Da dove nasce l’iniziativa “100 Cuori per la USO – ogni battito una sinfonia”?

«L’iniziativa è nata lo scorso autunno con l’idea di costruire qualcosa che andasse oltre il semplice sostegno a un’orchestra. Volevamo creare una comunità di persone e realtà del territorio che condividessero la nostra visione e credessero nel valore culturale e umano della United Soloists Orchestra. “100 Cuori” è stata quindi pensata come un gesto concreto di vicinanza, ma anche come un modo per far sentire le persone parte di un progetto artistico in crescita».

Qual è oggi il risultato più significativo che sta emergendo da questo percorso?

«L’aspetto più bello è proprio la rete di relazioni che si sta creando attorno all’orchestra. C’è attenzione, partecipazione, desiderio di esserci. Questo per noi è molto importante, perché significa che la musica può ancora essere un punto di incontro, uno spazio condiviso capace di unire persone diverse. In fondo, il risultato più prezioso non è solo il sostegno ricevuto, ma il senso di appartenenza che si sta sviluppando».

Per chi ancora non la conoscesse, che cos’è la United Soloists Orchestra?

«La United Soloists Orchestra è una giovane realtà artistica nata con un obiettivo molto preciso: valorizzare giovani talenti musicali d’eccellenza, riunendo musicisti provenienti da Paesi diversi e offrendo loro uno spazio in cui ciascuno possa esprimersi anche come solista. Allo stesso tempo, la United Soloists Orchestra è una  piattaforma artistica dinamica che sviluppa collaborazioni, produzioni musicali e format sinfonici pensati per pubblici e contesti diversi con l’obiettivo di rendere la musica sinfonica più accessibile, viva ed emozionante, configurandosi come un progetto artistico in crescita, con una visione  nel lungo periodo».

Qual è dunque la visione che guida questo progetto?

«La nostra visione è quella di un’orchestra capace di rispettare la grande tradizione musicale, ma anche di parlare al presente con un linguaggio più aperto e coinvolgente. Come dice il nostro Direttore, Arseniy Shkaptsov: “Non stiamo cercando di salvare la musica classica. Stiamo costruendo qualcosa di nuovo, che rispetta la tradizione ma ne supera i confini”.  È una frase che racconta bene il nostro spirito: portare qualità artistica, ma anche energia, vicinanza e contemporaneità».

Quali saranno i prossimi passi?

«Tra i prossimi passi c’è sicuramente la volontà di rafforzare e strutturare la comunità di sostenitori che si sta creando attorno al progetto. In questa direzione stiamo creando l’associazione USO Friends, allo scopo di riunire e valorizzare le persone e le realtà economiche e istituzionali del territorio che credono nel percorso della United Soloists Orchestra e desiderano sostenerla.

Un momento significativo è rappresentato dal primo appuntamento a fine maggio della rassegna “Moncucchetto in Musica”, nata in collaborazione con la nostra orchestra, che segna un’importante occasione di incontro e condivisione, oltre che un modo per ringraziare chi ci ha sostenuto e continua a farlo. Parallelamente, sono in fase di sviluppo nuovi progetti e collaborazioni, con l’obiettivo di consolidare le attività e coinvolgere un pubblico sempre più ampio, in un percorso di crescita condiviso».