L’era digitale, dirlo pare scontato, ha cambiato capillarmente la vita e le abitudini di ognuno di noi: rivoluzione, questa, che non può che riflettersi nell’arte, luogo della massima espressione della visione che l’uomo ha della vita, propria e collettiva. Per la nuova generazione di artisti, tesi tra il confronto con la tradizione e le nuove possibilità donate da supporti tecnologici sempre più all’avanguardia, è dunque inevitabile confrontarsi con il tentativo di dare un senso e di formare un’estetica anche per questo aspetto così preponderante della vita di tutti i giorni.

Esempio emblematico di questo processo è incarnato in Alessandro Malossi, classe 1993, artista entrato a far parte degli artisti rappresentati da IMAGO Art Gallery da inizio 2020. Forte di un’importante base artistica maturata durante la sua formazione alla NABA di Milano e cresciuto in un mondo caratterizzato da una continua crescita tecnologica, Alessandro ha saputo mettere al servizio di quest’ultima la sua creatività senza riserve, facendo del digitale la cifra espressiva principale che gli ha permesso di farsi conoscere. L’intuizione ha dato vita alla serie NOAH, opere digitali che hanno come soggetto diversi animali composti da oggetti di brand di moda, dal cammello all’elefante, dalla giraffa alla tigre.

L’artista, inoltre, intrattiene quotidianamente il suo pubblico sui social media, creando da fermi immagine reali opere d’arte che in fondo sono visioni distorte della realtà, che nascono con l’intento di voler smuovere lo spettatore – emozionalmente e razionalmente –, di mostrargli aspetti della realtà che sempre, chi guarda, aveva immaginato in modo differente: in una parola, surrealismo. Non finisce qui, perché Alessandro ha sfruttato la sua conoscenza del mondo virtuale per lanciare – insieme ad IMAGO – due NFT (Non Fungible Tokens), opere esclusivamente digitali che hanno portato scompiglio nel mondo dell’arte negli ultimi mesi.

Malossi, si diceva, è un giovane artista di talento con una grande conoscenza del mondo dell’arte: da qui l’esigenza, riemersa nell’ultimo anno, di tornare alla pittura su tela, quel supporto così intramontabile da divenire prova necessaria volta ad aggiungere un ulteriore tassello alla sua ambizione. Nascono così degli acrilici su tela che emulano le sue opere digitali più affezionate e profonde, come “The Creation”, una Creazione di Adamo in chiave personale e moderna.

A divenire exemplum di questo circolo virtuoso fatto di digitale e analogico che è il percorso artistico di Alessandro è un soggetto, quello dell’uovo che lacrima, divenuto anzitutto virale sui social come opera d’arte digitale, successivamente dipinto nell’opera “The Failure” e divenuto infine un NFT sotto forma di video MP4, tecnica che permette di mostrare la lacrima in movimento, rendendo all’opera il suo senso ultimo.

Un giovane artista a tuttotondo, dunque, che grazie alla collaborazione con IMAGO Art Gallery sta entrando a pieno titolo nel folto mondo dell’arte contemporanea, trovandovi spazio grazie alla capacità di coniugare l’importanza di stare al passo con i tempi odierni e di riconoscere il rilievo di quelli passati, senza i quali tutto, arte compresa, perde di senso.