A chi spetta il ruolo di eccellenza assoluta?
«Direi senz’altro a Lara Gut che ha iniziato la stagione 2016-17 come meglio non poteva, ossia conquistando nella prima gara di Coppa del Mondo i primi 100 punti a disposizione. La ticinese ha letteralmente dominato il gigante di Sölden, ottenendo così il 19° successo in carriera, il secondo sulle nevi del ghiacciaio tirolese dopo quello centrato nel 2013. Per la 25enne si tratta della quarta vittoria nella disciplina. Quando si parla di lei, le sue dichiarazioni alla stampa, le sue interviste a fine gara creano sempre almeno un briciolo di polemica. Di certo però è proprio grazie anche alla forza del suo carattere che Lara ha raggiunto dei risultati incredibili, come appunto la vittoria della Coppa del Mondo 2016».
Continuiamo con gli sport invernali…
«Certamente in Ticino la rivalità per antonomasia è quella fra l’Hockey Club Ambrì-Piotta e l’Hockey Club Lugano. O meglio, come si dice in tutte le case, i bar e le strade del Ticino, fra Ambrì e Lugano. Le due squadre alterano stagioni più o meno brillanti ma in ogni caso l’hockey resta di gran lunga lo sport più popolare nel Cantone. Sicuramente c’è una difficoltà anche economica a mantenere due squadre ticinese nella massima divisione, ma quando qualcuno ha avanzato l’idea di una fusione si sono levate solo voci contrarie. E questo non soltanto da parte dei tifosi delle rispettive squadre, come sarebbe logico attendersi, ma anche da parte di aziende e imprenditori che vedono nel supporto ai due team un ottimo veicolo di comunicazione per esprimere il loro radicamento nel territorio».
Non si può dire altrettanto per quanto riguarda il mondo del calcio…
«In questo caso i problemi sono molto diversi. Il Ticino ha una popolazione troppo ridotta per sostenere più squadre che giocano tra le serie A e B del Campionato. Il calcio nostrano da alcuni anni ormai sta vivendo un periodo di poca gloria e spesso le partite si giocano davanti ad una modesta cornice di pubblico. Occorre programmare l’avvenire del calcio ticinese in modo intelligente e forse l’unica soluzione per la nostra realtà economico-sociale è quella di avere un’unica squadra competitiva a livello nazionale e, se dovessero arrivare i risultati, anche europeo. Ma occorrono investimenti consistenti, una rifondazione societaria e poi si porrebbe anche il problema di un nuovo stadio».
Altri sport che meritano una citazione?
«Sicuramente il ciclismo, con una buona partecipazioni di atleti ticinesi a gare internazionali, il volley e il basketball sia maschile che femminile, la pallanuoto con qualche giocatore che milita anche in Nazionale, la ginnastica con il Ticino Team che è cresciuto molto negli ultimi anni.. E poi gli sporti motoristici con tutta una serie di piloti che corrono in moto e in auto, con la speranza di vedere un giorno nascere un nuovo campione di livello mondiale come fu il mitico Clay Regazzoni».
Abbandoniamo i campioni di oggi e guardiamo a quanto si fa per preparare quelli del futuro…
«In questo caso il Ticino può vantare un’autentica eccellenza svizzera. Il Centro sportivo nazionale della gioventù di Tenero (CST) è la filiale dell’Ufficio federale dello sport UFSPO per la promozione dello sport giovanile. Il CST offre infrastrutture ottimali per la pratica di molte discipline sportive e per lo svolgimento di campi sportivi e corsi di formazione che coinvolgono una vasta gamma di utenti, dal giovane scolaro all’atleta di punta. Il CST ospita inoltre numerose manifestazioni sportive di vario genere. Terreni da gioco curatissimi, materiale sportivo all’ultimo grido, accoglienza professionale ed istruttori di ottimo livello sono caratteristiche notorie del centro, che lo rendono molto ambito. Ogni anno sono circa 30.000 gli atleti ospitati, provenienti dalla Svizzera ma anche da numerosi Paesi esteri».
Un discorso sullo sport non può prescindere da un giudizio sullo stato dell’informazione sportiva…
«Gli avvenimenti sportivi sono generalmente seguiti e gli organi di stampa e radiotelevisivi ne danno puntuale informazione con cronache, resoconti, servizi e interviste. Devo dire che se in generale fino a qualche anno fa il livello del confronto solo raramente si manteneva entro limiti accettabili, da qualche tempo anche da noi si va scivolando verso una deriva dove la polemica fine a se stessa, con toni anche vivaci, prevale su una pacata argomentazione. In questo forse la vicinanza rispetto all’Italia sta esercitando la sua influenza…».