L’accordo tende a garantire la concorrenza leale tra le imprese dell’UE e svizzere che operano nel mercato interno e assicurare la tutela dei diritti dei cittadini dell’UE in Svizzera, compresa la prevenzione della discriminazione tra i cittadini dei vari Stati membri. Il mandato risponde inoltre alle preoccupazioni della Svizzera autorizzando eccezioni limitate all’allineamento alle norme dell’UE nei settori della libera circolazione delle persone, del distacco dei lavoratori e del trasporto ferroviario e stradale.

Contenuti principali

I principali elementi del complesso di misure sono:

  • disposizioni istituzionali da includere negli accordi con la Svizzera relativi al mercato interno vigenti e futuri, che prevedono l’allineamento dinamico all’acquis dell’UE, un’interpretazione e un’applicazione uniformi e la risoluzione delle controversie
  • disposizioni sugli aiuti di Stato da includere negli accordi relativi al mercato interno vigenti e futuri
  • un accordo che consenta la partecipazione della Svizzera ai programmi di ricerca UE
  • un accordo sul contributo finanziario permanente della Svizzera alla coesione sociale ed economica nell’UE quale controparte alla sua partecipazione al mercato interno
  • il rilancio dei negoziati relativi ad accordi in materia di energia elettrica, sicurezza degli alimenti e salute.

Accanto a questi obiettivi strategici, grazie alla pressione esercitata dagli ambienti bancari elvetici, è stato inserito anche un Dialogo tra autorità svizzere ed europee riguardanti il libero accesso per i servizi finanziari transfrontalieri. A tal riguardo le aspettative sono molto prudenti, in quanto la legislazione europea tende a restringere le condizioni poste a Paesi terzi. Tuttavia, con un po’ di buona volontà e con uno spirito liberistico di apertura, si potrebbe immaginare una soluzione bilaterale che accontenti entrambi i fronti.

Un buon esempio di collaborazione

Un buon esempio è rappresentato dall’Accordo raggiunto un anno fa con il Regno Unito. Per la prima volta due piazze finanziarie internazionali hanno riconosciuto mutualmente l’equivalenza del proprio regime giuridico e prudenziale in un trattato internazionale vincolante, rendendo possibile e agevolando l’attività transfrontaliera. Contemporaneamente vengono garantite la stabilità e l’integrità del mercato finanziario come pure la protezione dei clienti. L’accordo intende rafforzare la competitività della piazza finanziaria a livello internazionale.

Per consentire e agevolare l’accesso transfrontaliero al mercato è stata mutualmente riconosciuta l’equivalenza del regime giuridico e prudenziale per i servizi finanziari. In aggiunta è stata rafforzata la cooperazione in materia di vigilanza e regolamentazione. Tale equivalenza è stata stabilita mediante verifiche fondate su criteri concordati congiuntamente per la stabilità finanziaria, l’integrità dei mercati finanziari nonché per la protezione dei clienti e degli investitori.

In particolare, l’accordo permette a istituti finanziari svizzeri di fornire servizi finanziari a facoltosi clienti privati (con un patrimonio superiore a 2 milioni sterline) e a clienti professionali nel Regno Unito per via transfrontaliera o nell’ambito di impieghi temporanei in loco. In linea di massima, gli istituti finanziari elvetici possono continuare ad applicare il diritto svizzero. A beneficiare di simili agevolazioni sono in particolare le banche, le società di intermediazione mobiliare, i gestori di patrimoni collettivi, le direzioni dei fondi e i gestori patrimoniali.

Consentire l’esercizio dell’attività transfrontaliera implica l’adozione di una serie di meccanismi di sicurezza, come l’osservanza degli obblighi rendicontazione e di comunicazione. Già oggi i fornitori britannici di servizi finanziari possono svolgere gran parte dell’attività transfrontaliera in Svizzera, soprattutto per i clienti professionali. Quest’aspetto viene esplicitamente stabilito nell’accordo. Inoltre, a determinate condizioni, i consulenti alla clientela britannici possono assistere temporaneamente in loco clienti privati facoltosi in Svizzera senza doversi registrare nel Paese.

Soluzione UE ancora lontana

L’Accordo sottoscritto con il Regno Unito dimostra che con un po’ di volontà politica la cooperazione tra Autorità potrebbe migliorare notevolmente a vantaggio di tutta l’economia. Evidentemente con l’Unione europea, e in particolare con alcuni Paesi, le premesse sono diverse: l’apertura dei mercati di stampo liberistico è spesso confrontata con la difesa dei propri mercati domestici. Il nostro auspicio è che con soluzioni intelligenti e innovative si possa trovare un’intesa che possa combinare gli interessi della piazza finanziaria svizzera con quelli dell’economia europea.

Nel raffronto internazionale, l’accesso al mercato nell’ambito dei servizi bancari e su valori mobiliari a partire dall’UE verso la Svizzera è caratterizzato da un elevato grado di apertura. Per contro, a livello di UE e nei singoli Stati membri dello Spazio Economico Europeo (SEE) esiste attualmente un accesso al mercato praticamente nullo o comunque molto limitato per l’erogazione attiva di servizi bancari o su valori mobiliari di tipo transfrontaliero a partire dalla Svizzera verso l’UE. Peraltro, l’accesso al mercato a livello di UE viene costantemente rimodulato in senso sempre più restrittivo. La normativa attuale limita l’erogazione transfrontaliera di servizi destinati agli investitori UE a una «fornitura passiva di servizi», ovvero che avviene esclusivamente su iniziativa dei clienti stessi.

Al fine di mantenere e ampliare ancora le proprie attività transfrontaliere con la clientela UE, l’«approccio di accesso al mercato specifico all’istituto», ovvero basato su licenza (da un punto di vista normativo), si fonda su una singola registrazione delle banche svizzere interessate presso un’autorità centrale UE (EBA o ESMA) e su un passaporto che consente agli istituti svizzeri registrati su base individuale di fornire attivamente i propri servizi bancari e su valori mobiliari in tutta l’UE / lo SEE. L’accesso al mercato si estenderebbe quindi a tutte le categorie di clientela rilevanti, inclusi i clienti privati, e comprenderebbe l’assistenza dei clienti esistenti nonché la ricerca e l’acquisizione di nuovi clienti domiciliati nell’UE e/o nello SEE.

ABT