Nei giorni dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, Milano ha consolidato il proprio ruolo di capitale simbolica dell’evento non solo sul piano sportivo, ma anche su quello culturale, istituzionale e del glamour. In questo contesto si inserisce l’esperienza dell’OMEGA House Milano, spazio temporaneo pensato per raccontare il rapporto tra il brand svizzero e le Olimpiadi, ma anche per creare un luogo di incontro tra mondi diversi: sport, musica, cinema, moda e alta tecnologia.
All’interno della Galleria Vittorio Emanuele II, negli spazi del ristorante firmato dallo chef Carlo Cracco, l’OMEGA House è rimasta aperta dall’8 al 21 febbraio, proponendosi come ambiente intimo e immersivo. Durante le giornate, gli ospiti hanno potuto seguire le competizioni in diretta su grandi schermi; la sera, invece, lo spazio si è trasformato in un salotto internazionale, scandito da eventi tematici e serate celebrative.
Tra i volti più rappresentativi presenti a Milano figura Marco Mengoni, ambassador di OMEGA, che ha preso parte a una delle serate dedicate agli ospiti del brand insieme all’attore britannico Aaron Taylor-Johnson. Attorno a loro, una costellazione di campioni olimpici e paralimpici ha contribuito a rendere visibile il legame diretto tra il marchio e le competizioni: dalla sciatrice freestyle svizzera Mathilde Gremaud, vincitrice dell’oro nello slopestyle, ai pattinatori artistici francesi Guillaume Cizeron e Laurence Fournier Beaudry, fino alla pattinatrice di velocità statunitense Erin Jackson.
La presenza di questi atleti ha rafforzato il messaggio centrale delle serate: il tempo, alle Olimpiadi, non è solo una misura tecnica, ma un elemento narrativo che decide risultati, racconta imprese e costruisce memoria collettiva. Un concetto che OMEGA incarna dal 1932, anno della sua prima esperienza come Cronometrista Ufficiale, ruolo che a Milano Cortina ha raggiunto la 32ª edizione olimpica.
Accanto al racconto del presente, l’OMEGA House ha ospitato anche uno sguardo esplicito verso il futuro. Una delle serate è stata dedicata alle Alpi Francesi 2030, con un allestimento ispirato a un immaginario di “glamour alpino” e richiami alla cultura francese. Protagonisti dell’evento sono stati l’ambassador Ashley Graham e l’amico del brand Stefano Accorsi, affiancati da ospiti come lo stilista svizzero Kévin Germanier, l’ex pattinatrice artistica e doppia campionessa olimpica Katarina Witt e il nuotatore paralimpico italiano Simone Barlaam.
Nel suo intervento, il presidente e CEO Raynald Aeschlimann ha sottolineato come Milano Cortina rappresenti un punto di passaggio: la fine di un’edizione dei Giochi e, allo stesso tempo, l’inizio della preparazione verso il 2030, che segnerà la 34ª volta di OMEGA come Cronometrista Ufficiale. Un’eredità costruita su continuità, ma anche su una costante evoluzione tecnologica.
Un altro momento chiave del programma è stato l’evento “Milano by Night”, dedicato alla città ospitante. La serata, caratterizzata da un’illuminazione architettonica studiata appositamente e da un’atmosfera sofisticata, ha visto la partecipazione dell’attrice britannica Marisa Abela e dell’attrice italiana Miriam Leone, insieme ad altri ospiti del mondo dello spettacolo e della musica. L’omaggio a Milano ha messo in evidenza il ruolo della città come crocevia di stile, cultura e capacità organizzativa, elementi che ne hanno fatto una delle capitali dei Giochi Invernali 2026.
Parallelamente agli eventi mondani, l’OMEGA House ha funzionato anche come piattaforma divulgativa. Attraverso installazioni e presentazioni, il brand ha illustrato le tecnologie impiegate per Milano Cortina 2026: dal fotofinish di ultima generazione Scan’O’Vision ULTIMATE, capace di distinguere arrivi al millesimo di secondo, ai sistemi di Computer Vision e intelligenza artificiale in grado di analizzare movimenti, velocità e traiettorie degli atleti. Innovazioni che hanno trovato applicazione in discipline come il pattinaggio di velocità, lo sci alpino, il freestyle e il salto con gli sci, offrendo una lettura sempre più dettagliata della competizione.
Questo percorso tecnologico si inserisce in una storia che attraversa quasi un secolo: dalle prime cellule fotoelettriche introdotte nel secondo dopoguerra, ai tabelloni in tempo reale, fino ai sensori indossabili e alle analisi biomeccaniche. Un’evoluzione che ha trasformato il cronometraggio da semplice strumento di misurazione a linguaggio narrativo dello sport contemporaneo.
A completare il racconto, la presentazione degli orologi celebrativi dedicati a Milano Cortina 2026 – Seamaster, Speedmaster e Seamaster Diver – ha offerto un ulteriore livello simbolico, legando design e artigianalità all’eredità olimpica. Modelli pensati non solo come oggetti di lusso, ma come testimonianze materiali di un evento storico.
Nel complesso, l’OMEGA House Milano ha restituito un’immagine articolata dei Giochi: non soltanto una competizione sportiva, ma un ecosistema fatto di cultura, tecnologia, immagine e visione strategica. In questo scenario, la presenza di Marco Mengoni e degli altri ambassador ha contribuito a connettere il linguaggio dello sport con quello della musica, del cinema e della moda, mentre lo sguardo del brand svizzero si è già proiettato oltre il 2026, verso le sfide che attendono le Olimpiadi invernali del prossimo decennio.










