Lions Club Monteceneri: la responsabilità al primo posto
Quali sono oggi i valori e le competenze più importanti per preparare chi è chiamato a servire la comunità?
«La formazione di un agente non si limita all’acquisizione di competenze tecniche e giuridiche. Oggi è fondamentale preparare donne e uomini capaci di interpretare il proprio ruolo con integrità, equilibrio e spirito di servizio. Viviamo in una società sempre più complessa, nella quale il poliziotto è chiamato non solo a far rispettare la legge, ma anche a dialogare, mediare, comprendere e sostenere le persone nei momenti di difficoltà. Per questo motivo, accanto alla preparazione professionale, assumono sempre maggiore importanza la capacità di comunicare, la gestione dei conflitti, l’intelligenza emotiva e l’adattabilità. Il nostro obiettivo è formare professionisti competenti, ma soprattutto persone affidabili, consapevoli della responsabilità che comporta indossare una divisa e rappresentare le istituzioni. La fiducia dei cittadini si conquista ogni giorno attraverso la competenza, il rispetto e l’esempio».
Ripensando alla sua carriera, quali esperienze hanno segnato maggiormente il suo percorso e quali insegnamenti guidano ancora oggi il suo lavoro di formatore?
«Le esperienze che più mi hanno segnato sono state quelle vissute sul terreno, a contatto diretto con la popolazione, nei momenti di difficoltà, di emergenza e talvolta di sofferenza. Sono situazioni che insegnano rapidamente quanto sia importante saper prendere decisioni, assumersi responsabilità e mantenere la lucidità anche sotto pressione. Nel corso della mia carriera ho avuto la fortuna di svolgere funzioni molto diverse tra loro, e ognuna mi ha lasciato insegnamenti preziosi. Ho imparato che la leadership richiede capacità di adattamento: nella gestione ordinaria è importante ascoltare, coinvolgere e valorizzare le competenze delle persone; nelle situazioni di urgenza o di pericolo, invece, occorre saper decidere rapidamente e indicare una direzione chiara.
Questo principio guida ancora oggi il mio lavoro di formatore. Formare significa trasmettere conoscenze, ma anche accompagnare una crescita professionale e umana. Credo inoltre che non si smetta mai di imparare: la curiosità, l’umiltà e la disponibilità a mettersi in discussione sono qualità essenziali per chiunque voglia continuare a crescere».
Da anni è attivo nel Lions Club Monteceneri. Che cosa rappresenta per lei il servizio lionistico e che cosa l’ha portata ad assumere la presidenza?
«Il Lions Club rappresenta per me un’opportunità concreta di mettere a disposizione della comunità esperienza, competenze e tempo, insieme a persone che condividono valori di servizio, amicizia e solidarietà. Nel corso degli anni ho trovato nel Lions non soltanto un ambiente stimolante, ma anche un gruppo di persone provenienti da realtà professionali molto diverse, unite dalla volontà di contribuire al bene comune. Questa pluralità di esperienze costituisce una grande ricchezza e permette di affrontare le sfide del territorio con sensibilità differenti e complementari.
Ho accettato la presidenza con gratitudine e senso di responsabilità. È un incarico che considero prima di tutto un servizio al Club e ai suoi soci, ai quali desidero restituire quanto ho ricevuto in termini di amicizia, crescita personale e opportunità di impegno a favore della collettività».
La sua nomina a Presidente è una testimonianza di stima e fiducia. Con quale spirito affronta questo incarico e quale impronta desidera dare al suo mandato?
«Affronto questo incarico con entusiasmo, umiltà e grande rispetto per il lavoro svolto da chi mi ha preceduto. Credo molto nella forza del lavoro di squadra e nella capacità di valorizzare le competenze di ogni socio.
Il motto che accompagnerà il mio anno di presidenza è: «Il Ticino che unisce. La nostra terra, il nostro impegno.» Una frase che riassume bene la mia visione. Viviamo in un Cantone ricco di competenze, associazioni, istituzioni e persone impegnate. Mi piacerebbe contribuire a creare occasioni di incontro, dialogo e collaborazione, favorendo ciò che unisce piuttosto che ciò che divide. Desidero inoltre promuovere un Lions Club capace di rafforzare il proprio ruolo nella comunità, senza mai perdere di vista i valori di amicizia, servizio e solidarietà che ne costituiscono l’essenza».
Quali saranno le priorità del suo anno di presidenza e che cosa vorrebbe lasciare al Lions Club Monteceneri al termine di questa esperienza?
«Le priorità saranno innanzitutto consolidare lo spirito di appartenenza e la partecipazione attiva dei soci, rafforzando ulteriormente i legami di amicizia che rappresentano uno degli elementi distintivi del nostro Club. Dal recente sondaggio interno è emersa chiaramente la volontà di valorizzare maggiormente i momenti conviviali e le occasioni di incontro tra soci, un’indicazione che intendo considerare con particolare attenzione.
Continueremo naturalmente a proporre conferenze e momenti di approfondimento su temi di attualità, che da sempre caratterizzano il Lions Club Monteceneri, ma senza perdere di vista l’importanza della dimensione associativa e delle relazioni umane che costituiscono il fondamento del nostro impegno. Al termine del mio mandato non ambisco a lasciare un segno personale, ma piuttosto a rafforzare un percorso collettivo. Se avremo contribuito a rendere il Club ancora più unito, partecipativo e vicino ai propri valori, dando concretezza al principio «Il Ticino che unisce. La nostra terra, il nostro impegno», considererò raggiunto il mio obiettivo».



