Nel giro di qualche anno lei è diventato uno degli uomini simbolo della RSI, guadagnandosi la prima serata. Quali sono le caratteristiche che le hanno permesso di fare questa bella carriera?

«Innanzitutto sono una persona molto curiosa e questo mi ha permesso in fretta di acquisire una certa conoscenza in tutti gli ambiti. Poi gli anni in cui ho giocato a calcio da professionista hanno assecondato e aiutato a crescere alcuni aspetti del mio carattere: la massima correttezza nei confronti dei compagni e degli avversari, la voglia di vincere, il rispetto delle regole, tutti insegnamenti che ho portato con me prima in radio e poi in Tv. Questo mi ha permesso di creare dei rapporti stabili e proficui. Anche perché non avevo agganci particolari, sono partito dall’ultimo gradino della scala, grazie a un concorso a cui non pensavo neanche di partecipare».

Poi però qualcuno l’ha convinta…

«Era il 2002, Rete Tre aveva indetto questo concorso per nuove voci ma io non intendevo partecipare: sapevo che i concorrenti sarebbero stati centinaia, io non avevo esperienza e anche dal punto di vista tecnico non potevo avvalermi di registrazioni professionali. Ma mia madre (ebbene sì, è tutta colpa sua) mi convinse, dopo tutto non avevo nulla da perdere, disse, e lei era veramente convinta che potessi farcela, credeva in me. Usai un vecchissimo registratore e come sempre nella vita ci fu anche l’intervento di un pizzico di fortuna perché Enrico Carpani mi raccontò di essersi incuriosito per questa cassettina che vide sulla scrivania e di averla voluta ascoltare. La mia carierà è iniziata così».

Fino ad ora, qual è il momento di questa bella carriera che le ha dato più soddisfazione?

«Sicuramente la mia partecipazione alle trasmissioni legate al campionato del mondo di calcio Russia 2018 e poi il fatto che la RSI abbia deciso di puntare su di me per la prima serata, anche in contesti lontani dalla mia esperienza sportiva. E pensando alle cose belle che ho fatto in questi anni o che sto per fare, mi riempio di gratitudine nei confronti delle persone che mi hanno dato fiducia: Carpani come si diceva, Maurizio Canetta, Milena Folletti, Marco Bazzi».

Qual è il motivo per cui le è stata data tanta fiducia, anche fuori dal suo naturale contesto?

«Credo di essere riuscito negli anni a muovermi su diversi ambiti – dalla cronaca, alla politica, allo sport appunto. Di certo l’esperienza in radio ha premiato, saper usare la voce è fondamentale. E poi la capacità di andare in diretta e a braccio e anche una mia caratteristica innata, che mi aiuta molto in generale nella vista e che sicuramente mi ha aiutato ad avere questo ruolo: una memoria da elefante».

A partire da settembre, tante trasmissioni diverse.

«Il 7 di settembre siamo partiti in prima serata su RSI LA 1 con la trasmissione FuoriClasse: 3 sabati sera, condotti da me e da 17 bambini. Insieme abbiamo intervistato personaggi famosi ed è stato sorprendente vedere quanto questi piccoli possano porre dei quesiti acuti e a volte persino imbarazzanti per un adulto. Si è trattato di una produzione in grande stile, registrata nell’Auditorium della Radio a Besso e anche la nostra band era composta da bambini. Il desiderio che ci ha mosso era quello di riportare su LA 1 il vero varietà, che secondo me manca da molti anni, un varietà di alto livello contenutistico e formale che possa essere apprezzato da tutto il pubblico. In pratica una TV fatta dai bambini per gli adulti. Sempre il sabato sera, dalla prima settimana di ottobre, porteremo in prima serata sei puntate in cui saranno con me sei personaggi famosi, ai quali chiederemo di fare un mestiere completamente diverso da quello che fanno: ci sarà da divertirsi, per le situazioni veramente bizzarre che si andranno a creare! Poi ritornerà la mia presenza il martedì in Borotalk e poi di nuovo in radio, cosa di cui sono estremamente fiero, con Barstort, sempre tra il serio e il faceto».

Con una carriera così, è difficile domandarle se ha altri progetti che vorrebbe vedere realizzati.

«In realtà ce ne sono, e tanti. In primo luogo, mi piacerebbe aprire una nuova stagione di Politicamente scorretto, perché ho in mente alcuni personaggi che si presterebbero volentieri a fare gli ospiti e una serie di domande che credo possano essere interessanti per il pubblico. Poi sarebbe divertente fare un reality in cui io sono l’unico concorrente e mi viene domandato di mettermi in una situazione difficile: la giungla, gli 8000 metri, una fattoria tradizionale nel Nebraska, piuttosto che girare l’America facendo il coast to coast con 10 dollari nel portafoglio.
E poi un sacco d’altro. Mi piacerebbe creare la prima vera trasmissione su Istagram della RSI, una volta nella vita recitare in un film».

Beh, considerando quanto in fretta si realizzino i suoi obbiettivi, appuntamento su Ticino Welcome fra un anno per lanciare l’uscita del suo primo film da protagonista!