Centro Scolastico per le Industrie Artistiche (CSIA)

Istituto d’insegnamento professionale del Cantone Ticino, forma i professionisti nel settore delle arti applicate in formazione duale e a tempo pieno nelle sezioni della Scuola d’arte applicata SAA. Ospita inoltre la Scuola cantonale d’arte, un anno post diploma per l’ottenimento della Maturità professionale artistica, nonché la Scuola specializzata superiore di arte applicata e il Corso propedeutico per l’accesso alle SUP. Ce ne parla il suo direttore, Roberto Borioli, docente e professionista della comunicazione interpersonale e d’impresa.

Vogliamo innanzitutto dire che cosa è il CSIA?

«Questo Centro è nato più di cinquant’anni fa e da allora è cresciuto come scuola professionale, fortemente radicata nella realtà territoriale ticinese, ma aperta a sollecitazioni e stimoli di portata non soltanto locale, che impartisce un insegnamento volto a sviluppare una solida competenza di base, ad esercitare le capacità critiche e la sensibilità di coloro che scelgono quest’ambito di studio, a dare spazio alle abilità personali, integrandole in un contesto pratico e professionale. Il CSIA offre corsi regolari seguendo il calendario scolastico cantonale. La formazione avviene in aula e in laboratorio e prevede l’integrazione di materie teoriche con materie artistiche e pratiche. Il corpo insegnante comprende docenti a tempo pieno e docenti a tempo parziale, professionisti che mantengono uno stretto contatto con la realtà delle imprese o che operano in specifici ambiti artistici».

Chi esce dal CSIA quali possibilità ha di proseguire negli studi?

«Il CSIA prevede diversi percorsi formativi, in costante adeguamento secondo le necessità del mercato. L’ottenimento della Maturità professionale o della Maturità artistica apre le strade agli altri istituti di formazione superiore, quali il Dipartimento Ambiente Costruzioni Design della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (DACD-SUPSI), le altre Scuole universitarie professionali svizzere e le Accademie di belle arti. Le possibilità di proseguire gli studi all’estero dipendono dalle specifiche condizioni di ammissione degli istituti prescelti. Inoltre, i titolari di Attestati federali di capacità nelle professioni delle arti applicate possono proseguire la loro formazione nel web design, nella computer animation e nell’industrial design presso la Scuola specializzata superiore (SSS_AA) con sede proprio al CSIA o presso altri istituti di livello terziario non universitario, in Svizzera».

Da un punto di vista pratico e concreto, quali sono gli ambiti professionali verso cui si rivolge la formazione del CSIA?

«La nostra ambizione è quella di una formazione di base indirizzata a coprire il maggior numero di “mestieri” che si collocano nel grande ambito del design e dell’arte applicata. Così, per esempio, chi si indirizza verso la creazione di tessuti può trovare un’occupazione nell’ambito della moda lavorando in proprio oppure in laboratori artigianali. Quasi sempre è contemporaneamente ideatore, esecutore ed anche promotore del proprio prodotto. La progettazione dei tessuti comprende, oltre all’elaborazione di schizzi e disegni, la ricerca di materiali, colori e intrecci appropriati attraverso vari procedimenti tecnici, in alcuni casi avvalendosi anche del computer. Altra professione, in questo ambito è quella del tecnologo tessile (design) per prodotti che vanno dall’arredo all’abbigliamento. Si tratta di una figura professionale importante perché progetta e realizza il disegno su carta di quanto verrà stampato su tessuto. Un percorso formativo “storico” della scuola è quello che prepara al lavoro di grafico, con l’apprendimento delle basi della comunicazione visiva. La realizzazione di un prodotto grafico necessita infatti di una somma di competenze in diversi settori: conoscenze di percezione e comunicazione visiva, tecniche di stampa, disegno digitale, applicazioni di teoria del colore, basi di storia dell’arte, illustrazione, fotografia e altro ancora».

Un’attenzione particolare della scuola è rivolta alle nuove professioni legate anche all’informatica…

«Infatti. Di recente abbiamo introdotto un percorso didattico di base per diventare Interactive media designer, con l’applicazione delle basi della comunicazione visiva al mondo digitale dell’interattività multimediale, al fine di poter operare in qualità di progettista nel campo della grafica digitale, dell’illustrazione 2D e 3D, della fotografia, della grafica per il video e per le applicazioni fondate sulla tecnologia della rete».

Altri ambiti professionali a cui preparate gli allievi?

«Abbiamo il Disegnatore con orientamento in architettura d’interni, cioè un collaboratore tecnico e creativo dell’architetto di interni in grado di collaborare a progetti di arredo, elaborare piani esecutivi e di dettaglio mediante programmi CAD, ed eseguire schizzi, prospettive e rendering digitali. E, ancora, il Pittore di scenari, nel qual caso l’arte visiva si abbina alla scenografia. È una professione dove si impara a padroneggiare le tecniche di pittura (antiche e nuove) applicandole nell’ambito scenico, per allestimenti teatrali, studi televisivi, riprese e filmati. Il diplomato è in grado di eseguire lavori di decorazione murale ex-novo, anche di grande formato, conoscendo la peculiarità degli “stili decorativi storici” e valorizzando al meglio ambientazioni e soggetti. Non ultimo, il Decoratore 3D, con un corso si cui si formano i professionisti nell’ambito dell’allestimento di punti vendita e di stand, nonché della comunicazione promozionale, unendo la conoscenza delle tecniche tradizionali (disegno, pittura, costruzione di modelli ecc.) alle applicazioni digitali».

Nell’ambito del CSIA è operativa anche la Scuola cantonale d’arte. Di che cosa si tratta?

«Il Liceo artistico del CSIA – che ha come finalità prioritaria la preparazione per l’accesso alle Accademie di Belle Arti e alle Scuole Superiori d’Arte – da settembre opera come Scuola cantonale d’arte (risoluzione governativa del 18 marzo 2014). Questa trasformazione comporta un nuovo curriculum di tre anni più uno: alla fine dei tre anni una prima sessione di esami permetterà allo studente di ottenere un Certificato di cultura generale; al termine dell’anno successivo egli potrà conseguire il titolo di Maturità specializzata artistica e il titolo di Maturità artistica di diritto cantonale. L’originaria Maturità artistica di diritto cantonale viene conservata con gli accessi, per esempio, all’Accademia di Architettura di Mendrisio (condizionata a un colloquio e a un esame di matematica), alla Facoltà di Scienze della Comunicazione di Lugano (con colloquio), alla Facoltà di Teologia di Lugano e al suo Istituto di Filosofia Applicata (con colloquio e iscrizione ai corsi di latino e greco)».

Al di là dell’organizzazione della didattica, quali sono i punti di forza della vostra scuola?

«Alcuni dati accertati stanno a dimostrare la qualità della nostra formazione di base: il 70% dei diplomati di primo livello sceglie di proseguire gli studi e il tasso di entrata nel mondo del lavoro aumenta notevolemente in seguito a una specializzazione superiore. Questo elemento è confermato da decine di operatori economici con cui abbiamo continuativi rapporti e che accolgono già nella fase formativa i nostri allievi per stages nelle loro aziende. Anche il lavoro di diploma della nostra Scuola specializzata superiore (SSS_AA) è spesso concordato con le aziende che ci affidano un mandato specifico. Tutto ciò dipende in buona parte dalle serietà con cui siamo arrivati a definire dei profili professioni che corrispondono alle esigenze del mercato del lavoro, a livello cantonale e non solo».

Si può dunque dire che negli anni il CSIA è riuscito a raggiungere un proficuo equilibrio tra una solida preparazione teorica e una cultura generale da un lato e una marcata operatività dall’altro…

«Questo almeno è il nostro obiettivo. Smentendo un certo luogo comune che vuole una scuola d’arte un luogo dove si sviluppa una creatività fine a sé stessa, crediamo invece che i talenti naturali che molti ragazzi hanno debbano essere coltivati con il metodo, l’applicazione e un’educazione al confronto con le persone e con la realtà all’interno della quale siamo tutti chiamati ad operare. Il problema non è tanto quello di avere delle idee buone, ma di stimolare i ragazzi ad esprimerle e a metterle in pratica».

Possiamo chiudere questa intervista dando alcune notizie riguardo all’esperienza professionale che l’ha portata alla guida del CSIA?

«Mi sono laureato nel 1986 al Dams di Bologna, ho conseguito un Master of advanced studies in gestione della formazione all’USI, sono diplomato quale insegnante di Scuola specializzata superiore. Ho 12 anni di esperienza nella comunicazione bancaria e 10 anni di attività quale consulente di comunicazione. Dal periodo dei miei studi mi occupo di sistemica della comunicazione e analisi del coordinamento dell’immagine, di strategia di mercato, di semiologia e metodologie progettuali creative, nonché di cura delle relazioni umane e comunicazione interpersonale. Al CSIA sono approdato nel 1997, poi nel 2008 ho assunto l’incarico di vice direttore e quindi direttore a partire dall’anno successivo. Dal 2015 sono Presidente della Conferenza dei Direttori delle Scuole svizzere di arte applicata, Swiss Design Schools».