Arrivano direttamente da New York le foto della straordinaria raccolta del collezionista Thomas Walther, acquisita dal Museum of Modern Art, New York. Presentata in Europa per la prima volta, la mostra raccoglie una selezione di oltre 200 scatti iconici realizzati da maestri della fotografia quali Alfred Stieglitz, Edward Weston Berenice Abbott, Aleksandr Rodchenko, Florence Henri e André Kertész. Il progetto espositivo, concepito dal Museum of Modern Art di New York (MoMA), esplora in maniera approfondita un periodo chiave: l’arco cronologico compreso tra la Prima e la Seconda guerra mondiale, epoca contraddistinta da importanti innovazioni tecnologiche. Le oltre duecento opere in mostra sono presentate suddivise in sei sezioni tematiche indipendenti, in un racconto visivo tra similitudini e sinergie tra Vecchio e Nuovo continente.

Accanto agli scatti in bianco e nero di inizio Novecento, arrivano a Lugano i colori sgargianti di Nicolas Party, giovane artista svizzero di Losanna, da diversi anni attivo a New York. Il progetto espositivo è concepito dall’artista stesso, in relazione alla struttura della grande sala situata al piano interrato del MASI. La mostra è allestita in uno spazio architettonico a pianta centrale progettato ad hoc, suddiviso in cinque ambienti distinti nei quali verranno presentate opere relative ai temi sui quali l’artista ha incentrato la propria ricerca artistica: la natura morta, il ritratto e il paesaggio. L’allestimento include dipinti a pastello e sculture dipinte, opere realizzate tra il 2013 e oggi, alcune delle quali saranno presentate per la prima volta al pubblico.

Un’accurata selezione che evidenzia la predilezione di Party per una paletta cromatica estremamente vivace e una figurazione semplificata con soggetti delineati da campiture di colore circoscritte e contrastanti. L’artista interviene ulteriormente sullo spazio espositivo attraverso dipinti murali site-specific, pitture trompe l’oeil che si rifanno a marmi policromi e boiserie, e campiture di colori contrastanti. Questa modalità di presentazione è centrale nel pensiero di Party, che concepisce le sue esposizioni come un’opportunità per mettere in scena i suoi dipinti e le sue sculture in un ambiente in grado di attivare nuove possibilità di lettura delle sue opere, ponendole in relazione non solo le une alle altre, ma anche allo scenario nel quale sono presentate.

Accanto alle proposte della scena internazionale ci sarà spazio anche per la prima retrospettiva in Svizzera dedicata a Luigi Pericle (1916-2001), realizzata in collaborazione con l’Archivio Luigi Pericle e il Museo Villa dei Cedri di Bellinzona. Artista enigmatico, nato a Basilea ma di origine italiana, Luigi Pericle ha partecipato a un capitolo importante dell’arte del secondo Novecento, esprimendosi attraverso un personale astrattismo informale e tecniche di lavorazione particolari. Dopo un percorso di successo a livello internazionale, in cui sfugge alle classificazioni e si rivela artista professionista tanto quanto illustratore di talento, alla fine del 1965 decide fermamente di uscire dal sistema dell’arte pur continuando a produrre e a studiare le civiltà del passato, le filosofie e le lingue orientali, l’esoterismo, l’astrologia e le medicine naturali, fonti inesauribili di ispirazione per la sua indagine creativa. Attraverso un’accurata selezione di documenti, dipinti e chine, la mostra ripercorre la ricerca artistica astratta di Pericle dagli anni 1960 agli anni 1980, evidenziando lo sviluppo del suo originale linguaggio espressivo.

Le mostre precedenti.