La strategia di sviluppo ha tenuto conto dell’opportunità di focalizzare l’attività in campi specifici. L’attività di front-office sarà sempre più diretta all’acquisizione di affari negli ambiti core e all’aumento dell’intensità nelle relazioni con la clientela. Parallelamente, è stata disposta la revisione dei canali di vendita mediante la riorganizzazione della rete degli sportelli e la ristrutturazione di attività e competenze.
Taluni processi saranno programmati e realizzati in un periodo pluriennale. Investimenti informatici di considerevole rilevanza riguarderanno le procedure, ma anche i sistemi centrali, al fine di migliorare l’efficienza e l’efficacia dell’intera struttura, anche a beneficio dei clienti.
«Il progetto di espansione territoriale all’interno della Confederazione – ha spiegato il Presidente della Direzione Generale, Mauro De Stefani – è stato implementato conformemente alla nostra pianificazione. I positivi risultati conseguiti dalla succursale di Neuchâtel hanno indotto l’espansione della nostra presenza nella Svizzera Romanda. È dunque un fatto assodato l’iniziativa di Martigny, nel Canton Vallese, dove a febbraio 2017 è stata aperta una succursale con l’obiettivo di servire una zona interessante e ampia, comprendente tra l’altro i noti comprensori turistici di Verbier e di Crans-Montana, situati a ridosso del confine con i Cantoni di Berna e Vaud. L’articolazione territoriale della Banca, grazie alla nuova dipendenza, sarà costituita da 20 sportelli fisici, ubicati in 7 Cantoni e nel Principato di Monaco, ai quali si aggiunge l’unità virtuale Direct Banking. Il personale della Banca a fine esercizio è di 307 dipendenti (+4 rispetto all’anno precedente)».
Per quanto riguarda più analiticamente il conto economico, i risultati sono stati tra i migliori raggiunti dalla fondazione della Banca. La raccolta da clientela è in linea con le aspettative, pari a CHF 4’780’100’000 (-2%). La diretta è marginalmente cresciuta a CHF 3’112’300’000. La componente indiretta è diminuita fissandosi a CHF 1’667’800’000 (-6%). Per contro, la raccolta di Popso (Suisse) Investment Fund Sicav ha esposto valori stazionari. L’applicazione di regole prudenziali e conservative nel comparto dei crediti alla clientela non ha impedito di ottenere una confortante crescita, in termini sia di masse e sia di ricavi a conto economico.
«Il dato a fine anno – ha concluso De Stefani – al netto degli accantonamenti, risulta pari a CHF 3’723’300’000.- (+6%). La componente ipotecaria ammonta a CHF 3’288’000’000.- (+8%), in larga parte costituita da operazioni per edilizia abitativa. Gli Altri crediti nei confronti della clientela sono risultati pari a CHF 435’200’000.- (-8%), al netto del programmato ammortamento di importanti linee di credito. Il Risultato netto da operazioni su interessi evidenzia una crescita importante, fissandosi a CHF 39’054’000.- (+33%). L’effetto combinato della crescita del portafoglio crediti, del miglioramento del margine e della diminuzione degli accantonamenti rettificativi è stato particolarmente premiante. Il Risultato da operazioni in commissione e da prestazioni di servizio subisce una flessione a CHF 25’130’000.- (-24%), a causa del contesto penalizzante sul mercato obbligazionario e malgrado la buona tenuta delle masse amministrate. Il Risultato da attività di negoziazione e dall’opzione fair value si ridimensiona a CHF 21’851’000.- (-25%), in seguito alla riduzione degli spread di tasso sul mercato interbancario e alla ridotta volatilità del franco svizzero rispetto all’anno precedente. I Costi d’esercizio si confermano in CHF 65’922’000.- (=), grazie a una gestione oculata ed efficace. L’Utile d’esercizio si fissa a CHF 12’068’000.- (-14%)».
sostegno degli obiettivi di sviluppo a medio termine il Consiglio d’Amministrazione ha proposto e l’Assemblea Generale accettato il versamento integrale dell’utile alla Riserva legale da utili.
BPS (SUISSE) ha dedicato l’inserto culturale della Relazione d’esercizio 2016 al celebre architetto ticinese Francesco Borromini (27 settembre 1599 – 3 agosto 1667). Bissonese di origine, all’età di 9 anni si reca, su consiglio di suo padre, presso la Fabbrica del Duomo di Milano presso la quale, durante il periodo di permanenza durato circa 10 anni, acquisirà attraverso un completo apprendistato il notevole bagaglio di conoscenze che gli permetteranno di esprimersi, qualche anno più tardi, attraverso le sue geniali opere architettoniche. Lascia quindi Milano alla volta di Roma dove il giovane architetto trova numerosi cantieri in fermento. Viene subito inserito nel cantiere più importante, quello della Basilica di San Pietro, dove viene apprezzato dalle maestranze per la sua genialità e la qualità dei suoi disegni. Il Borromini ha lasciato in eredità un patrimonio architettonico di enorme rilevanza. Il suo stile, coraggioso, estroso e innovativo, e la maestosità delle sue opere, sono tutt’oggi oggetto di studio e di approfondimento a livello internazionale.