Oltre 4000 erano i giornalisti accreditati, in rappresentanza di 2000 media provenienti da 90 paesi.
Il valore artistico delle produzioni premiate e la presenza dei maggiori professionisti del settore rendono il CFF un evento imperdibile, per due motivi. Innanzitutto per il suo valore sociale, perché le opere presenti sulla Croisette sono lo specchio della coscienza contemporanea.
Ma anche per gli interessi economici che mobilita, perché nei prossimi mesi le produzioni ed i protagonisti presenti alla rassegna francese li ritroveremo al cinema o collegandoci ai media digitali, e si distingueranno per i premi che hanno ricevuto.
Segnaliamo i vincitori delle prime otto delle trentanove categorie di premi previste dalla selezione cinematografica transalpina.
La Palme d’Or è stata attribuita al film Anora , dell’americano Sean Baker.
Il Grand Prix è invece stato assegnato alla co-produzione internazionale All We Imagine as Light , della regista indiana Payal Kapadia.
Il film Emilia Perez del francese Jacques Audiard ha vinto il premio della giuria.
Miguel Gomes ha ricevuto il premio Best Director per il film Grand Tour.
The Seed of the Sacred Fig, dell’iraniano Mohammad Rasoulof ha vinto il Cannes Film Festival Special Award.
Il premio per la categoria migliore attore femminile lo hanno vinto le attrici Adriana Paz, Karla Sofia Gascon, Selena Gomez, e Zoe Saldana, per il film Emilia Perez.
Migliore attore maschile invece è stato l’americano Jesse Plemons, per il film Kind of Kindness.
Il premio Best Screenplay è invece stato assegnato al film britannico The Substance, della regista francese Coralie Fargeat.
Ora commentiamo la movie industry al termine del Film Festival di Cannes 2024, rivolgendoci ad esperti del settore per i quali la industria cinematografica rappresenta un impegno professionale ed anche una personale esperienza di vita.
Ricordiamo che il Cannes Film Festival 2024 è stato importante per il nostro paese, dato che proprio quest’anno la delegazione della cinematografia svizzera, guidata dalla Consigliera Federale Elisabeth Baume-Schneider, è stata invitata sulla Croisette come ospite d’onore.
Si tratta di una scelta organizzativa che forse anticipa gli effetti e probabilmente anche i benefici di quella che in Svizzera conosciamo come Lex Netflix. Approvata con votazione popolare nel 2022, da inizio 2024 questa legge contribuisce al finanziamento delle produzioni cinematografiche nazionali ed inoltre obbliga i produttori stranieri presenti in Svizzera a proporre al pubblico del nostro paese almeno il 30% di produzioni europee. Tuttavia per la cinematografia elvetica si tratta di una novità che per quanto positiva deve ancora essere interpretata con prudenza.
Questa la opinione di Doris Fiala, Presidente di ProCinema, la associazione di categoria che in ambito politico ed economico rappresenta le case di produzione ed i distributori di opere cinematografiche svizzere.
“Lex Netflix – infatti ricorda Doris Fiala – è stata approvata solo pochi mesi fa, ed i dati che abbiamo a disposizione ci suggeriscono di attendere ancora qualche anno prima di iniziare a vederne gli effetti, anche se possiamo prevedere che le produzioni svizzere finiranno per beneficiare delle possibilità che questa legge riuscirà ad aprire”.
Mentre il futuro della movie industry elvetica si puo’ prevedere positivo, ora sentiamo l’opinione di altri due professionisti che il mondo del cinema lo frequentano per una scelta di vita che li vede protagonisti a livello globale. Iniziamo dal Dr. Christian Jungen, critico e storico cinematografico zurighese, il cui lavoro “Hollywood in Cannes” è riconosciuto dalla movie community mondiale come una delle piu’ autorevoli ed approfondite analisi delle relazioni tra la cinematografia del vecchio continente, l’Europa, e del nuovo continente, l’America.
Ricordiamo che il Dr. Jungen é noto anche nel nostro cantone per avere promosso la Critics Academy del Festival di Locarno, di cui è stato membro della giuria.
In precedenza il Dr. Jungen è stato anche direttore culturale di Neue Zürcher Zeitung-NZZ am Sonntag, presidente della Associazione Svizzera dei giornalisti cinematografici, membro della Swiss Film Academy e della European Film Academy, e inoltre membro della giuria a Cannes, prima di essere nominato nel 2020 direttore artistico del Festival del Cinema di Zurigo-ZFF .
Superata la pandemia, il team della manifestazione zurighese guidata dal Dr. Jungen, già ai dati disponibili nell’ottobre 2022 annunciava che questa rassegna cinematografica, che nel 2025 festeggerà i primi 20 anni di attività, si distingueva per essere l’evento di settore con il maggior numero di spettatori a livello svizzero.
“Quello di Cannes – commenta il Dr. Jungen – è il festival cinematografico più importante al mondo, dove posso assistere alla proiezione di molte altre pellicole dopo quelle proposte dalla selezione ufficiale. Per lo Zürich Film Festival sulla Croisette oltre a frequentare produttori e distributori che già conosco, ne incontro anche di nuovi, e questo mi evita lunghi viaggi in aereo, specie verso gli USA”.
Quali sono i trend dell’industria cinematografica che influenzeranno anche la cinematografia ed i festival del nostro paese? “La scorsa estate”, risponde il Dr. Jungen, “con lo sciopero ad Hollywood degli attori e degli sceneggiatori, negli Stati Uniti sono stati girati meno film, ed in effetti il numero delle produzioni disponibili nel 2024 è inferiore rispetto al passato. Questa situazione apre delle interessanti opportunità per il cinema europeo e, in particolare, anche per quello svizzero. A Zurigo il team dei nostri professionisti”, ricorda il Dr. Jungen, “è già al lavoro per rinnovare l’interesse degli spettatori a tornare nelle sale cinematografiche, affinché lo Zürich Film Festival possa incrementare la sua funzione di piattaforma mediatica globale per le produzioni candidate agli Oscar.”
Concludiamo spostandoci ad Hollywood la capitale del cinema mondiale, dove vive e lavora Valentina Castellani Quinn.
Nata a Firenze, con la sua casa di produzione Quinn Studios Entertainment oggi continua le attività della sua famiglia di origine, i Castellani, tra le piu’ note in Italia nel mondo delle produzioni cinematografiche e teatrali, oltre che già dirigenti della Anicagis, oggi conosciuta come Anica, e le cui attività corrispondono a quelle della svizzera ProCinema che abbiamo già descritto in questo articolo.
Cittadina americana, conosciutissima negli ambienti della Academy of Motion Picture Arts and Sciences, che ogni anno attribuisce i suoi Awards, gli Oscar, il piu’ ambito premio cinematografico al mondo, Valentina Castellani Quinn è imparentata con la famiglia dello scomparso attore Anthony Quinn, di origine messicana ed ancora oggi una leggenda del cinema mondiale.
“Confermo: oggi il Festival di Cannes, insieme al Film Festival di Venezia e quello di Toronto-TIFF è una tappa obbligata per i professionisti attivi a livello mondiale nella industria dell’entertainment, anche se la Croisette resta la location che ha il maggior afflusso di stampa e copertura mediatica.
Per una produzione, vincere o piu’ semplicemente posizionarsi a Cannes significa iniziare la corsa verso gli Oscar e conquistare le breaking news mondiali. Oggi le piattaforme, come ho ricordato a Cannes in una masterclass per il Better World Fund creato Manuel Collas de la Roche e davanti ad un pubblico di oltre seicento professionisti, contribuiscono ad una evoluzione del cinema. Quest’ultimo, dopo la emergenza pandemica”, continua Valentina Castellani Quinn, “si ripropone con sceneggiature interessantissime, il cui messaggio è amplificato e globalizzato dai media digitali, con modalità alternative ma sempre complementari agli Studios tradizionali che, lo ha ricordato a Cannes il regista George Lucas in una sua conferenza, restano comunque dei centri creativi essenziali alla movie industry, in ogni sua espressione”.