Dopo il grande successo della mostra su Picasso che ha registrato circa 50.000 presenze, in autunno il MASI ospititerà la seconda retrospettiva dell’anno dedicata a un simbolo dell’arte del Novecento: René Magritte. La mostra ripercorrerà tutta la carriera, dagli esordi fino ai più celebri dipinti della maturità, del maestro belga del surrealismo, offrendo al visitatore gli spunti per comprendere l’origine e le fonti d’ispirazione dell’opera di un artista capace, come pochi altri, di suggestionare il pubblico. La mostra è realizzata con il sostegno della Fondazione Magritte e grazie alla collaborazione con Amos Rex di Helsinki, dove verrà esposta nel 2019. Il filo conduttore dell’esposizione parte dalla conferenza che René Magritte tenne il 20 novembre 1938 al Musée Royal des Beaux-Arts d’Anversa, intitolata La Ligne de vie (La linea della vita). Fu una delle rare occasioni in cui l’artista si espresse in pubblico sul proprio lavoro, riferendosi ad André Breton e ai surrealisti belgi, suoi compagni di strada. Attraverso una serie di immagini ed esempi, Magritte delineò la genesi della sua arte e illustrò i principi che gli avevano permesso di trasformare oggetti quotidiani in qualcosa di sconvolgente. Il percorso della mostra, composto da una settantina di opere, prende inizio dalle creazioni dei primi anni Venti. Si tratta di sperimentazioni, in alcuni casi lontane dai dipinti più conosciuti del maestro belga. Alcune opere in mostra, raramente presentate al pubblico, evidenziano l’infatuazione giovanile di Magritte per il futurismo italiano. Se lo stile pittorico di queste opere è distante da quello maturo, lo spirito che le sottende – cioè il desiderio di contraddire le prassi borghesi e le convenzioni artistiche – è lo stesso che presiede alle composizioni surrealiste. Ma è la metafisica, e in particolare l’opera di De Chirico, a offrire a Magritte lo spunto decisivo per la definizione dalla propria poetica.In mostra viene presentato un eccezionale confronto fra Les Plaisirs du poète (1912) di De Chirico e la Traversée difficile (1926) di Magritte. Segue un’ampia selezione di lavori realizzati fra gli anni Venti e Trenta in cui si evidenziano i temi prediletti dell’artista. Come spiegato da Magritte. alla base dei dipinti realizzati dal 1925 al 1936 c’è la ricerca sistematica di un effetto poetico sconvolgente, raggiunto in primo luogo attraverso lo spaesamento di oggetti molto comuni, scelti affinché la loro decontestualizzazione producesse il massimo risultato. Vi erano poi altri espedienti utilizzati per rendere insolite le cose più comuni, ognuno dei quali è illustrato attraverso una serie di opere: la rappresentazione in una materia diversa da quella consueta (Souvenir de voyage, per esempio, presenta una natura morta “pietrificata”); la combinazione di immagini e parole associate in modo arbitrario le une alle altre (Le Reflets tu temps, 1928; Le Parfume de l’abîme, 1928); la rappresentazione delle visioni del dormiveglia (Le Noctambule, 1928). Questi dipinti, che oggi riconosciamo come capolavori, all’epoca della loro creazione destarono numerose critiche. Come ricorda lo stesso Magritte, gli veniva rimproverata l’assenza di qualità plastica, la rinuncia a uno stile “pittoresco” in favore di una rappresentazione scarna, la collocazione di oggetti in luoghi inconsueti. Completano il percorso documenti, fotografie e una serie di affiche del suo periodo giovanile, che illustrano il versante commerciale dell’opera dell’artista, oltre alla proiezione di film da lui realizzati nel corso degli anni Cinquanta.
LAC Lugano Arte e Cultura
Piazza Bernardino Luini 6 – 6901 Lugano
Orari: martedì – domenica: 10:00-18:00. Giovedì aperto fino alle 20:00. Lunedì chiuso
Tel: 0041 (0)91 815 7970
info@masilugano.ch
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