La cucina italiana in Svizzera guarda avanti e sceglie il Ticino per raccontare la propria evoluzione. Nelle prestigiose sale di Palazzo Mantegazza, a Lugano Paradiso, si è svolta la prima edizione de La cucina italiana del futuro in Svizzera, iniziativa firmata da 50 Top Italy, in collaborazione con Maistà Food.

Un debutto oltreconfine per il format, nato con l’obiettivo di mettere in luce giovani professionisti capaci di interpretare la tradizione gastronomica italiana in un contesto esigente come quello elvetico.

Ad aggiudicarsi la vittoria è stato Luca Giacchetti, membro della brigata del ristorante Da Vittorio, che ha convinto la giuria con il piatto “Bella Mbriana”, proposta che intreccia memoria partenopea e tecnica contemporanea.

Cucina italiana in Svizzera: a Lugano vince Luca Giacchetti di Da Vittorio St. Moritz con “Bella Mbriana”. Ecco finalisti, giuria e obiettivi del contest.Il valore del confronto

L’iniziativa, spiegano Martino Borghese e Giuseppe Borghese – co-founders e CEO di Maistà Food – nasce dall’idea di creare momenti di confronto capaci di valorizzare le nuove generazioni. Il network di distribuzione, attivo nella promozione delle eccellenze regionali italiane in Svizzera, punta a rafforzare la presenza di ingredienti artigianali selezionati e specialità autentiche all’interno di un mercato che richiede qualità e coerenza narrativa.

Sulla stessa linea i curatori di 50 Top Italy – Barbara Guerra, Albert Sapere e Luciano Pignataro – che hanno sottolineato la soddisfazione per la prima esperienza del contest fuori dall’Italia. La Svizzera, hanno evidenziato, rappresenta un banco di prova particolarmente attento ai dettagli e alla solidità del progetto gastronomico. In questo scenario, la cucina italiana continua a occupare un posto privilegiato nelle preferenze del pubblico, ma è chiamata a rinnovarsi senza perdere identità.

Cucina italiana in Svizzera: a Lugano vince Luca Giacchetti di Da Vittorio St. Moritz con “Bella Mbriana”. Ecco finalisti, giuria e obiettivi del contest.Sei visioni, un’unica radice

Accanto al piatto vincitore, la giuria ha premiato a pari merito altre cinque preparazioni finaliste, tutte accomunate da un forte legame con i territori d’origine degli chef e da una lettura personale della tradizione.

Flavio Consorti del Ristorante Fusio ha presentato “La Gricia Ribelle”, rivisitazione di un classico romano in chiave contemporanea. Michele Fusaro di Legami Italian Food Experience ha proposto “Scrigno di genovese napoletana”, omaggio stratificato alla cucina campana.

Roberto Gagliano, alla guida di Vesuvius Taste Experience presso il Casino de Neuchatel, ha raccontato il proprio percorso con “Sapore di casa”. Giovanni Gigante del Ristorante Cucina Itameshi ha unito suggestioni italiane e influenze giapponesi nello “Spaghettone Vongole e ’nduja”, mentre Francesco Saverio Sovereto del Ristorante Agua ha presentato “L’Essenza tra il mare e il Rinforzo”, sintesi tra tradizione e ricerca tecnica.

https://palazzomantegazza.ch/ Cucina italiana in Svizzera: a Lugano vince Luca Giacchetti di Da Vittorio St. Moritz con “Bella Mbriana”. Ecco finalisti, giuria e obiettivi del contest.Proposte differenti per stile e sensibilità, ma accomunate dalla volontà di mantenere riconoscibile la matrice italiana anche in un contesto internazionale.

Tradizione, identità e mercato

Il concorso ha offerto uno spaccato significativo su come la cucina italiana in Svizzera stia evolvendo: meno folklore, più consapevolezza tecnica; meno stereotipi, maggiore attenzione alla filiera e alla qualità delle materie prime.

Cucina italiana in Svizzera: a Lugano vince Luca Giacchetti di Da Vittorio St. Moritz con “Bella Mbriana”. Ecco finalisti, giuria e obiettivi del contest.La Svizzera si conferma un mercato gastronomico sofisticato, capace di premiare autenticità e coerenza. In questo scenario, i giovani chef italiani attivi oltreconfine assumono un ruolo strategico: non solo interpreti di ricette iconiche, ma ambasciatori di un patrimonio culinario che si rinnova attraverso studio, contaminazioni e racconto personale.

La prima edizione del contest si chiude dunque con un segnale chiaro: la cucina italiana in Svizzera non è soltanto tradizione esportata, ma laboratorio dinamico dove identità regionale e visione contemporanea trovano nuove forme di espressione. E il Ticino, ancora una volta, si conferma crocevia privilegiato di questa evoluzione.