La prima settimana si apre il 14 luglio a Cevio con la terza European Blues NightQuest’anno sul palco Musicisti danesi, svizzeri e inglesi. 
Nisse Thorbjorn, nome d’arte Copenhagen Slim (“A young and talented man living the tradition of the Delta Blues”): il musicista, tornato da un soggiorno a Chicago ha vinto il Danish Blues Award. Da allora si sono susseguite numerose tournee in tutta Europa con il progetto solistico in cui è cantante, chitarrista e armonicista, purista di un sound del Delta e del più tipico Chicago Blues. Nel 2018 ha pubblicato il suo ultimo lavoro Robert Johnson was here, giusto per stare in tema…

A seguire, durante la stessa serata, si esibirà la cantante Nigeriana Justina Lee Brown, che da più di dieci anni porta la sua musica e il suo messaggio in giro per il mondo, portando come una bandiera la sua profonda ideologia: “Amore e uguali diritti per tutti gli uomini sulla terra”. Cresciuta ad Ajegule Town, un ghetto alla periferia di Lagos, con grande forza di volontà è riuscita a sganciarsi dalla sua tragica realtà, fatta di abusi e soprusi. La musica è diventata da allora motivo di sopravvivenza, l’amore un’arma. Nella sua voce risalta tutta la sofferenza che Justina non cerca di nasconde sul palco, dove invece sprigiona tutta la sua rabbia. Il suo stile si avvicina al Funk-Soul e al Fusion Africana.

Infine Kaz Hawkins, artista pluripremiata a livello internazionale, “capace di unire tecnica e pathos”. Nel 2016 ha iniziato la carriera da solista, vincendo l’European Blues Award e conquistando i fan di tutto il mondo. Ha una voce profonda e potente, una presenza scenica prorompente, con la sua energia, il suo talento, la sua gioia di vivere e cantare, trasmette ai fans un messaggio pieno di speranza: dimostra che la musica può lenire e talvolta salvare le anime perse. Lei stessa è risorta dalle proprie ceneri e oggi più che mai rimane una delle voci blues più interessanti e preparate dello scenario europeo. Nativa di Belfast, scopre molto presto il Blues, il Gospel, il Jazz, tutte quelle musiche afroamericane per le quali possiede voce e groove.  

La seconda serata, quella del 15 luglio, ci catapulta nel Southern rock e nel Texas Blues, con influenze comunque marcate di Soul e Blues. Si parte con gli Hotlanta. Il nome della band rimanda al mitico brano strumentale degli albori dell’Allman Brothers Band. C’è dunque grande curiosità attorno a questo nuovo gruppo, nato da un’idea di Matteo Bertini e Rocco Lombardi. Il Southern Rock della band subisce marcate influenze soul e blues, che portano comunque l’ascoltatore nel profondo sud degli Stati Uniti d’America.

È un gradito ritorno invece quello di Neal Black & the Healers in Vallemaggia, protagonisti nel 2012 di una delle più emozionanti e coinvolgenti serate al Magic Blues, complice oltre a Neal Black, la Royal Southern Brotherhood. Il grande chitarrista texano vanta una carriera quasi trentennale a fianco di Robben Ford, Jimmy Dawkins. Chuck Berry, Papa John Creach e Popa Chubby. Definito “the master of High Voltage Texas Boogie”, se allo stupefacente chitarrista aggiungiamo una voce grave, roca, a metà strada tra Tom Waits e Howlin’ Wolf, intrisa di Tequila e una grande abilità come songwriter, mal si capisce come Neal Black non sia ancora assurto all’Olimpo del Blues al pari di suoi, magari meno meritevoli, colleghi. Agli albori della carriera erede naturale di Stevie Ray Vaughan, per le acrobazie e la stupefacente velocità alla sei corde, oggi ha un suo stile ben definito, moderno, chiaramente derivato dal Texas Blues, di cui, dopo la scomparsa di Johnny Winter, è uno dei più significativi rappresentanti.

www.magicblues.ch