È stata presentata la Facoltà di scienze biomediche dell’Università della Svizzera italiana. Il Segretario di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione Mauro Dell’Ambrogio, il Rettore dell’USI Boas Erez e il Decano della Facoltà Mario Bianchetti hanno illustrato nel dettaglio la struttura della nuova Facoltà, presentando insieme ai rappresentanti delle istituzioni che collaborano al progetto il primo nucleo dei professori e il percorso formativo a livello sia di Bachelor sia di Master.

Il Segretario di Stato ha sottolineato il determinante contributo su scala federale di 100 milioni per gli anni 2017-2020, destinato a incoraggiare l’aumento dei posti di studio in medicina umana con l’obiettivo di raggiungere 1’350 nuovi medici formati annualmente in Svizzera a partire dal 2025. Per il Rettore dell’USI la nuova Facoltà di scienze biomediche rappresenta un lievito di particolare valore per la Svizzera italiana, in tre direzioni: sul piano della formazione, contribuendo allo sforzo di formare più medici; sul piano della ricerca, raggruppando e coordinando attività di grande valore scientifico sviluppate in Ticino già da alcuni decenni nel campo della biomedicina; sul piano dell’innovazione, favorendo lo sviluppo del territorio e rafforzando i legami con il settore farmaceutico della Svizzera italiana e quello della ricerca traslazionale biomedica. Il ruolo della Facoltà è in sostanza di aggiungere «lievito» a questo impasto già esistente per farlo crescere a livello universitario.