A fine aprile il LAC Lugano Arte e Cultura propone due serate dedicate alla grande musica, costruite attorno a personalità artistiche di primo piano e a programmi che attraversano secoli di storia musicale. Il calendario unisce il recital pianistico della giovane Nathalia Milstein e il ritorno della Camerata Bern, offrendo al pubblico luganese un percorso che spazia dal classicismo al Novecento.
Il pianoforte di Nathalia Milstein
Domenica 26 aprile, nella Sala 1, la pianista Nathalia Milstein porta in scena un programma costruito attorno alla versatilità espressiva dello strumento. Musicista formatasi tra Ginevra e Berlino, sotto la guida di figure come Nelson Goerner e András Schiff, Milstein si è affermata a livello internazionale dopo il successo al Dublin International Piano Competition nel 2015.
Il percorso musicale della serata si apre con le Variazioni in fa minore di Joseph Haydn, pagina che anticipa sensibilità romantiche pur restando ancorata alla forma classica. Seguono le celebri Variazioni op. 35 di Ludwig van Beethoven, costruite sul tema dell’Eroica, esempio emblematico di architettura musicale e sviluppo tematico.
Nella seconda parte, il programma si sposta verso territori più intensi e drammatici: Funérailles di Franz Liszt introduce una dimensione virtuosistica e profondamente espressiva, mentre la Sonata n. 8 di Sergej Prokof’ev chiude la serata con una sintesi di lirismo ed energia, rappresentativa del periodo delle cosiddette “Sonate di guerra”.
Camerata Bern e il dialogo europeo
Mercoledì 29 aprile, nella Sala Teatro, la Camerata Bern torna a Lugano con un progetto che mette in relazione la tradizione britannica con quella continentale. A guidare l’ensemble è la violinista Maria Włoszczowska, impegnata nel duplice ruolo di direttrice e solista.
Il programma si apre con la Cavatina op. 130 di Ludwig van Beethoven, seguita da brani di Hildegard von Bingen rielaborati da James Weeks, in un accostamento che unisce spiritualità medievale e sensibilità contemporanea. Completa la prima parte il Concerto BWV 1052R di Johann Sebastian Bach, esempio di tensione drammatica e dialogo tra solista e orchestra.
Albion: paesaggi sonori tra memoria e modernità
Dopo l’intervallo, il concerto assume una dimensione più introspettiva. O Albion di Thomas Adès costruisce un paesaggio sospeso, mentre il Lament di Frank Bridge introduce una scrittura intima e raccolta.
A chiudere il programma sono le Variations on a Theme of Frank Bridge di Benjamin Britten, considerato uno dei vertici del repertorio per orchestra d’archi del Novecento. In questo lavoro, Britten rende omaggio al proprio maestro elaborando il materiale tematico con una scrittura raffinata e dinamica.
Un mosaico musicale tra epoche e linguaggi
I due appuntamenti al LAC si configurano come un percorso coerente, pur nella diversità delle proposte. Da un lato il recital solistico, che esplora la profondità del repertorio pianistico; dall’altro il lavoro orchestrale, che mette in dialogo tradizioni e linguaggi differenti.
Sotto questa prospettiva, la programmazione di fine aprile restituisce un’immagine della musica come spazio di connessione tra epoche, stili e sensibilità, confermando il ruolo del LAC Lugano Arte e Cultura quale punto di riferimento culturale per il territorio e oltre.



