La nuova edizione delle residenze di scrittura audiovisiva di Casa Pantrovà ha individuato i tre progetti che nel 2026 potranno beneficiare di un periodo di sviluppo creativo a Carona. A essere selezionati sono stati Diego Benzoni, Samuela Lepori e Anna Simonetti, autori di tre proposte che spaziano dalla ricostruzione storica alla riflessione sulla montagna ticinese, fino al racconto dell’emigrazione verso il Sud America.

L’iniziativa è promossa dalla Città di Lugano insieme a Casa della Letteratura per la Svizzera italiana, Gruppo Regia e sceneggiatura della Svizzera Italiana, Ticino Film Commission, Castellinaria Festival del cinema giovane, Locarno Film Festival e Ufficio del sostegno alla cultura del Cantone Ticino. Anche quest’anno sono state assegnate tre residenze dedicate a progetti di sceneggiatura destinati al cinema e all’audiovisivo.

Una selezione affidata a professionisti del settore

La scelta è arrivata al termine della valutazione di otto candidature. A esaminare i progetti è stata una commissione composta da rappresentanti delle principali realtà culturali e cinematografiche della Svizzera italiana: Erik Bernasconi per il Gruppo Regia e sceneggiatura della Svizzera Italiana, Laura Brenni per la Divisione cultura della Città di Lugano, Jacopo Greppi per Castellinaria Festival del cinema giovane, Maura Käppeli per l’Ufficio del sostegno alla cultura del Cantone Ticino, Daniela Persico per il Locarno Film Festival, Milena Stokar per la Ticino Film Commission e Mara Travella per Casa della Letteratura per la Svizzera italiana.

La giuria ha espresso un giudizio unanime, premiando tre opere molto differenti tra loro ma accomunate dall’ambizione di affrontare temi di forte rilevanza culturale e sociale.

San Domino, la memoria di una persecuzione dimenticata

Tra i progetti selezionati figura San Domino di Diego Benzoni, un cortometraggio di finzione che prende spunto da una pagina poco conosciuta della storia italiana: il confino degli omosessuali imposto dal regime fascista sull’isola di San Domino, nell’arcipelago delle Tremiti.

L’autore sceglie di focalizzare il racconto sulle attività teatrali organizzate dai confinati durante il periodo di detenzione. Le rappresentazioni diventano così un atto di resistenza culturale e una forma di affermazione della propria identità in un contesto di repressione.

Secondo la giuria, il progetto contribuisce a riportare alla luce una vicenda storica spesso trascurata, mettendo al centro la dimensione umana e la capacità di resilienza delle persone coinvolte. Per queste ragioni l’opera ha ottenuto la borsa dedicata ai creatori di Casa Pantrovà Lisa Tetzner e Kurt Kläber.

La montagna ticinese al centro del progetto di Samuela Lepori

Con L’ultima estate sull’alpe, Samuela Lepori propone invece un lungometraggio liberamente ispirato al romanzo La grande peur dans la montagne dello scrittore svizzero Charles Ferdinand Ramuz, pubblicato nel 1926.

La storia viene trasferita in territorio ticinese, tra la Valle Bavona e il ghiacciaio del Basodino. Al centro della narrazione emergono il rapporto tra gli abitanti della valle e quelli dell’alpe, il tema della paura e la diffusione di una misteriosa malattia che alimenta sospetti e tensioni.

La montagna non viene rappresentata secondo una visione idealizzata, ma come una presenza severa e indifferente alle vicende umane. Pur trovandosi ancora in una fase iniziale di sviluppo, il progetto ha convinto i selezionatori per la forza delle immagini evocate e per le potenzialità cinematografiche del soggetto.

Ouro Preto e la migrazione ticinese verso il Brasile

Il terzo progetto vincitore è Ouro Preto di Anna Simonetti. L’opera affronta il tema dell’emigrazione ticinese in Brasile nella seconda metà dell’Ottocento, seguendo il viaggio di una donna che lascia il Ticino nel 1869 attirata dalla ricerca dell’oro.

La particolarità del progetto risiede nella scelta di utilizzare il metallo prezioso come elemento centrale della narrazione. Attraverso questo simbolo, l’autrice intende interrogarsi sui valori economici e sociali che hanno contribuito alla costruzione delle società occidentali contemporanee.

La giuria ha apprezzato soprattutto la prospettiva femminile adottata nel racconto migratorio e la capacità dell’opera di collegare una vicenda storica a questioni ancora attuali.

Un’opportunità anche al Locarno Film Festival

Tra i tre progetti selezionati, Ouro Preto è stato scelto anche per partecipare alla Locarno Residency. Durante il Locarno Film Festival, Anna Simonetti avrà l’opportunità di presentare il proprio lavoro a una commissione composta da professionisti dell’industria cinematografica internazionale.

La selezione finale individuerà tre progetti – due internazionali e uno svizzero – che accederanno a un percorso annuale di tutoraggio articolato tra incontri online e momenti di formazione in presenza.

Anche San Domino avrà una vetrina dedicata. Il progetto di Diego Benzoni sarà infatti presentato al prossimo Castellinaria Festival del cinema giovane, grazie al valore storico e civile riconosciuto dall’organizzazione. La riflessione sull’identità individuale e collettiva, così come il racconto della resistenza contro la repressione, sono stati considerati temi particolarmente significativi per il pubblico dei giovani adulti.

Residenze anticipate per favorire il lavoro creativo

L’edizione 2026 introduce una novità organizzativa. Per la prima volta dall’avvio delle residenze nel 2021, il soggiorno a Carona non coinciderà con le date del festival di Locarno.

L’esperienza maturata negli anni precedenti ha portato gli organizzatori ad anticipare il periodo di lavoro dal 5 luglio al 2 agosto. La modifica consentirà agli autori di dedicare più tempo allo sviluppo delle sceneggiature e di arrivare agli appuntamenti professionali di agosto con progetti ulteriormente affinati.

Un investimento sulla crescita del settore audiovisivo

Commentando l’iniziativa, il vicesindaco di Lugano e capo Dicastero cultura, sport ed eventi Roberto Badaracco ha sottolineato l’importanza delle residenze artistiche, definite una risorsa preziosa per il territorio. L’obiettivo è offrire agli autori uno spazio dedicato alla ricerca e alla scrittura, favorendo la maturazione di opere che possano affrontare con maggiore solidità il percorso verso la produzione.

Anche nel 2026 è previsto un momento pubblico di incontro tra i residenti, gli operatori culturali e la cittadinanza, con l’intento di condividere l’esperienza e creare un dialogo tra chi lavora nel settore audiovisivo e il pubblico.

Le residenze di Casa Pantrovà continuano così a consolidarsi come uno degli strumenti più significativi dedicati allo sviluppo della sceneggiatura nella Svizzera italiana, rafforzando il legame tra territorio, creatività e produzione culturale.