Se n’è andato a causa di un male incurabile Paolo Grandi, uno dei personaggi più competenti e preparati sui temi della comunicazione e della cooperazione internazionale in Ticino, un pioniere delle pubbliche relazioni.
Amato e conosciuto in tutta la regione per il suo approccio nuovo alle comunicazioni, per il suo impegno nei rapporti diplomatici italo-svizzeri, ma anche per la sua passione e le sue competenze rispetto al mondo enogastronomico, Paolo ha lasciato un segno indelebile sul pensiero ticinese contemporaneo.
Paolo Grandi e l’associazione Carlo Cattaneo
Il 7 febbraio 1992, Paolo Grandi sostenne un gruppo di persone di cultura – formato da cittadini italiani e svizzeri – nel fondare l’associazione Carlo Cattaneo.
Paolo ha sempre avuto contatti stretti e preziosi con il Consolato d’Italia a Lugano e nel suo operato si è ispirato appunto a Carlo Cattaneo, filosofo e pensatore illuminista del Belpaese, esiliato in Svizzera, prendendolo a modello per la sua prospettiva federalista.
L’associazione fu avviata da subito con l’obiettivo di far conoscere meglio le reciproche potenzialità e le realtà culturali, politiche ed economiche di Italia e Svizzera e ha portato all’organizzazione in questi 30 anni di centinaia di dibattiti e conferenza.
Insomma, se ne va un uomo che credeva nella cooperazione, un pensatore che vedeva nello scambio dialettico e culturale fra i popoli uno strumento di buona politica.