Prima esperto attivo nella finanza internazionale, poi coach e formatore capace di scoprire e valorizzare le risorse di un autentico leader. Come si conciliano queste due anime nella vita di Gerardo Segat?

«C’è una parola che li unisce più profondamente di quanto si possa pensare: cambiamento. A governare le mie decisioni, infatti, è il desiderio di spingermi oltre e la capacità, la volontà e il coraggio, in ambito personale e professionale, di uscire dalla mia area di comfort, anticipando le evoluzioni del contesto, andando alla continua ricerca del lato positivo e costruttivo delle avversità, facendo emergere e assecondando le mie aspirazioni, abilità e interessi distintivi».

Possiamo riassumere quali sono state le principali tappe di questo percorso?

«Una formazione universitaria alla Bocconi di Milano e alla HEC di Parigi. Nel 1994 mi sono trasferito a Londra e a 26 anni sono diventato consigliere di Chiltern Group, una delle principali società di consulenza fiscale internazionale, allora di proprietà del gruppo UBS. Nel 2000 ho ottenuto il Master of Laws (LLM) presso la LSE, con una tesi pubblicata sulla rivista European Taxation. Una prima spinta al cambiamento è stato il mio desiderio di un’esperienza imprenditoriale e a 29 anni ho fondato il Gruppo T&F, divenuto poi un multi-family office con una decina di uffici dislocati in varie parti del mondo, più di 300 dipendenti e leader a livello internazionale nell’offerta di servizi di consulenza fiscale, legale, contabile, amministrativa e finanziaria a clientela privata».

In quegli anni di cosa si è occupato?

«Della supervisione amministrativa e finanziaria del gruppo, dell’apertura degli uffici a Dubai, Doha e Lugano, dell’avvio delle attività di gestione patrimoniale e dello sviluppo della clientela internazionale. Ho, inoltre, scritto articoli e sono stato relatore a diverse conferenze a livello internazionale e guest lecturer alla LSE».

Ecco emergere allora la sua vocazione all’insegnamento e alla formazione…

«Un impulso si è avuto nel 2013 quando sono diventato membro di YPO – Young Presidents’ Organization, la principale organizzazione mondiale di leader e CEO, 30.000 membri in 140 Paesi, di cui sono consigliere in Italia con delega al programma formativo e prossimo presidente. Sono, inoltre, membro dal 2017 del comitato esecutivo del YPO Change Makers Club, un gruppo ristretto di relatori internazionali ritenuti ispiratori di significativo cambiamento personale e professionale. La costante frequentazione e ispirazione ai massimi livelli e l’approfondimento delle tematiche relative alla formazione dei leader nel contesto mondiale hanno costituito un forte incentivo ad una nuova sfida professionale, un lavoro su misura e in linea con i miei valori, che sfruttasse a pieno tutte le mie qualità e la mia esperienza e che avesse un importante contenuto umano».

Come definirebbe, quindi, la sua attuale attività?

«Dopo essermi riqualificato come professional coach alla Erickson International, oggi ricopro, come indipendente, il ruolo di leadership coach e mentor a livello internazionale. Mi rivolgo a leader con un ruolo di influenza: personalità pubbliche o di spicco, imprenditori, professionisti, uomini d’affari, dirigenti, accademici, personaggi del mondo dei media, dello sport e dello spettacolo. Gli individui, le loro famiglie e aziende. La mia missione è far emergere il grande e, soprattutto, il significativo nella loro vita. Attraverso un percorso personalizzato di autenticazione di scopo, missione, visione, identità, valori e strategia che massimizzi potenzialità, consapevolezza e perseguimento dei propri obiettivi. Ed è giunto nuovamente il momento di cambiare, di evolvere».

In che modo?

«Nella mia vita professionale ho sempre rivolto lo sguardo all’estero. Oggi, da naturalizzato svizzero e ticinese, voglio riportarlo qui, ai ticinesi e agli stranieri presenti in Ticino spesso solo marginalmente coinvolti, portando tutto il know-how acquisito e l’esperienza accumulata a livello internazionale, da un punto di osservazione sul mondo privilegiato e unico per la piazza».

Per evolvere nel suo lavoro lei ha creato Preludes: di che cosa si tratta?

«Preludes è una collezione di esperienze mirate di coaching per leader, per le loro famiglie e le loro aziende al fine di apportare cambiamento significativo, personale e professionale, in modo originale e creativo. Ogni esperienza, infatti, racchiude in sé uno strumento, un’idea particolare che accelera e rende più incisivo il miglioramento che segue: un motto, un dibattito, un micro-forum, un intervento, un affiancamento silenzioso, un modello di incontro, un metodo trasformativo sono alcuni esempi. In breve, Preludes invita il leader a essere individuo straordinario, a connettere l’essere leader all’essere umano e a rispondere alle tre forze trainanti della leadership: l’Eccellenza delle azioni, prestazioni, conoscenze e abilità; l’Autenticità rispetto ai propri valori, identità, missione e anche alle proprie emozioni e fragilità personali; lo Scopo, il fine ultimo dell’individuo, che esula e va oltre se stesso e i propri cari. Tre parole magiche, tre fondamenti, presenti nelle esperienze in privato e quelle in un pubblico mirato di leader».

Il grande pubblico, anche ticinese, ha avuto modo di vivere le sue esperienze che avvengono secondo formule uniche e particolari…

«Vebate è un format originale di dibattito pubblico su temi attuali significativi, per i leader di oggi creativi, consapevoli, curiosi e collaborativi. Che ascoltano e vanno oltre al proprio interesse e che, in un confronto, valorizzano la realtà condivisa, l’umiltà dell’incertezza e la distinzione tra idea e identità della persona. Un modus-luogo creativo, arricchito da un’attivazione sensoriale, dal movimento dei dibattenti e da uno specifico meccanismo di votazione, dove le opinioni si incontrano e empaticamente si confrontano, le convinzioni cambiano, le persone evolvono, facendo da preludio a decisioni consapevoli, autentiche e altruistiche. Be Extraordinary Individuals è un intervento toccante e di grande impatto che invita ad essere profondamente autentici e che ha ispirato leader di mezza Europa in aziende, associazioni, eventi pubblici e scuole. Un’esperienza formativa sulla leadership da vivere».

A proposito di leader e di scopo, lei pone una grande attenzione alla formazione e allo sviluppo dell’ecosistema economico e sociale ticinese. Con quali prospettive?

«Quelle di una persona che pensa in grande. E tale è il progetto che ho concepito e battezzato con un nome da accogliere di questi tempi: Meraviglia. Il Progetto Meraviglia mira ad un Ticino rigoglioso, attraente e importante, dove fioriscono attività economiche e non, famiglie, leader eccellenti, iniziative e opportunità. La missione è, quindi, di arricchire e far evolvere la leadership ticinese in tutti gli ambiti, quella attuale e quella futura, umanizzandola, valorizzandone conoscenze, competenze e abilità e aprendola ad un’ispirazione internazionale di alto livello».

Un po’ fuori dal coro rispetto al momento, non trova?

«Ho scelto quel nome per i significati e per dare un messaggio: credo esista sempre il lato positivo, in tutto, piccolo e grande, anche nel momento che stiamo vivendo. C’è sempre il sole sopra le nuvole. È stata una chiave di lettura di tutte le avversità che ho incontrato: orfano da piccolo, disturbi di salute, traversie lavorative tra le altre. Se non posso cambiare una situazione, come posso girarla a mio beneficio? Chi cerca trova, aguzzando l’ingegno».

Quale è, quindi, la strategia che sta implementando?

«Multidirezionale e rivolta ai leader per il conseguente effetto decisionale “a cascata”: il leadership coaching/mentoring, Preludes, una visibilità mediatica mirata, un centro formativo e di servizi e un’attività associativa ad alto valore aggiunto e di respiro internazionale».

Cosa intende per visibilità mediatica mirata?

«Intendo, indipendentemente dal canale e supporto utilizzati, attinente allo scopo e alle iniziative del progetto quali Vebate o Be Extraordinary Individuals. O che riguardi Leader Allo Specchio, un mio format di intervista che vedrà la luce prossimamente proprio qui su Ticino Welcome e che porta all’attenzione un modello di leader autentico e umanizzato a cui ispirarsi».

Quali saranno le attività del centro formativo sulla leadership?

«Percorsi, servizi ed eventi. I primi includeranno una summer school per giovani leader e un programma à la carte da cui scegliere con contributi di accademici provenienti dalle migliori istituzioni internazionali. Tra i servizi ci saranno programmi formativi personalizzati per aziende. Agli eventi parteciperanno ospiti selezionati dall’eccellenza internazionale. In formula ibrida, virtuale e in presenza, e con sinergie con la primaria associazione di leader che ho in mente. In tempi di crisi si investe in formazione e i dati attuali a livello globale lo confermano in modo sorprendente».

Che tempi si è dato?

«Le diverse iniziative verranno avviate entro il 2021. Il progetto si sta sviluppando un mattone alla volta, dopodiché, raggiunta in qualche anno una massa critica di leader coinvolti, più rapidamente. Determinazione e perseveranza non mancano e i riscontri sono positivi: l’ambizione e l’opportunità attira, lo scopo coinvolge, la strategia convince, l’ottimismo piace. Benché da me concepito, il progetto è anche di persone che hanno deciso e decideranno di contribuire in vario modo e ruolo, che felicemente accolgo e a cui sono grato. E se anche tu diventassi “portatore” di Meraviglia?