Che cos’è HospitHome e cosa si propone di realizzare?

«Possiamo definirlo come uno spin-off dove sono confluite varie competenze maturate nell’ambito del Cardiocentro. La sua finalità è quella di offrire, attraverso soluzioni tecnologiche, un modello di assistenza remota personalizzata in base alle necessità del paziente, consentendogli un accesso illimitato alle prestazioni mediche e rimuovendo qualsiasi barriera, sia essa geografica o sociale. In altre parole, cerchiamo di avvicinare sempre più la realtà del paziente a quella del personale medico, sviluppando soluzioni con un profilo tecnologico elevato, ma, al tempo stesso, di semplice utilizzo».

A quali esperienze attinge questo servizio di telemedicina?

«L’esperienza del Cardiocentro Ticino che da circa 15 anni si impegna nello sviluppo e gestione del monitoraggio a distanza di pazienti cardiopatici con aritmie severe e/o portatori di defibrillatori, ha portato un grosso sostegno nella gestione dei protocolli. L’esperienza maturata è risultata ora molto utile per mettere a punto una metodologia e una pratica finalizzate a ridurre i rischi di contagio da parte di un virus che ha messo a dura prova la tenuta dei più efficienti sistemi sanitari».

In che cosa consiste la soluzione da voi proposta?

«Si è trattato di un programma di ‘sorveglianza domiciliare’ svolta in remoto per i pazienti ammalati in forma lieve. Lo scopo principale di questa pratica è stato quello di alleggerire la pressione sugli ospedali e di impedire che diventino luoghi di accelerazione incontrollata del contagio. Il telemonitoraggio ha permesso senza dubbio di seguire con miglior profitto i pazienti a domicilio, specie in alcune condizioni di salute compromesse. Il monitoraggio domiciliare è stato possibile grazie all’utilizzo di dispositivi medici di facile utilizzo che misurano i parametri vitali, la piattaforma Hospithome e non da ultimi gli specialisti del 144 che hanno il controllo 24/7 dei parametri vitali. In caso di anomalie, la rete di medici attiva sul territorio si adoperava per fornire le cure del caso al paziente. HospitHome mette già oggi a disposizione dell’utente dei pacchetti di assistenza che possono essere definiti in base alle sue esigenze.

Questo modello di assistenza remota personalizzata potrà essere replicato anche in altre situazioni?

«Molti medici si sono ritrovati a utilizzare maggiormente i canali digitali e a riscoprire l’utilità di strumenti che prima dell’emergenza erano sottovalutati. Sicuramente, ha segnato una transizione importante nell’opinione dei medici rispetto agli strumenti digitali di comunicazione con il paziente, soprattutto verso quelli più innovativi. La recente epidemia ha messo in evidenza il fatto che sistemi sanitari di tutto il mondo, anche quelli più efficienti, possono essere messi a dura prova da un elevato numero di ricoveri. Le conseguenze di questa situazione sono numerose e drammatiche: i medici e gli operatori sanitari vengono chiamati a lavorare in turni estenuanti e i letti disponibili sono al limite del collasso, precludendo così la possibilità di ricevere cure adeguate a tutte le persone che necessitano ricovero o terapia intensiva per motivi diversi. Come spesso accade, l’innovazione è la risposta per risolvere problematiche generate da situazioni inedite».

La telemedicina potrà dunque rivoluzionare il modo in cui viene erogata l’assistenza sanitaria ai pazienti?

«Rimasta a lungo poco diffusa e a livello di semplice sperimentazione, la Telemedicina stava già crescendo nel 2019, ma con l’emergenza sanitaria ha registrato un vero e proprio boom di interesse fra gli operatori del settore. “Il Covid19 ha dato un’accelerazione alla Telemedicina che sarà difficile ignorare in futuro, con l’interesse per le sue diverse applicazioni cresciuto in doppia cifra e molte strutture che si sono attivate per offrire prestazioni da remoto anche ai pazienti non malati di Covid. L’obiettivo è quello di indirizzare il futuro, evidenziando l’importanza di puntare sull’innovazione clinica, su un’ampia offerta di servizi, su formazione e ricerca continua. Varie soluzioni di telemedicina possono consentire il monitoraggio costante delle condizioni del paziente e l’esecuzione di controlli preventivi e di controllo al di fuori delle strutture mediche.».

Interessanti prospettive si aprono anche per i sistemi sanitari e le altre applicazioni della telemedicina….

«Oggi, superata la fase iniziale dell’emergenza, tutto il sistema di telemedicina torna alla sua originaria missione e allarga verticalmente le sue applicazioni. La telemedicina trova applicazione in diversi ambiti, dalla gestione del percorso nascita alla gestione dei pazienti oncologici,  e di tutti quei pazienzti cronici affetti da BPCO, insufficenza cardiaca, etc.. Già oggi attraverso una piattaforma digitale possiamo migliorare e trasformare i servizi inerenti l’healthcare grazie al coinvolgimento di strutture e professionisti sanitari, fornendo loro gli strumenti per consentire la diagnosi e la gestione delle malattie, ottimizzando il flusso di lavoro e donando efficienza e flessibilità. I servizi HospitHome progettati per le strutture sanitarie sono realizzati in modo da soddisfare le esigenze di piccoli ospedali, singole divisioni ospedaliere, case di cura private, farmacie, poliambulatori. Questi servizi permettono di mantenere sotto controllo a distanza il paziente una volta dimesso prevenendo i rischi di riospedalizzazione e sovraffollamento delle strutture ma portando il rapporto paziente-medico ad un livello più alto. La telemedicina ha tutto il potenziale necessario per diventare un nuovo standard, un potente e innovativo strumento per portare il settore sanitario a un livello superiore e tutelare maggiormente la salute delle persone in tutto il mondo».