Il 2019 ha segnato un anno importante per lo scultore Helidon Xhixha, protagonista di due grandi mostre a cielo aperto e di un importante progetto di arte ambientale: la grande mostra monumentale Lugano: Riflessi di Luce, promossa dalla Fondazione Gabriele e Anna Braglia in collaborazione con la città di Lugano e curata da Eike Schmidt; e la mostra Steel And Stone. The Energy of Matter, promossa da IMAGO Art Strategies e curata da Beatrice Audrito, dove l’artista ha presentato opere in marmo e acciaio in dialogo con la città di Forte dei Marmi e le cave della Versilia.
A questi eventi espositivi si è aggiunto, a luglio, il progetto The Twin Bottles. Message in a Bottle, sempre promosso da Fondazione Gabriele e Anna Braglia, un’installazione galleggiante in acciaio, realizzata insieme al fotografo svizzero Giacomo Jack Braglia e presentata a Venezia, di fronte a Palazzo Vendramin Calergi, per lanciare un messaggio di denuncia contro l’inquinamento dei mari a causa della dispersione della plastica. L’opera, divenuta il simbolo della lotta contro la plastica nei mari, è stata poi esposta nel giardino della Triennale di Milano, prima di partire per un lungo viaggio e portare nel mondo il suo messaggio per un mondo più pulito.
Dopo questo sforzo creativo di scala monumentale e l’impegno per l’ambiente, Xhixha torna ora a Lugano con Spaces of light, una nuova mostra in scala più ridotta, pensata per gli spazi di Imago Art Gallery. L’esposizione, spiega la curatrice Beatrice Audrito, «presenta un ciclo di opere inedite: il risultato dell’ultima fase di ricerca dello scultore, che abbraccia un nuovo concetto di spazio estetico, interpretando la scultura in acciaio nelle sue declinazioni non solo di luce ma anche di colore. Sculture e installazioni a parete dove Xhixha plasma l’acciaio sforzando i confini dello spazio scultoreo, sperimentando nuovi pigmenti e texture per declinare la materia in infinite possibilità combinatorie».
A proposito della nuova mostra lo scultore Helidon Xhixha ha dichiarato: «Non è la prima volta che mi confronto con il territorio svizzero, in particolare con la città di Lugano. Una città viva, dinamica, che mi ha sempre affascinato per la sua atmosfera culturale legata all’arte e alla musica. A gennaio torno in città per presentare la mia nuova mostra Spaces of light, dove esploro lo spazio tra luce e colore nell’interazione con la materia scultorea. Anche se la mia ricerca riguarda da sempre la luce, un flusso dinamico che assorbe e rifrange tutti i colori che dipingono le mie superfici specchianti, in questa mostra ho voluto usare il colore per dargli corpo e esplorare la sua interazione con l’acciaio, il mio materiale d’elezione».