Una mostra tutta dedicata all’arte espressa su carta. Niente sculture quindi, ma neanche dipinti su tela o tavole. Wopart porta così in scena bozzetti, dipinti, disegni… Quest’anno la fiera – al Centro Esposizioni di Lugano fino al 21 novembre – si ripresenterà con un’extra time exhibition, un’edizione ridotta, in attesa di riprendere dopo l’emergenza covid con il format tradizionale.
Ma sono comunque tanti i contenuti e le novità che caratterizzano il ritorno in presenza della fiera dedicata esclusivamente alle opere su carta. E c’è anche una grossa novità: la direzione, affidata ora a Robert Phillips, curatore e consulente di collezioni private e istituzioni come la Fondazione Salomon Guggenheim di New York, il Moma Museum of Art di Atami (Giappone), la Collezione dell’High Museum of Art di Atlanta, affiancato da Ami Barak, Wayne Baerwaldrt e Marco Nicolò Riccomini, come membri del comitato scientifico.

Filo rosso di questa edizione sarà la fluidità, che accomuna tutte le iniziative ospitate nei padiglioni della fiera di Lugano: “Il concetto di fluido, senza ragione d’appartenenza coglie l’essenza del nostro tempo”, spiega il direttore. “Così come non è possibile bagnarsi due volte nella stessa acqua allo stesso modo l’anima dell’arte vive come sospesa nella vita di mezzo”.

WOPART 2021 a Lugano: l’esposizione

In esposizioni  troviamo gallerie svizzere come Buchmann Galerie Lugano, Kromia Art Gallery Lugano, Pandora Old Master New York-Lugano, Galerie Carzaniga Basilea, Fabbrica Culturale Baviera di Giornico, Fondazione Cis Peccia, Gipsoteca Gianluigi Giudici Lugano e MUSEC Lugano, accanto alle italiane Studio d’Arte Campaiola Roma, Galleria Mazzoli Modena, Primo Marella Gallery Milano, Spazio Thetis di Venezia, Behnoode Foudation di Parigi, che proporranno opere dai prezzi variabili, per attrarre sia i collezionisti esperti che quelli alle prime armi. Non mancano le mostre curate – sempre, ovviamente, a tema carta – come quella dedicata agli acquerelli  del grande scrittore svizzero di lingua tedesca Hermann Hesse, resa possibile grazie ai prestiti della Fondazione Hesse di Lugano e ad altre collezioni private. Presente anche il MUSEC – Museo delle Culture di Lugano, con una selezione di fotografie giapponesi scelte fra le migliaia della Scuola di Yokohama, custodite al museo.