Dal 17 aprile al 12 luglio 2026, gli spazi della Musa Art Gallery di Torino ospitano “David Bowie, mio fratello”, progetto ideato da David Lawrence insieme a Francesco Longo. Dopo le tappe francesi, la mostra approda per la prima volta in Italia, proponendo una lettura non convenzionale dell’opera e della figura di David Bowie.
L’esposizione si sottrae alla logica della retrospettiva classica e costruisce invece un percorso per nuclei tematici, in cui fotografie, testi e materiali dialogano senza seguire una cronologia lineare. Ne emerge un racconto stratificato, capace di attraversare le trasformazioni artistiche del musicista mettendo in evidenza continuità e fratture.
Il ruolo centrale di Terry Burns
Elemento cardine del progetto è la figura di Terry Burns, fratellastro dell’artista e presenza determinante nella sua formazione. La mostra utilizza questo legame come lente interpretativa: non un semplice dato biografico, ma un dispositivo narrativo che orienta la lettura dell’intero percorso.
Attraverso Terry, Bowie entra in contatto con un universo culturale ampio e articolato, che include letteratura, jazz e arti visive. Autori come Jack Kerouac, William S. Burroughs e Jean Genet diventano riferimenti destinati a sedimentarsi nella sua produzione artistica.
Il rapporto tra i due, segnato anche dalla malattia mentale di Terry, trova riflesso in diversi lavori di Bowie, tra cui il brano All the Madmen. La mostra restituisce questa complessità senza indulgere in una narrazione esclusivamente privata, ma mantenendo un equilibrio tra dimensione personale e costruzione pubblica dell’identità artistica.

Un archivio di immagini e relazioni
Il nucleo espositivo riunisce fotografie provenienti da contesti differenti, tra cui scatti di autori che hanno seguito Bowie nel corso della sua carriera, come Denis O’Regan, Philippe Auliac e Michel Haddi. Le immagini si organizzano in sequenze tematiche che mettono in relazione momenti, influenze e incontri.
Accanto ai ritratti dell’artista compaiono figure che ne delineano il contesto umano e creativo: da Lou Reed a Iggy Pop, da Brian Eno a John Lennon, fino a riferimenti che travalicano la musica, come Pablo Picasso e William Shakespeare.
Il risultato è una rete di relazioni che restituisce la complessità delle influenze alla base del lavoro di Bowie, in un dialogo continuo tra discipline diverse.
Testi e immagini in controcampo
Uno degli elementi distintivi del progetto è il rapporto tra scrittura e fotografia. I testi non svolgono una funzione didascalica, ma costruiscono un controcampo narrativo che accompagna il visitatore lungo il percorso espositivo. Si tratta di una narrazione parallela che suggerisce connessioni, apre interpretazioni e contribuisce a ridefinire il significato delle immagini.
Questo approccio riflette la pratica curatoriale di David Lawrence, che da oltre trent’anni lavora tra Europa, Marocco e Stati Uniti sviluppando progetti in cui materiali documentari e racconto si intrecciano.

Pubblicazioni e approfondimenti
La mostra è affiancata da due pubblicazioni disponibili in sede: il catalogo David Bowie, My Brother, con contributi di diversi fotografi e studiosi, e l’omonimo romanzo biografico firmato da David Lawrence. Entrambi i volumi ampliano il percorso espositivo, offrendo ulteriori livelli di lettura.
Informazioni e anteprima stampa
“David Bowie, mio fratello” sarà visitabile presso la Musa Art Gallery (via della Consolata 11/E, Torino) dal 17 aprile al 12 luglio 2026. L’anteprima stampa è prevista per venerdì 17 aprile alle ore 12.30 alla presenza dei curatori.
In un contesto espositivo che evita la celebrazione lineare e privilegia la complessità, la mostra propone così una rilettura di David Bowie attraverso una prospettiva intima e, al tempo stesso, capace di illuminare l’intero arco della sua costruzione artistica.



