Già dalla seconda metà del XIX secolo i luganesi capirono la bellezza e la particolarità di questa montagna che sovrasta il capoluogo del Ceresio e in qualche modo, anticiparono l’idea messa in atto dai carioca nel 1912. A Rio de Janeiro ogni giorno da centocinque anni, le migliaia di turisti che anelano raggiungere i 396 metri della cima del “Pao de acucar” fanno la fila per accedere alla funivia che li porterà in vetta. L’inizio della costruzione del collegamento con la funicolare da Lugano al luogo più panoramico del territorio, è datato 1888.
Da Paradiso al Monte San Salvatore
Fu in un primo tempo il fiorentino Stefano Siccoli a proporre il progetto di una funicolare che partendo dalla località di Paradiso, doveva arrivare in vetta al Monte San Salvatore; là dove si recavano i pellegrini nei secoli passati per meglio avvicinarsi al Figlio di Dio. L’idea non fu corroborata da successo, ma venne ripresa nel 1885 dall’avvocato luganese Antonio Battaglini che ebbe maggior fortuna del suo predecessore. Dopo due anni di lavori, il mercoledì 6 marzo 1890 venne inaugurata la linea della funicolare Paradiso-San Salvatore. Dal piazzale del comune/enclave nel territorio di Lugano, partono ogni mezzora (nel periodo estivo dalle 9 del mattino fino alle 23 della notte) le carrozze con destinazione la vetta del San Salvatore. Dopo 10/12 minuti di viaggio, comprensivi del cambio vettura nella stazione intermedia di Pazzallo, si arriva a poco meno di 900 metri di quota appena sotto la vetta del monte più amato dai luganesi. La partenza di questo itinerario, che va alla scoperta di uno dei più bei luoghi di tutto il territorio del luganese, può ragionevolmente essere fissato nella piazza della stazione della funicolare di Paradiso. Potrete trovare parcheggio per la vostra automobile nel posteggio privato di fronte all’impianto della società anonima che gestisce la Funicolare Lugano Paradiso-Monte San Salvatore da centodiciassette anni. Per i non luganesi che intendessero arrivare alla funicolare con un mezzo diverso dall’automobile, è bene sapere che la vicina stazione ferroviaria di Paradiso in via Carona è in fase di ammodernamento, ma sarà di nuovo fruibile all’accesso del pubblico entro il mese di dicembre. Comunque, per coprire a piedi la distanza dalla stazione dei treni di Lugano con la piazza della funicolare di Paradiso, sono necessari non oltre quindici minuti. Un’altra soluzione è quella di arrivare in battello, magari prendendolo da Melide, aggiungendo così una piacevole navigazione sul Ceresio che poi vedrete in tutta la sua magnificenza dalla vetta del monte. Per quale altra ragione acquistare un biglietto della funicolare di Monte San Salvatore, oltre che per ammirare indimenticabili paesaggi? Lo scoprirete solo salendo su una delle vetture. Lasciatevi quindi trasportare sul crinale della montagna lungo i 1660 metri complessivi della linea, senza perdervi l’opportunità di scoprire la città di Lugano da una angolazione mozzafiato: quella che vedrete percorrendo alcuni tratti con il 61% di pendenza.
La vetta
L’altimetria del Monte San Salvatore segna 912 metri sopra il livello del mare, non corrispondente però con quella della stazione d’arrivo delle funicolari. Dal momento in cui uscirete dalle vetture sarete un poco più sotto rispetto alla vetta. Ciò che si consiglia è di salire immediatamente sulla cima, andandosi a godere la vista incomparabile. Lo spettacolo è veramente unico. Prima ancora di contemplare il paesaggio, potrete dedicare una visita alla chiesetta di San Salvatore dove ogni anno si festeggia la ricorrenza religiosa dell’Ascensione. Spaziate con lo sguardo a 360° e avrete l’impressione di poter toccare con mano luoghi che da sotto appaiono lontanissimi. Il “Fiore di pietra”, opera magistrale dell’architetto Mario Botta, appare trionfalmente sulla vetta del Monte Generoso e mentre la sagoma particolare del Ceresio si dipanerà sotto gli occhi, potrete idealmente raccogliere nel palmo della vostra mano la città di Lugano assieme a tutte le sue frazioni sparse. La parte italiana del Lago di Lugano con Valsolda e Porlezza, Campione d’Italia, la vetta della Sighignola, il Monte Bre, Ponte Tresa e le valli del Varesotto, nonché Capolago, il ponte-diga di Melide e il Monte San Giorgio, compongono un angolo paradisiaco. Se visiterete la vetta del Monte San Salvatore durante una bella giornata di sole, aguzzando la vista riuscirete addirittura a scorgere le sagome dei grattacieli di Milano. Tornando con i piedi per terra (in tutti i sensi, perché prima o poi dovrete pur ridiscendere da quel luogo fantastico) percorrete la strada a ritroso e scoprirete una delle tante realizzazioni create dall’infaticabile e vulcanico Felice Pellegrini: direttore della società Monte San Salvatore Top of Lugano. Dove una volta c’era l’ospizio per i poveri e i viandanti, oggi sorge un museo disposto su due piani. All’ingresso è da non perdere la collezione di oggetti d’arte religiosa della “Arciconfraternita della Buona morte” e quando avrete salito la rampa di scale, potrete erudirvi su altre differenti tematiche. Nella prima sala c’è una collezione di materiale geologico a carattere didattico dedicata ai fossili e minerali, in quella attigua si parla di speleologia, mentre il pezzo forte è presentato nella terza stanza. Si parla infatti dello studio dei fulmini e del centro di ricerca che ebbe la sua sede proprio nel vecchio ospizio, rimanendo attivo fino a qualche decennio fa. Continuando la discesa al piazzale della funicolare, osservate il percorso espositivo permanente dedicato al manifesto turistico con i pannelli illustrativi che questa estate focalizzeranno sulla storia della funicolare. Infine fiondatevi al ristorante Vetta.
La passeggiata
Concedetevi un meritato momento di relax, degustando piatti e vini di qualità. Grazie alla preziosa collaborazione dei gestori del ristorante con la società della funicolare, è oggi possibile concordare alla stazione di Paradiso un biglietto cumulativo molto conveniente. Ad un prezzo modico, potrete permettervi la salita e la discesa con la funicolare assieme a uno stuzzicante pranzo al “Vetta”. Durante l’estate si festeggerà il passaggio del 18milionesimo passeggero sulla funicolare da quando nel 1890 cominciarono le prime corse. Un risultato di cui andar fieri. Dopo la salita alla vetta, aver assaporato le prelibatezze eno-gastronomiche ed essersi eruditi attraverso le tante esposizioni, sarà arrivato il momento di affrontare l’escursione a piedi. Premunitevi di buone calzature per camminare in montagna e inforcate il sentiero che porta a valle. Scoprirete così che i percorsi lungo i sentieri del Monte San Salvatore non riservano soltanto la contemplazione di paesaggi imperdibili; offrono anche la possibilità di vivere la natura in tutta la sua bellezza. Alla località di Ciona, dove giungerete dopo circa mezzora di cammino, troverete la strada asfaltata e sarà quello il momento in cui dovrete decidere come proseguire. Le possibilità sono diverse: la prima è quella di tornare in vetta se avrete acquistato un biglietto a/r con la funicolare. Se sarete determinati a camminare più a lungo, sceglierete la strada a destra per Carabbia, Pazzallo e infine Paradiso. Oppure se deciderete di proseguire oltre per Carona, potrete scendere dalla parte sinistra del paese, ritrovandovi in circa 50 minuti a Melide. Gli ancor più determinati ad una lunga marcia nella natura della montagna, giungeranno sul Ceresio passando per San Grato, l’Alpe Vicania e il Castello di Morcote.
Un castello, il nonno e sua nipote
É impossibile non notarlo, specialmente se lo si osserva dalla sponda del Ceresio dove si specchiano nel lago i paesi di Brusino Arsizio e Porto Ceresio. Il Castello di Morcote che fu dei Visconti e degli Sforza, circondato dai vigneti, troneggia maestoso sulle falde del Monte San Salvatore che volgono all’Italia. Come poteva, un uomo che traeva le sue origini da una terra di vino, castelli, arte e storia come la città di Sarzana, non innamorarsi di quella rocca fra i terrazzamenti sul promontorio dell’Arbostora? Massimo Gianini non resistette alla tentazione di cullare un sogno, che divenne realtà quando nel 1940 acquistò il castello assieme a diversi ettari di terreno dalla famiglia Paleari. Agli inizi degli anni ’90 incominciò la produzione e l’imbottigliamento del primo Merlot; il più classico dei vini del Ticino. L’avventura fra le vigne della famiglia Gianini continuò per del tempo, fin quando all’uscio del portone del castello non si affacciò Gabi, una delle nipoti di Massimo. Quella bella ragazza di alcuni anni fa, è oggi una splendida donna innamorata dei suoi tre figli e del mondo del vino, che ha preso in mano le redini di una piccola realtà, trasformandola nella Tenuta Castello di Morcote; un’azienda all’avanguardia nella produzione di nettare di Bacco d’eccelsa qualità. Con il fondamentale apporto dell’enologo Michele Conceprio, l’intraprendente Gabi Gianini crea prodotti che hanno la peculiarità di nascere grazie all’impegno, cura e passione profusa ogni giorno in vigna. Per scelta aziendale, dal 2009 si decise di produrre solamente con uve BIO e questo denota la determinazione a voler creare vino d’eccellenza. I risultati si apprezzano degustando gli ottimi Castello di Morcote Bianco e il Bianca Maria, che sono Merlot vinificati in bianco come tradizione ticinese vuole. Prodotti di punta, i grandi rossi Castello di Morcote e il Riserva. Fiore all’occhiello della tenuta, i 91 + points accreditati da Robert Parker al Pio della Rocca 2014. La produzione di questa quintessenza, fatta con Merlot al 75% e Cabernet Sauvignon al 25%, è passata nelle mani sapienti di Michele Conceprio e Gabi Gianini, che ha rilevato gli ettari di vigne in Malcantone precedentemente di proprietà di Adriano Kaufmann. Oltre al riconoscimento di Parker, il Pio della Rocca delle annate 2008-2011-2014 è stato presentato nella selezione e archivio dei 60 migliori vini svizzeri alla Memoire des Vins Suisses, tenutasi a Berna lo scorso mese di marzo.
A piedi al Monte San Salvatore
Di Alessandro Stella, Direttore di Lugano Turismo
Camminare è sicuramente uno dei must della Regione del Luganese. Il paesaggio suggestivo con le sue ampie vallate, laghi cristallini e montagne all’orizzonte, è la location ideale per passeggiate di ogni tipo. Scoprire la regione non è mai stato più facile grazie ai Sentieri Tematici che la regione propone anche quest’anno e che permetteranno a tutti i visitatori di camminare in totale relax immersi in scenari mozzafiato. Non tutti i sentieri consistono in una prova di resistenza, anzi, spesso in una manciata di chilometri potrai scoprire boschi, valli incantate di imparagonabile bellezza e da poter condividere con tutta la famiglia.
Tra questi sicuramente vi sono le passeggiate al Monte San Salvatore, uno dei punti panoramici mozzafiato della nostra regione, grazie alla vista a 360 gradi che è possibile godere dalla sua vetta. Grazie alla funicolare che collega le pendici alla sommità del monte, i visitatori trovano in vetta un ristornate con ampia terrazza e un rinnovato spazio panoramico, che grazie alla posa di pannelli didattici con riproduzioni di cartine geografiche satellitari, permette di approfondire la conoscenza delle valli circostanti. Per gli amanti della cultura, il Monte San Salvatore offre anche museo, situato negli spazi dell’antico ospizio che dava ricovero ai poveri e ai viandanti in pellegrinaggio. Attualmente l’esposizione presenta due aspetti del Monte, quello geologico-speleologico e quello religioso, oltre ad una piccola mostra dedicata al significato storico dei temporali e alla ricerca dei fulmini.
Un mio personale consiglio è quello di sfruttare, da fine maggio a metà ottobre, la visita guidata che si ripete ogni mercoledì mattina. Si avrà così modo di scoprire, in meno di 3 ore, questa montagna, la cui forma ricorda il più famoso “Pan di zucchero” di Rio de Janeiro, assaporandola da tutte le prospettive. Si parte dal lungolago, con le classiche tappe culturali e artistiche al LAC e alla Chiesa di Santa Maria DegliAngioli, per poi salire in funicolare e raggiungere la vetta panoramica.
Se avete a disposizione una mezza giornata, potete invece avventuravi seguendo l’escursione che dal Monte san Salvatore porta direttamente a Carona. Il sentiero panoramico che scende dal San Salvatore porta dapprima al grazioso paese di Ciona, tra piante e fiori, su un terreno all’inizio particolarmente roccioso. Si prosegue su un tracciato pianeggiante, immerso nella frescura del bosco, per raggiungere Carona, uno dei più tipici villaggi ticinesi, noto per la sua architettura e per il Parco botanico San Grato, raggiungibile in pochi minuti a piedi dal centro del paese e che proprio quest’anno festeggia il suo 60° anniversario, proponendo un ricco programma di eventi che si protrarrà fino alla fine d’ottobre.