VicoQuartoMazzini debutta al LAC con I miei stupidi intentiSarà il palco del LAC Lugano Arte e Cultura ad accogliere in prima assoluta I miei stupidi intenti, la nuova produzione firmata dalla compagnia VicoQuartoMazzini. L’appuntamento è fissato per martedì 14 aprile alle ore 20, con replica il giorno successivo alla stessa ora.

Lo spettacolo nasce dall’adattamento dell’omonimo romanzo di Bernardo Zannoni, vincitore del Premio Campiello nel 2022. Un’opera prima che ha attirato attenzione per la sua forza allegorica e che ora viene trasposta in linguaggio teatrale, proseguendo il percorso della compagnia nella rilettura della narrativa contemporanea.

Dal romanzo alla scena

Dopo il successo di La Ferocia, tratto dal libro di Nicola Lagioia e premiato con quattro riconoscimenti agli Premi Ubu nel 2024, VicoQuartoMazzini torna a confrontarsi con un testo letterario complesso, scegliendo una strada che privilegia la trasformazione più che la fedeltà.

La regia è affidata a Michele Altamura e Gabriele Paolocà, che firmano anche la drammaturgia insieme a Linda Dalisi. In scena, accanto ai due registi, un cast che include Giuseppe Cederna, Leonardo Capuano, Jonathan Lazzini e Arianna Scommegna.

L’adattamento mantiene l’impianto narrativo in prima persona, pur trasportando la storia in un contesto scenico capace di amplificarne i significati simbolici.

Una parabola tra umano e ferino

Al centro del racconto si trova una faina, creatura che, giunta al termine della propria vita, ripercorre la propria esistenza attraverso il filtro della memoria. È un viaggio che si sviluppa tra linguaggio e coscienza, tra il desiderio di conoscenza e la consapevolezza dei propri limiti.

La dimensione allegorica emerge con forza nella contrapposizione tra animale e umano: un confine labile, attraversato da interrogativi universali. Il tempo, la morte, il ricordo e il bisogno di senso diventano i nodi centrali di una narrazione che interroga direttamente lo spettatore.

La scrittura, elemento fondante del romanzo, viene qui rielaborata come dispositivo scenico: strumento di salvezza e al tempo stesso di crisi, capace di trasformare chi racconta e chi ascolta.

Perché un adattamento

Nelle parole degli autori, l’operazione teatrale rappresenta una sfida inevitabile: trasporre un testo significa tradirlo, modificarlo, inserirlo in un nuovo ambiente espressivo. In questo passaggio, la storia si carica di nuove risonanze, spostandosi verso una contemporaneità segnata da inquietudini e interrogativi.

Il racconto della faina diventa così una metafora più ampia: il tentativo, spesso fallimentare, di superare la propria natura. Una tensione che attraversa tanto il mondo animale quanto quello umano, fino a suggerire un possibile ritorno all’essenziale.

Produzione e tournée

Lo spettacolo è prodotto dal LAC in collaborazione con diverse realtà teatrali italiane, tra cui lo Scarti Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione, il Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, il Teatro Stabile dell’Umbria e il Teatro Nazionale di Genova.

Dopo il debutto luganese, I miei stupidi intenti proseguirà la sua tournée in Italia, toccando Sarzana, Genova e Pordenone, per poi estendersi nella stagione 2026/27.

VicoQuartoMazzini e il pubblico: incontri e dialoghi

Accanto alle repliche, il LAC propone due momenti di approfondimento aperti al pubblico. Il primo, previsto al termine della serata del 14 aprile, vedrà dialogare Bernardo Zannoni con Carmelo Rifici e i registi dello spettacolo.

Il secondo appuntamento, in programma il 15 aprile alle ore 18, offrirà invece un confronto diretto con la compagnia VicoQuartoMazzini, moderato da Carmelo Rifici insieme al critico teatrale Graziano Graziani.

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