Più di 100 hotel visitati, oltre 200 incontri con i vari partner turistici e 4 progetti di collaborazione tra alberghi già avviati. A poco più di un anno dall’inizio del suo mandato l’Hospitality manager è già diventato un punto di riferimento per molti operatori. Tra i compiti affidatigli ne spiccano quattro: consigliare gli albergatori su come rinnovare le proprie infrastrutture, fornire consulenza sulle nuove strategie di vendita e di comunicazione online, dare avvio a sinergie tra strutture alberghiere e promuovere la formazione continua. Gli alberghi sono l’asse portante del settore turistico. In Ticino vi sono operatori che brillano per eccellenza, mentre altri faticano a stare al passo coi tempi perché sono rimasti ancorati a un modo di fare turismo che a suo tempo ha fatto la fortuna del settore ma che oggi non è più attuale. Un’analisi degli alberghi ticinesi commissionata dal DFE alla Società svizzera di credito alberghiero ha dimostrato come solo il 30% delle circa 80 strutture analizzate è realmente competitiva sul mercato. Delle restanti, oltre ad un 15% che è considerato senza reale potenziale economico, il 55% è rappresentato da strutture con interessanti potenzialità ancora inespresse. Gli alberghi di quest’ultima categoria si trovano dunque ad un bivio: o riescono ad adattarsi alle attuali dinamiche di mercato e a migliorare la qualità delle loro prestazioni oppure rischiano di accumulare lacune incolmabili. «È proprio in seguito a questa indagine che è nata l’idea di introdurre una nuova figura professionale in grado di offrire consulenze personalizzate gratuite agli albergatori – sottolinea Elia Frapolli, direttore di Ticino Turismo –. Per essere competitivi sul mercato nazionale e internazionale dobbiamo poter disporre di un prodotto di qualità, senza il quale anche la migliore campagna marketing non avrà alcuna possibilità di avere successo».

Tramite la Legge sul turismo (LTur) del 25 giugno 2014, il Governo ha stanziato un credito quadro di 12 milioni di franchi per il quadriennio 2015-2018. Il contributo finanziario è principalmente destinato agli investimenti alberghieri e nelle infrastrutture turistiche, sotto forma di sussidio a fondo perso o di mutuo agevolato.

«L’Ufficio per lo sviluppo economico valuta molto positivamente il lavoro svolto dall’Hospitality manager che, grazie alle sue intermediazioni, eseguite con grande professionalità, ha migliorato la conoscenza delle misure a sostegno del settore e facilitato l’inoltro di nuove domande di sussidio, presentate da subito in modo ottimale – afferma Valesko Wild, Capo dell’Ufficio per lo sviluppo economico del Cantone Ticino –. Inoltre, questa figura si inserisce perfettamente nella strategia di sostegno al settore turistico, che tra i suoi obiettivi ha anche quello di aumentare le competenze degli attori grazie a programmi di qualificazione, di professionalizzare le aziende turistiche con la messa a disposizione di competenze specifiche e di favorire la nascita di nuove aziende turistiche innovative. Tutte azioni che possono essere finanziate in ambito di politica economica regionale».

Molti i progetti portati a termine nel corso del 2016 da questa figura professionale che rappresenta una prima a livello svizzero. Tra i più significativi, oltre alle consulenze personalizzate, è da segnalare la creazione di una sinergia tra quattro strutture alberghiere in Vallemaggia che hanno assunto, con un contratto unico, una persona responsabile per il marketing e la comunicazione online. Proprio perché ritenuto molto valido, il progetto ha ottenuto un importante finanziamento dall’Ente Regionale per lo Sviluppo del Locarnese e Vallemaggia. «In futuro sarà importante continuare a incentivare questo tipo di collaborazioni fra alberghi in vari ambiti, soprattutto nelle regioni periferiche”, sottolinea l’Hospitality manager Emanuele Patelli».

Nel 2016, per la prima volta, il Ticino ha ospitato l’Expertenforum Input di Hotelleriesuisse e il primo Direct Booking Camp, introducendo un modello di formazione del tutto nuovo. I due appuntamenti hanno registrato oltre cento presenze in totale: un record alle nostre latitudini. Nonostante questi risultati positivi e incoraggianti, molto lavoro resta ancora da fare. «Circa il 35% delle strutture che ho visitato non dispone ancora di sistemi di prenotazione diretta sui propri portali – commenta Patelli -. È un peccato perché perdono l’opportunità di aumentare i ricavi incentivando le prenotazioni dirette sul sito del proprio hotel senza dover passare per gli intermediari, che richiedono commissioni elevate. Il 50% degli albergatori non usufruiscono ancora delle ultime tecnologie che permettono di automatizzare le procedure con l’obiettivo di ottimizzare la strategia di distribuzione online sui vari canali di vendita”. Per questo motivo, tra gli obiettivi prioritari per il 2017, vi è quello di organizzare nuovi corsi di aggiornamento rivolti agli albergatori».

Per informazioni: www.hospitality.ticino.ch.