Un luogo simbolico dedicato alla memoria, ma anche uno spazio per riflettere sul presente e sul ruolo della società civile nei momenti più difficili della storia: è con questo spirito che la Città di Locarno e la Fondazione Federica Spitzer hanno presentato il progetto “Un giardino per Giusy”, iniziativa che porterà alla creazione del Giardino dei Giusti di Locarno all’interno del Parco della Pace.
L’obiettivo è rendere omaggio a donne e uomini del Locarnese che, in epoche segnate da persecuzioni e conflitti, hanno scelto di schierarsi dalla parte della solidarietà e della dignità umana, spesso lontano dai riflettori e senza ruoli istituzionali. Il nuovo spazio sarà inaugurato il 18 settembre 2026, con una cerimonia pubblica seguita da una proiezione cinematografica serale in collaborazione con il Locarno Film Festival.
Il giardino sarà caratterizzato da targhe commemorative e alberi di ulivo dedicati ai Giusti, simboli di memoria e di pace.
Un progetto che nasce dallo spirito di Locarno
L’iniziativa si inserisce nel solco di quella tradizione civile e diplomatica che la città sul Verbano rivendica da oltre un secolo. Nel 1925 Locarno ospitò infatti la conferenza internazionale che portò alla firma del Patto di Locarno, un accordo volto a stabilizzare l’Europa dopo la Prima guerra mondiale e fondato sul principio della risoluzione pacifica delle controversie.
Da quell’esperienza nacque l’espressione “esprit de Locarno”, evocata ancora oggi per indicare una visione basata su dialogo, apertura e cooperazione internazionale. Il nuovo Giardino dei Giusti si propone di alimentare proprio questa eredità morale, ricordando che la difesa della libertà e dei diritti non è soltanto compito delle istituzioni, ma può nascere anche dall’iniziativa individuale e dall’impegno quotidiano delle persone comuni.
In questo senso il progetto non vuole limitarsi a essere un monumento commemorativo, ma diventare uno spazio vivo di riflessione pubblica, capace di stimolare la coscienza civica e offrire alle giovani generazioni esempi concreti di responsabilità e solidarietà.
Il ruolo della società civile nei momenti più bui
Alla base del progetto vi è una convinzione condivisa dalla Fondazione Federica Spitzer: la costruzione della pace non è soltanto il risultato delle decisioni dei governi o dei trattati internazionali, ma nasce anche dalle azioni di singoli cittadini che scelgono di opporsi all’ingiustizia.
Secondo i promotori dell’iniziativa, la storia dimostra come, anche nei periodi più drammatici – dalle persecuzioni politiche alle guerre mondiali – famiglie, associazioni e individui abbiano saputo creare reti di solidarietà capaci di salvare vite e difendere valori fondamentali.
Raccontare queste storie significa quindi restituire visibilità a una dimensione spesso trascurata della memoria storica: quella delle persone comuni che, senza clamore, hanno scelto di agire per il bene degli altri.
I quattro Giusti del Locarnese
Il Giardino dei Giusti di Locarno renderà omaggio a quattro figure selezionate da una commissione di storici e studiosi: Polia Rusca, Lilly Volkart, Luigi “Luisïn” Rusca e Wladimir Rosenbaum.
Queste personalità rappresentano percorsi diversi ma accomunati da una forte tensione etica.
Lilly Volkart
Attivista sociale originaria di Zurigo, negli anni Trenta fondò ad Ascona una struttura per accogliere bambini in difficoltà. Durante la Seconda guerra mondiale il suo Kinderheim offrì rifugio anche a numerosi orfani ebrei e a bambini profughi provenienti dall’Italia.
Luigi «Luisïn» Rusca
Imprenditore e dirigente dell’ospedale La Carità di Locarno, sostenne l’attività antifascista e aiutò con discrezione diversi esuli politici, tra cui il giornalista italiano Filippo Sacchi durante gli anni della dittatura fascista.
Polia Rusca
Medico oftalmologo di origine bielorussa, fu impegnata durante la Prima guerra mondiale in un ospedale da campo della Croce Rossa e, una volta stabilitasi a Locarno, si dedicò alla cura dei bambini e dei rifugiati. Promosse inoltre corsi di assistenza sanitaria nelle valli ticinesi e sostenne il movimento per i diritti delle donne.
Wladimir Rosenbaum
Avvocato e intellettuale di origini russo-ebraiche, trasformò la propria residenza a Comologno in un luogo di incontro per artisti e oppositori dei regimi totalitari europei. Tra gli ospiti della sua casa figuravano scrittori e intellettuali antifascisti e antinazisti, che trovarono in Ticino un rifugio e uno spazio di confronto culturale.
Un ciclo di incontri per raccontare le loro storie
Prima dell’inaugurazione ufficiale del giardino, il pubblico potrà approfondire le biografie dei quattro Giusti attraverso una serie di conferenze pubbliche che si terranno nella Sala del Consiglio comunale di Locarno tra marzo e maggio 2026.
Il calendario prevede:
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24 marzo 2026: incontro dedicato a Lilly Volkart
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15 aprile 2026: conferenza su Luigi “Luisïn” Rusca
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6 maggio 2026: appuntamento su Polia Rusca
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28 maggio 2026: serata dedicata a Wladimir Rosenbaum
Gli incontri saranno accompagnati dagli interventi di storici e studiosi che illustreranno il contesto storico e il significato delle loro azioni.
Il secondo Giardino dei Giusti in Svizzera
Quello di Locarno sarà il secondo Giardino dei Giusti realizzato in Svizzera, dopo quello inaugurato nel 2018 a Lugano sempre su iniziativa della Fondazione Federica Spitzer e della Città.
La fondazione, nata per custodire l’eredità morale di Federica Spitzer – sopravvissuta al lager di Theresienstadt e testimone attiva della memoria dell’Olocausto – promuove progetti educativi e culturali dedicati al tema delle persecuzioni e dell’impegno civile contro ogni forma di oppressione.
Tra le iniziative figura anche una piattaforma didattica rivolta alle scuole ticinesi dedicata alle vite dei Giusti, che dal prossimo autunno ospiterà anche i profili dei Giusti di Locarno.
Un luogo della memoria rivolto al futuro
L’idea di Un giardino per Giusy nasce dalla volontà di tradurre la memoria storica in un gesto concreto e visibile nello spazio urbano.
Il Giardino dei Giusti non sarà soltanto un omaggio al passato, ma anche un invito rivolto alla cittadinanza: ricordare che, anche nei momenti più oscuri della storia, ogni individuo può contribuire a difendere la libertà, la dignità umana e la convivenza civile.
Un messaggio che Locarno – città che nel corso dei secoli ha accolto esuli, rifugiati e perseguitati – intende continuare a trasmettere alle generazioni future.
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