Scuola alberghiera di Losanna.

Questi cambiamenti testimoniano la capacità dell’associazione di accompagnare il naturale passaggio di consegne tra generazioni, garantendo continuità negli standard qualitativi che da sempre caratterizzano il gruppo.

I nuovi ingressi del 2026

Tra i ristoranti che entrano ufficialmente a far parte dell’associazione figurano:

  • La Micheline di Ginevra, guidato da Andrés Arocena (17 punti Gault&Millau e una stella Michelin);
  • L’Hôtel de Ville di Ollon, diretto da Grégory Halgand (15 punti Gault&Millau e una stella Michelin);
  • Le Bocca di Saint-Blaise, sotto la guida di Alexandre Luquet (15 punti Gault&Millau);
  • Les Touristes di Martigny, affidato a Christophe Genetti e Maël Gross (16 punti Gault&Millau).

Parallelamente, entrano nell’associazione anche i nuovi chef che hanno assunto la responsabilità di strutture già affiliate, consolidando ulteriormente la rete di eccellenza gastronomica distribuita sul territorio svizzero.

Una vetrina per l’ospitalità svizzera

L’obiettivo dichiarato di Les Grandes Tables Suisses resta quello di promuovere la qualità dell’accoglienza, della cucina e del servizio svizzero sia a livello nazionale sia internazionale. Un impegno che passa anche attraverso la formazione dei giovani professionisti e il sostegno alle future generazioni di chef.

L’appuntamento luganese ha evidenziato come la tradizione e l’innovazione possano convivere all’interno di una stessa realtà associativa. A sessant’anni dalla sua fondazione, Les Grandes Tables Suisses continua infatti a rappresentare uno dei principali punti di riferimento dell’alta gastronomia elvetica, capace di valorizzare l’eredità dei grandi maestri e, allo stesso tempo, di aprire la strada ai talenti emergenti.