Quando si sente per la prima volta l’esigenza di un telefono mobile, di quello che poi sarebbe diventato il natel?
Corre l’anno 1951 quando alcuni imprenditori ed enti pubblici di Zurigo, spinti dalla necessità di poter comunicare con i loro mezzi mobili esterni, danno vita a una rete locale di comunicazione senza filo.
L’apparecchio in esposizione al Museo della Radio è uno dei primi istallati su un veicolo. Si tratta di un normale apparecchio con il classico disco numerico della rete fissa, per la chiamata di un numero di telefono che, via radio, va a collegarsi alla rete telefonica delle PTT (Amministrazione delle Poste Telefoni e Telegrafi).
Questa necessità era dettata dallo sviluppo della grande città, sotto l’impulso generato dall’aeroporto di Kloten. Da ricordare che Swissair nel 1948 mise in servizio la prima pista per i collegamenti aerei con l’estero. Da quel 1951 gli utenti della rete privata zurighese aumentano fino a raggiungere nel 1978 le circa 400 unità. Considerato il progresso e confermatasi la necessità, i tempi erano maturi per un intervento da parte delle PTT.
PTT e rete NATEL
Nel 1978 inizia, da parte delle PTT, la costruzione su tutto il territorio della Confederazione, della rete denominata NATEL A. La frequenza di 159 MHz garantiva una buona propagazione a distanza, senza dover costruire tante stazioni ricetrasmittenti. Nessuno immagina lo sviluppo che seguirà. Si pensa al traffico veicolare e pertanto nasce la denominazione elvetica NATEL, NAtionales Auto TELephon. Il successo è scontato. Nel 1982, raggiunti i 5500 abbonati, la rete A è satura. Viene allora raddoppiata con la rete B che nel 1987 è satura con un totale di 11’000 utenti, con conversazioni limitate a 3 minuti. Con il raddoppio della rete appaiono, seppur ingombranti e pesanti, i primi apparecchi portatili.
La rete NATEL C
Per la storia ricordiamo che la nascita del telefonino a uso personale viene attribuita a Martin Cooper, un ingegnere 44enne di origine ucraina impiegato presso la ditta Motorola a Schaumburg, Illinois, Chicago, USA. Fece il primo esperimento il 3 aprile del 1973. Solo il 21 settembre del 1983 Motorola ottenne l’autorizzazione a produrre il telefonino Dyna TAC 8000x, il primo telefono mobile del mondo a essere commercializzato. Circa un kg di tecnologia al costo di 3’995 dollari!
Considerata l’evoluzione inarrestabile e la saturazione del sistema A e B, nel 1988 le PTT iniziano la costruzione della rete analogica NATEL C, sulla frequenza dei 900 MHz. L’impulso dell’aeroporto di Kloten c’entra ancora quando le PTT mettono in servizio la rete Natel C: viene infatti adottato il sistema analogico NMT-900, Nordisk Mobil Telefoni, in uso nei paesi nordici dai quali proviene la maggior parte dei passeggeri. Quelle persone, giunte a Zurigo, non potevano più comunicare con il loro telefonino, che in quei Paesi era realtà già dal 1981.
Il mercato nordico era sostenuto dalla ditta Nokia, Tampere, Finlandia (nata nel 1865 da una piccola industria del legno e della carta e morta nel 2007), purtroppo non più in grado di reggere alla concorrenza delle grandi ditte, affermatesi nel mondo dell’invenzione e del progresso dei sistemi dal 2G al 5G.
La rete NATEL D
L’avventura Natel C dura poco. Il sistema analogico, poco capace e macchinoso, viene ben presto superato dal GSM, (Global System for Mobile Communications), standard di seconda generazione. Già nel 1993 parte la realizzazione della rete digitale Natel D. Sulle stesse frequenze, una dopo l’altra, vengono sostituite tutte le stazioni di base, dapprima sugli assi principali di circolazione e poi su tutto il territorio.
La data del 1° gennaio 1998 deve essere considerata storica. Termina infatti qui il monopolio delle PTT. L’Amministrazione federale delle PTT, divenuta poi Azienda federale delle PTT istituita nel 1920, dopo 77 anni di servizio pubblico segna il passo. Nasce la Posta. La T del telegrafo caduto in disuso e chiuso nel 1999 è dimenticata, la T dei telefoni viene ripresa dalla nuova Swisscom SA che si occupa delle telecomunicazioni.
Nel libero mercato della telefonia mobile si affacciano le Aziende Orange SA di France Télécom e diAx CH. Dopo alcuni assestamenti all’inizio degli anni 2000, il libero mercato della telefonia mobile vede impegnati in Svizzera i gestori di rete:
- Swisscom SA con sede a Worblaufen,
- Salt SA con sede a Renens,
- Sunrise Sagl con sede a Opfikon,
- Aprono pure i negozi di Mobilezone AG con sede a Rotkreuz, specialisti indipendenti per accessori e consulenze di ogni genere.
Degno di nota il fatto che con l’introduzione di un nuovo sistema tariffario (2017), il termine prettamente elvetico di NATEL non comparirà più nella corrispondenza di Swisscom SA. Rimarrà ancora, per parecchio tempo, di certo nel gergo popolare in quanto radicato da 40 anni in tutto il Paese, vale a dire dall’inizio del NATEL A nel 1977. Un pezzo di storia che, come altri, resterà a ricordare un’altra conquista nel cammino del progresso.
In questo scenario di concorrenza e collaborazione evolve la telefonia mobile in Svizzera. Al museo da vedere il primo telefonino con ricezione di televisione costruito nel 2006. Il progresso vede applicato su scala mondiale il protocollo 5G, in servizio sul territorio della Confederazione dal 2022. Un accessorio divenuto oramai insostituibile per quasi tutte le persone. Non si esce più di casa senza la sicurezza di poter comunicare per qualsiasi emergenza o per qualsiasi bisogno.
Sono da vedere al museo:
- Il primo telefono istallato su un veicolo nel 1951
- Una stazione di base NATEL C (1988-1993), tecnica analogica
- Una stazione di base NATEL D, (dal 1993), tecnica digitale
- Le generazioni dei telefoni portatili, dal NATEL A (1978) in avanti
Biblioteca:
Bollettino tecnico delle PTT anno 1951, N. 5 e N. 10