Com’è organizzato il Settore Giovanile dell’HCL, la  Fondazione HC Lugano Academy, e quali sono le principali finalità di carattere formativo e sportivo che si prefigge di raggiungere?

Alessandro Chiesa: «L’Hockey Club Lugano ha scelto già da molti anni di dare vita ad un Settore Giovanile che persegue l’obiettivo di promuovere a vari livelli e in forme diverse il nostro sport all’interno della società. Ciò significa offrire ai circa 400 ragazzi che si allenano e giocano nelle nostre squadre giovanili infrastrutture e condizioni di allenamento di prim’ordine, ma anche attuare una politica di facilitazioni tale da rendere accessibile a tutti sia il primo approccio sia il proseguimento dell’attività in una disciplina che esige molto, e proprio per questo costituisce anche una scuola di vita importante per i ragazzi».

Quali sono le più importanti problematiche che vi trovate ad affrontare nella gestione dei ragazzi?

Alessandro Chiesa: «Il compito del Settore Giovanile è sostenere ragazzi nella loro formazione di atleti completi, e nel contempo supportarli al fine di terminare la loro formazione scolastica e professionale. Il Settore Giovanile trasmette quindi alle giovani leve dei valori sportivi importanti ed educativi nel rispetto dello sviluppo personale del ragazzo. Viene insegnato ai ragazzi a mettersi in gioco ma soprattutto divertirsi e formare lo spirito di gruppo aggregativo, lottando tutti insieme per un unico obiettivo, con il sogno di riuscire un giorno ad entrare in prima squadra».

Come è composto il team dedicato alla formazione e alla preparazione dei ragazzi e quali sono i diversi ruoli ricoperti (ghiaccio, accompagnamento, ecc.)?

Massimo Cordiano: «Il Settore Giovanile si avvale del lavoro di 27 allenatori e assistenti, di cui 7 professionisti; 2 preparatori atletici; vari collaboratori a tempo parziale impegnati in segreteria, amministrazione, logistica, magazzino e cura del materiale. E poi, ancora, sono oltre un centinaio i volontari che a vario titolo ci supportano nelle diverse attività. Si tratta dunque di un’organizzazione abbastanza numerose e complessa ma indispensabile per seguire in modo professionale, oltre all’allenamento e alla formazione dei ragazzi, i diversi campionati da settembre a marzo, i tornei di preparazione e di fine stagione, gli allenamenti estivi di condizione fisica, i campi di allenamento su ghiaccio e i tornei ufficiali organizzati da HCL».

Nello specifico, quanti sono i ragazzi compresi nelle fasce U11-1, U11-2 e come viene organizzata la loro attività sportiva?

Massimo Cordiano: «Questa fascia d’età risulta essere decisiva per l’evoluzione sportiva e psichica del ragazzo, perché segna una fase di passaggio dove le attese e le motivazioni sono ancora in via di formazione. Per questo è molto importante organizzare gli orari degli allenamenti in modo da non precludere la pratica di altri sport o attività varie lasciando al ragazzo l’opportunità di scegliere alla fine qual è l’impegno più consono alla sua persona. Anche la partecipazione a tornei e competizioni di carattere cantonale o organizzate dall’HCL risponde all’esigenza di motivare e responsabilizzare sempre più i ragazzi senza tuttavia gravarli di impegni troppo onerosi».

Un rapporto particolarmente delicato è quello con i genitori. Quali problemi dovete solitamente affrontare e con quali risultati?

Massimo Cordiano: «La base fondamentale del rapporto che cerchiamo costantemente di stabilire con i genitori dei ragazzi è rappresentata dal dialogo. A tale scopo organizziamo periodicamente degli incontri aperti nel corso dei quali cerchiamo di fare emergere tutte le problematiche, in un confronto franco e responsabile. Il coordinamento e la coerenza tra gli indirizzi educativi della famiglia e il nostro lavoro di formatori sono indispensabili per ottenere buoni risultati, senza caricare i ragazzi di eccessive aspettative e supportandoli invece nei momenti di bisogno o fragilità».

Come è possibile assicurare la compatibilità tra impegni sportivi, scolastici e familiari?

Alessandro Chiesa: «È questo senza dubbio uno dei problemi maggiori che il Settore Giovanile è quotidianamente chiamato ad affrontare. Il supporto dato a vari livelli a questi ragazzi è molto importante se si considera che sono confrontati quotidianamente con diverse ore di allenamento a temperature fredde, con ore di trasferte intervallate da giornate di studio e ore di recupero. Tuttavia sono molto contento di come siamo riusciti a lanciare la Scuola media per sportivi (oggi progetto cantonale) e a coordinare al meglio il binomio scuola e sport in generale, in modo da permettere ai nostri ragazzi e alle nostre ragazze, di poter seguire entrambe le formazioni con il giusto tempo e impegno. È questo senza dubbio un esempio da seguire che mi auguro possa essere replicato anche in altri Comuni del Ticino».