Esaminiamo i principali riconoscimenti, iniziando dalle conferme, ovvero: le produzioni già premiate negli scorsi mesi nelle rassegne internazionali, ma che agli Oscar 2025 hanno guadagnato nuovi premi.
A imporsi in questa categoria è stata la pellicola Anora, che racconta la vita della comunità russa negli USA. Palma d’Oro al Festival di Cannes 2024, a Los Angeles Anora si è vista assegnare ben cinque statuette: miglior film, regia, sceneggiatura, montaggio e migliore attrice protagonista, la giovanissima Mikey Madison, presente alla scorsa edizione del Festival del Cinema di Zurigo.
Ma proseguiamo: vittorioso al Festival di Venezia 2024, con il Leone d’Argento, The Brutalist, il dramma di un architetto ungherese emigrato in America, agli Oscar 2025 ha vinto in altre tre categorie: fotografia, colonna sonora e miglior attore protagonista, Adrien Brody.
A Kieran Culkin, per A Real Pain, viaggio sofferto e rievocativo di due emigrati che tornano nella loro Polonia, è invece stato attribuito il premio come miglior attore non protagonista.
Eccoci arrivati alle sorprese. Zoe Saldana ha rispettato le previsioni, meritandosi l’Oscar come miglior attrice non protagonista per Emilia Perez, musical-drama sulla catena di tradimenti, violenze e conflitti familiari scatenati dal cambio di identità di genere di un boss della malavita messicana.
Questa pellicola, forte dei riconoscimenti già conquistati a Cannes 2024 e, nell’anno in corso, ai Golden Globes e ai Bafta (gli Oscar britannici), tuttavia agli Oscar 2025 ha vinto solo un premio, quello per la miglior canzone originale, malgrado si fosse presentata agli Academy di Los Angeles come super-candidata in altre undici categorie.
Sorprendente anche il risultato di The Substance, sull’ambizione autodistruttiva di un’attrice alla ricerca dell’eterna giovinezza, già premiato a Cannes 2024 e ai Golden Globes 2025. Alla notte degli Oscar la pellicola era candidata in cinque categorie, ma ha vinto solo una statuetta per il miglior trucco e acconciatura.
A Conclave, docu-fiction sugli intrighi e gli scandali durante l’elezione a Pontefice di un cardinale riformista, è stato invece assegnato il premio per la miglior sceneggiatura non originale, malgrado l’Academy di Los Angeles avesse considerato l’attrice italo-americana Isabella Rossellini meritevole di una statuetta come miglior attrice non protagonista.
Segnalazione d’obbligo, infine, per il trionfo della produzione franco-brasiliana Sono ancora qui (I Am Still Here), sul dramma familiare provocato dalla tragica scomparsa di un oppositore politico.
La pellicola, inattesa vincitrice del prestigioso Oscar come miglior film straniero, è distribuita, fra gli altri, da StudioCanal, sussidiaria della transalpina Canal+ Group, insieme a Sony Pictures Releasing (Brazil), divisione della multinazionale Sony Pictures Entertainment.
Per un commento sugli Oscar 2025 abbiamo raggiunto Valentina Castellani Quinn, produttrice italo-americana da un ventennio residente a Los Angeles e movie professional tra le più autorevoli a livello globale.
Doveroso ricordarlo: la sua Quinn Studios Entertainment ha sottoscritto una joint venture operativa con la Big M Entertainment Pictures di Marvin Williams, market leader specializzato nella gestione e valorizzazione di progetti multimediali per Sony Pictures Studios, tra le Big Five della cinematografia mondiale.
Quest’ultima, altra doverosa segnalazione, possiede tra i suoi marchi una casa di produzione leggendaria, nota agli addetti ai lavori come The Lady with the Torch.
Si tratta della Columbia Pictures, che lo scorso anno è stata protagonista di una speciale retrospettiva coordinata dalla Cinémathèque Suisse e promossa dalla direzione artistica del Festival del Cinema di Locarno.
Ma torniamo alla produttrice Valentina Castellani Quinn. Dopo la serata degli Oscar, la abbiamo raggiunta nel corso degli eventi riservati ai professionisti del settore.
“Anche la selezione 2025 delle opere candidate”, osserva Castellani Quinn, “si è confermata come un punto di svolta nel panorama cinematografico, proponendo una rilettura di valori universali, ma aggiornati da tematiche di stretta attualità come l’inclusione, la tolleranza e la disponibilità a condividere interpretazioni alternative sulle nostre abitudini e sulle difficoltà della vita. Sono emozioni che la stessa popolazione di Los Angeles si è trovata a vivere poche settimane fa, in occasione dell’incendio che ha devastato il nostro territorio. Siamo tornati, me compresa, alla normalità. A guardare il mondo, ma con una nuova consapevolezza. La vita è altrove. Anche altrove.”
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