Le elezioni federali del 2019 e le precedenti amministrative in Ticino hanno fatto aprire un’ampia serie di quesiti sulla politica nazionale.
Domenica si torna alle urne e lo si fa con un anno di ritardo, dopo che nel 2020 il covid aveva reso impossibile organizzare le votazioni.
Questa sarà quindi una legislatura breve, di soli tre anni, eppure i risultati delle città maggiori – che sempre a causa della pandemia arriveranno non prima di martedì 20 –  potrebbero dare indicazioni precise sugli umori della popolazione.

La partecipazione

Nonostante il Ticino sia uno dei cantoni con maggiore affluenza alle urne, soprattutto se paragonato a quelli della Svizzera tedesca, gli amministratori temono una scarsa affluenza. L’ulteriore spinta in avanti del voto per corrispondenza potrebbe mitigare i timori legati alla pandemia, ma il numero di voti totali darà un’idea dell’interesse della popolazione verso la scelta di chi l’amministra, del senso di fiducia o al contrario del disincanto.

L’ondata verde nazionale

Le elezioni federali del 2019 hanno messo in mostra quella che sui giornali abbiamo chiamato “ondata verde”, con il partito ambientalista che ha visto aumentare di molto il suo consenso. Oggi le elezioni in Ticino potranno smentire o consolidare questo dato, specialmente a partire dalle grandi città, dove l’attenzione a questi temi sembra più forte.

Gli effetti della pandemia da covid 19

Cosa aspettarsi da queste elezioni rispetto alle precedenti? In tutte le grandi città (lo vedremo nel dettaglio) i sindaci tentano di conservare il ruolo e si ricandidano. La domanda è – al di là dei risultati raggiunti o disattesi dai primi cittadini durante l’intero mandato – quanto peserà la pandemia sulla scelta degli elettori una volta entrati nel seggio. I cittadini tenderanno ad astrarre il momento storico e giudicare il politico in senso genarle? O al contrario, peseranno le sue scelte riguardo alla gestione della pandemia? E ancora, la paura e gli effetti della crisi economica legata al covid 19 porteranno gli elettori a radicalizzare le proprie posizioni?

Le alleanze

Mentre l’alleanza Lega/Udc non è in discussione in nessun seggio, Verdi e Socialisti non si presentano ovunque insieme e questo di certo potrebbe non favorire la sinistra. Qualche problema però c’è anche dall’altra parte e queste elezioni saranno un forte segnale per capire se l’alleanza di destra è destinata a veder cambiare i suoi rapporti interni, con l’UDC che anche in Ticino aumenta i suoi consensi, in questo caso rispetto alla Lega, e che potrebbe avere dalla crisi economica legata alla pandemia un’ulteriore spinta.
Queste elezioni amministrative saranno anche utili per capire la tenuta del Partito Liberale, che nelle federali 2019 aveva perso consensi: storicamente il più forte, ha avuto negli ultimi tre anni non pochi scossoni.

Le città

  • A Lugano il sindaco uscente Marco Boradori sfida l’ex consigliere nazionale del Partito Popolare Democratico Filippo Lombardi, che ha perso il seggio nel Consiglio Nazionale e cerca di assicurare un posto alla sua coalizione in Comune.
  • A Mendrisio il sindaco uscente Samuele Cavadini del Partito Liberale Radicale si ricandida. Il plausibile avversario sarà Paolo Danielli, ora vice sindaco e che rappresenta Democratici e Verdi. Impossibile fare una previsione in questa città che negli anni ha cambiato spesso amministratori (e colori).
  • A Locarno invece il finale sembrano scontato, perché mentre Alain Scherrer, sindaco uscente, si presenta con una coalizione compatta, i socialisti arrivano al voto divisi.
  • A Chiasso nessuna sorpresa: il sindaco uscente Bruno Arrigoni (PLR) sfida la sua vice, Roberta Pantani della Lega.
  • Particolare il caso di Bellinzona, dove siamo soltanto alla seconda elezione dopo il nuovo assetto politico/territoriale. Il Primo Cittadino Mario Branda dell’Unità di Sinistra non sarà sfidato dal suo vice Andrea Bersani, ma l’avversario di riferimento resta il PLR.
  • Tra i comuni più piccoli, diverse le tacite elezioni.
    Anche a Paradiso – che piccolissimo non è – è stato raggiunto l’accordo per evitare il voto e riconfermare il sindaco Ettore Vismara, grazie alla cessione di un seggio, facendo rientrare in municipio la coalizione Ps/Verdi grazie a Marco Foglia, medico chirurgo e con già esperienza in politica. Vismara ha più volte dichiarato che questa scelta arriva per la volontà di garantire continuità e forza al municipio, in questo momento di criticità economica, sanitaria e sociale.

Ecco le modalità di voto e di spoglio.