Dott. Matteo Malacco, lei vanta una lunga esperienza nel campo della medicina sportiva. Di che cosa si tratta?
«Parliamo di varie tecniche e metodiche di assistenza medica che riguardano la preparazione fisica e mentale, l’integrazione nutrizionale, la prevenzione e il trattamento di traumi correlati alla pratica di uno sport. Oggi un numero sempre maggiore di persone si rivolge a noi perché, oltre a curare il proprio aspetto fisico, desidera migliorare le proprie prestazioni in ambito sportivo. L’atleta “ricreazionale” si fa seguire nel suo obbiettivo di miglioramento della sua salute e di raggiungimento di performance sempre più ambiziose: accettando i nostri consigli è possibile utilizzare le procedure più idonee e, in caso di infortunio, programmare i tempi corretti di guarigione. All’agonista interessa invece tornare il prima possibile alla competizione in piena efficienza fisica. In questi casi, oltre ad applicare le soluzioni terapeutiche migliori, si punta anche ad abbreviare al massimo i tempi di recupero per consentire il rapido raggiungimento della forma fisica indispensabile per affrontare nuovamente le prove della disciplina in cui è impegnato».
Che cos’è invece la medicina rigenerativa sportiva?
«La medicina rigenerativa è una innovativa branca della medicina che cerca soluzioni biologiche riparative dei tessuti danneggiati nelle cellule del paziente. Ha dunque come obiettivo la rigenerazione delle cellule del tessuto stesso che non viene sostituito, come avviene con le tecniche chirurgiche tradizionali, e si basa sull’utilizzo delle cellule staminali. La medicina rigenerativa sportiva trova applicazione soprattutto nel trattamento delle patologie articolari, sia post-traumatiche, quali appunto gli infortuni sportivi, sia degenerative come l’artrosi».
Di quali specifici trattamenti si può giovare la persona che si rivolge al suo studio presso il centro The Longevity Suite di Lugano?
«Partire senz’altro della Cryosuite che viene spesso usata nello sport da molti atleti di fama mondiale ma le cui molteplici applicazioni si adattano benissimo alle esigenze di chi, anche da dilettante, voglia migliorare il suo stato di forma e alzare il livello delle sue prestazioni. I benefici della terapia del freddo sul corpo sono molti, perché restituisce energia al fisico, mantenendo la tonicità muscolare; riduce notevolmente i tempi di recupero dall’infortunio; ha effetti defaticanti per il post allenamento. Anche con poche sedute permette di lenire il dolore muscolare e contenere l’eventuale gonfiore, svolge un’azione rilassante sciogliendo i muscoli ed evitando che rimangano contratti, blocca la produzione di acido lattico e rallenta il metabolismo dei tessuti muscolari e il loro deterioramento in seguito allo sforzo atletico. Tutte queste azioni si traducono in un recupero più veloce e, in linea generale, in un’attività di prevenzione dagli infortuni muscolari e tendinei da stress. Ma non sono solo gli sportivi a provarne giovamento: considerando le sue caratteristiche, infatti, la Cryosuite è una cura di longevità ideale perché preserva la tonicità della pelle, stimola il ringiovanimento cellulare e favorisce anche il dimagrimento. La crioterapia localizzata, o locale, agisce invece in modo mirato e più in profondità rispetto alla crioterapia sistemica, trovando applicazione in una specifica parte del corpo tramite un getto di azoto vaporizzato. Con la crioterapia locale è possibile risolvere problematiche di tipo medico-fisioterapico e inestetismi estetici di diversa natura».
Quali sono invece gli strumenti della medicina rigenerativa?
«Alla base di tutto ci sono infiltrazioni di concentrati piastrinici e derivati del tessuto adiposo che stimolano la rigenerazione e il ripristino delle condizioni fisiologiche dei tessuti interessati da patologie, traumi e invecchiamento. Queste tecniche trovano un’applicazione importante in ambito sportivo, sia professionistico che amatoriale, grazie alle potenzialità antinfiammatorie nei disturbi articolari e, appunto, rigenerative dei tessuti. Gli ultimi anni hanno registrato dei cambiamenti sostanziali nella preparazione dei prodotti permettendo di ottenere dei risultati terapeutici sempre migliori.
Nello specifico, il PRP (Platelet Rich Plasma) è un concentrato di fattori di crescita piastrinici in grado di diminuire l’infiammazione e riparare i tessuti. L’efficacia del PRP è stata ampiamente dimostrata in prevenzione trattamento di patologie tendinee o osteoarticolari. Il CGF (Concentrated Growh Factors) rappresenta invece una nuova generazione di PRP in grado di trattenere al suo interno una maggiore concentrazione di fattori di crescita piastrinici. Il CGF viene isolato da campioni di sangue tramite un semplice e standardizzato protocollo di separazione, senza l’aggiunta di sostanze esogene. Si tratta dunque di una tecnica più evoluta, a cui noi facciamo abitualmente ricorso, che aumenta la concentrazione di fattori di crescita piastrinici iniettabili, dimostrandosi ampiamente più performante della precedente metodica».
Si sente anche molto parlare del trattamento ultratone e di contrazioni sovramassimali per tonificazione muscolare. Come funziona?
«UltraTone & Muscle è un trattamento che sfrutta l’elettromagnetismo ultrafocalizzato per stimolare profondamente i muscoli di addome, glutei, gambe e braccia. Utilizzando questa tecnologia, si mira a attivare e rafforzare la muscolatura in queste aree specifiche del corpo. Le contrazioni sovramassimali favoriscono il rimodellamento profondo della muscolatura, contribuendo a migliorarne la forma e la tonicità. Le intense contrazioni muscolari possono migliorare il flusso sanguigno e linfatico nell’area trattata, potenzialmente migliorando la circolazione».
Nel vostro centro praticate anche l’ozonoterapia?
«Certamente. Questo trattamento consente, grazie alle proprietà dell’ozono in associazione con quelle dell’ossigeno, di migliorare in maniera significativa i sistemi di difesa dell’organismo. La miscela di ozono medicale, infatti, favorisce la circolazione del plasma in tutti i tessuti e il conseguente rilascio dell’ossigeno; questa circostanza consente di ottenere tutta una serie di benefici: dall’effetto analgesico a quello antinfiammatorio, dall’effetto battericida a quello immunomodulante, ovvero la capacità di rafforzare la risposta immunitaria dell’organismo».
Infine, qual è la sua valutazione riguardo gli effetti dell’integrazione vitaminica negli sportivi?
«Negli ultimi dieci anni l’interesse scientifico sul ruolo delle vitamine nei riguardi dell’attività sportiva si è notevolmente accentuato, giacché esse possiedono importanti effetti a livello muscolo-scheletrico, polmonare, cardiaco, nervoso e del sistema immunitario. Un supplemento vitaminico o aminoacidico per via endovenosa può quindi agire nel migliorare le performance dell’atleta. Studi condotti su atleti di varie discipline hanno mostrato che la supplementazione aumenta la forza muscolare e potrebbe ridurre gli infortuni. Ovviamente è fondamentale il controllo medico su il corretto dosaggio. Ritengo pertanto che shot vitaminici e infusioni di vitamine negli atleti possano migliorarne le prestazioni, ma a dosi contenute e controllate».