L’obbiettivo è quello di creare un punto di riferimento nel promuovere l’innovazione, testando e implementando nuove tecnologie in modo sistematico e in condizioni reali, nella prospettiva di un miglioramento della qualità di vita e della competitività della città di Lugano.

In quest’ottica, Lugano Living Lab è dedicata allo sviluppo urbano e regionale tramite la realizzazione di progetti propri e di iniziative concrete in un contesto di laboratorio urbano di vita reale. Privilegia quindi quei temi legati al vivere, all’abitare e al lavorare in città come la mobilità, l’educazione, lo sviluppo economico, il risparmio energetico e il turismo. Le tematiche vengono trattate con il coinvolgimento della cittadinanza, delle attività economiche, del mondo accademico, di istituti di ricerca e di aziende tecnologiche.

Il settore finanziario ha da sempre un legame molto stretto con la tecnologia che si è andato a rafforzare soprattutto in questo ultimo periodo. In particolare, da quando bitcoin e criptovalute sono divenute una concreta realtà, si è scoperto e imparato a conoscere il potenziale della tecnologia blockchain in molti differenti settori.

Inoltre, dopo il lancio a fine 2020 dell’app MyLugano, del payment token cittadino LVGA Points e la recente creazione di 3Achain, la blockchain istituzionale promossa dalla città, gli NFT sono stati protagonisti di una rassegna tra arte e tecnologia interamente dedicata alla comprensione di questo fenomeno emergente e di grande attualità. Gli NFT (Non-Fungible Tokens) sono un sistema crittografico che consente di fornire delle prove di autenticità e proprietà. Applicati nel campo dell’arte digitale permettono di certificare unicità e rarità di un’opera che, in quanto digitale, è facilmente replicabile o riproducibile, ma che viene per così dire resa rara dalla sua registrazione nella Blockchain. NFT non è quindi l’opera e nemmeno un fenomeno artistico, ma la corrispondente certificazione registrata su blockchain. Si tratta di un cambiamento di paradigma epocale che apre nuovi e interessanti scenari per il mercato dell’arte e che tra i suoi meriti ha avuto quello di liberare un enorme potenziale creativo, fornendo una dimensione a linguaggi, espressioni e grammatiche artistiche finora marginalizzate dal sistema dell’arte tradizionale, grazie a una forte spinta dal basso. Sempre più persone spendono una mole significativa del proprio tempo interagendo con oggetti digitali e questo porterà sicuramente a un cambio di paradigma nella nostra percezione del valore e dell’importanza degli oggetti digitali. Un certificato di autenticità digitale forse sarà più importante di uno cartaceo che attesta la medesima cosa. E in questo forse sta la contraddittorietà degli NFT: essi ci mettono di fronte a questo attaccamento ancestrale alla materialità e al suo possibile superamento.

 Hanno partecipato all’inchiesta:

  • Giacomo Poretti (G.P.), Presidente Ticino Blockchain Technologies Association
  • Michele Ficara Manganelli (M.F.M.), Direttore Esecutivo Swiss Blockchain Consortium
  • Luca Ambrosini (L.A.), CEO e Co-founder di Pepper
  • Paolo Repetto (P.R.), Curatore di De Primi Fine Art
  • Yuri Catania (Y.C.), Fotografo e Art Director

Che ruolo rivestono le iniziative promosse nell’ambito della tecnologia blockchain e delle criptovalute al fine di creare a Lugano un punto di riferimento a livello svizzero e internazionale?

Paolo Repetto

G.P.: «Le diverse iniziative in corso a Lugano e in Ticino hanno lo scopo di stimolare e attirare in Ticino competenze in questo settore chiave per l’evoluzione dell’informatica dei prossimi anni. Non è sicuramente facile diventare un punto di riferimento a livello internazionale, soprattutto considerate le dimensioni del nostro cantone in un settore che a livello globale sta attirano milioni di investimenti. Investire nell’innovazione è sempre stato importante per il Ticino, a maggior ragione rimane quindi importante continuare ad investire nella blockchain, un settore che nei prossimi anni diventerà fondamentale per la crescita economica del territorio.
Per mantenere il Ticino competitivo in questa nuova era di digitalizzazione è fondamentale adattare i sistemi formativi per poter formare le competenze necessarie e attirare aziende in grado di portare in Ticino esperti con elevate competenze in questo settore emergente».

M.F.M.: «Le iniziative promosse nell’ambito della tecnologia blockchain e delle criptovalute rivestono un ruolo fondamentale nell’innovazione di una piazza tipicamente finanziaria come quella Luganese. In un momento di passaggio evolutivo come quello attuale è fondamentale rimanere al passo con le principali innovazioni in termini finanziari che passano attraverso la blockchain ed i suoi derivati quali Cryptovalute, Token, NFT Non Fungible Tokens e Smart Contract. Ricordiamoci sempre che come internet ed il web 2.0, ormai 25 anni or sono, ha rivoluzionato tutto l’ecosistema informativo mondiale, oggi la Blockchain, grazie alla sua decentralizzazione ed al Web 3.0, inizia a configurarsi come il nuovo sistema operativo mondiale che permettendo la possibilità di rivoluzionare il sistema finanziario, toglierà potere alle sconfinate aziende  OTT Over The Top del web 2.0 come Amazon, Facebook, Google, ecc per restituirlo alla reale anima democratica e condivisa della tecnologia. Lugano sta giocando d’anticipo in questa grande rivoluzione avocando a sé fattivamente un primato europeo come città di riferimento che promuove questa innovazione e come punto nodale di sviluppo per il futuro della Svizzera intera».

L.A.: «Le iniziative create a Lugano sono fondamentali per attirare talento ed iniziative che possano creare tra di loro sinergie. Settori come metaverso, blockchain, NFT stanno venendo costruiti in questo momento ed è fondamentale avere degli spazi dove realtà attive nel settore si possano incontrare per velocizzare questo processo di evoluzione. Sebbene siano iniziative prettamente digitali, creare collaborazioni incontrandosi in uno spazio fisico è ancora più efficace, specialmente se lo si può fare in un territorio con il supporto delle istituzioni».

P.R.: «Noi della Repetto Gallery di Lugano, occupandoci di arte e cultura visiva in generale, non abbiamo specifiche competenze su questo argomento. Tuttavia siamo convinti che per la città di Lugano e tutto il Canton Ticino, lo sposare queste nuove tecnologie e dunque proiettarsi in un futuro ricco di possibilità, sia sicuramente un fatto molto positivo».

Y.C.: «Credo che la piazza di Lugano sia un possibile esempio virtuoso nella volontà di abbracciare nuove opportunità di sviluppo che offre questo settore. Al tempo stesso ho paura che come in tutte le cose che si sviluppano troppo velocemente ci sia il rischio concreto di speculazioni che minano le vere opportunità di questo tipo di tecnologie e pensiero sul lungo termine e che quindi ci sia bisogno di maggiore pianificazione e basi di dialogo che vadano oltre l’aspetto finanziario ma che includano maggiormente l’aspetto scientifico e sociale. Dove ci sia un vero interscambio tra istituzioni, pubblico e privato.

In particolare, quali ulteriori passi è necessario compiere sulla strada dell’innovazione al fine di costruirei un sistema in grado di supportare imprese e cittadini? 

Yuri Catania

G.P.: «Formazione e divulgazione sono fondamentali. Un sistema formativo adeguato deve poter creare le competenze necessarie e creare una generazione di giovani talenti che possano permettere alle singole aziende di intraprendere i passi necessari per adattarsi e per sfruttare queste nuove tecnologie. Una continua divulgazione è invece fondamentale per permettere a tutti di capire e sfruttare le possibilità offerte da queste nuove tecnologie. In questo contesto considero ottimo l’esercizio di Lugano con il suo LugaPoint, una divisa digitale locale che permette al cittadino comune, anche senza rendersene conto, di fare un esercizio concreto in questo mondo».

M.F.M.: «I passi da compiere per costruire un sistema in grado di supportare imprese e cittadini passano attraverso la realizzazione di concreti progetti sul territorio finalizzati all’adozione delle DLT tecnologie di registro distribuito che permettano la decentralizzazione si servizi pensati in una ottica di bene comune, come il progetto di economia circolare digitale basato sull’App MyLuga che sostenendo il commercio locale e le buone pratiche cittadine ha visto anche il nostro Consorzio Svizzero della blockchain tra i promotori dell’iniziativa. Oggi l’ecosistema MyLuga è un unicum ed una assoluta eccellenza a livello mondiale sia per i numerosi aspetti della vita quotidiana dei cittadini che tocca, sia per la perfetta compliance finanziaria e legale ai più alti standard imposti dagli enti preposti alla vigilanza sui prodotti finanziari ed al controllo AML come la FINMA del token che è la prima ed unica stablecoin autorizzata 1:1 con il franco svizzero».

L.A.: «È di fondamentale importanza mantenere per il mondo del metaverso e degli NFT la stessa chiarezza legislativa che ha contraddistinto la svizzera durante l’esplosione delle ICO e dei token. Questo permetterebbe alla Svizzera di essere de-facto la giurisdizione dove tutti i progetti rilevanti si vogliono basare. Sarebbe ideale riuscire a creare un tessuto di accesso al capitale per le startup del settore, cosa che in questo momento è molto poco sviluppato in Ticino.

Infine è importante mettere a disposizione del cittadino delle applicazioni che gli permettano di sfruttare queste nuove tecnologie in modo semplice ed intuitivo, tematica assolutamente non scontata e ad oggi da molti sottovalutata. Noi di Pepper, startup attiva nel mondo blockchain qui a Lugano, ci occupiamo esattamente di questo: permettere a tutti di sfruttare blockchain e NFT».

P.R.: «A titolo personale ritengo che in questa fase più che all’innovazione, già molto avanzata, si debba pensare alla sicurezza. In questo senso sposo pienamente l’opinione di un famoso personaggio dell’economia che stimo molto: Mario Draghi. Il quale ha dichiarato che tutte le criptovalute rappresentano un asset molto speculativo e oggi molto di moda. Ma chi c’è veramente alla loro base? Dietro il franco svizzero c’è uno stato ed una economia molto forte e solida. Dietro il dollaro c’è la Federal Reserve. Dietro l’euro c’è la Banca centrale europea. Ma dietro ai bitcoin ecc. chi c’è realmente?».

Quali sono a suo giudizio i possibili campi applicativi dello strumento NFT e quali cambiamenti potrà apportare alle modalità della nostra vita quotidiana?

G.P.: «NFT è un termine generico che descrive diverse forme di oggetti digitali e relative regole che ne determinano il comportamento (smart contract). È uno strumento in forte crescita e non si limita al campo dell’arte e di opere artistiche. Il mondo dell’arte ha portato il concetto di NFT a essere conosciuto a tutti ma i veri benefici saranno gradualmente estesi a molti altri settori della vita di tutti i giorni. Un NFT può rappresentare un terreno, un edificio, un’automobile, e qualsiasi altro oggetto e al suo interno ne codifica le regole di compra vendita, di affitto e altri aspetti legati al ciclo di vita dell’oggetto stesso. Nei prossimi anni molti aspetti legati all’amministrazione delle “cose” saranno gestiti tramite NFT senza che nemmeno ce ne accorgiamo. Ci sono per esempio progetti in fase di sviluppo legati alla digitalizzazione dei biglietti, in grado di regolare e gestire il mercato secondario ed eliminare le frodi».

Michele Ficara

M.F.M.: «I possibili campi applicativi dello strumento NFT, oltre a quelli già estremamente noti ed assodati in ambito artistico, a livello sociale sono legati all’utilizzo di un titolo di proprietà facilmente trasferibile tra gli aventi diritto e che permette, in base al suo grado di rarità/esclusività, di potere accedere a servizi sempre più innovativi ed evoluti. Molto presto gli NFT che conserveremo nel nostro wallet ci permetteranno di accedere a tantissimi servizi senza la necessità di digitare inutili e complesse password e di evitare quindi sul nascere, i tentativi di phishing che spesso minano alla base l’efficienza delle vecchie soluzioni digitali basate sul web 2.0. Il web 3.0 e gli NFT ad esso collegati, diventeranno la porta di ingresso di una fruizione di servizi digitali più facile ed a portata di qualsiasi utente digitale, anche il più anziano ed il meno esperto».

L.A.: «Il caso d’uso che vedo più evidente in questa prima fase di sviluppo dell’ecosistema è avere degli NFT associati a quasi tutti i nostri oggetti fisici, che permetteranno di accedere ad esperienze nel mondo digitale riservate ai suoi possessori. Se compro delle scarpe di un determinato brand avrò accesso a contenuti online, spazi digitali, eventi e potrò indossare le stesse scarpe anche nei metaversi. Questo abbasserà ulteriormente le barriere tra identità digitale e fisica».

P.R.: «Nel nostro campo, quello dell’arte ed il suo business, non c’è dubbio che gli NFT rappresentino una realtà importante: disegnando un nuovo segmento di mercato ancora tutto da approfondire. Anche questo, come le criptovalute, almeno per ora, molto speculativo. Personalmente sugli NFT ho visto le due mostre che sono state realizzate in Italia: quella alla Permanente di Milano, circa un anno fa; e, recentemente quella a Palazzo Strozzi a Firenze. Il loro risultato estetico appare su dei monitor di varie dimensioni, schermi medi o grandi, dove si vedono scorrere immagini/video colorati. Tranne alcune eccezioni, penso ad un giovane, grande artista come Refik Anadol (classe 1985, di origine turca ma residente in California), almeno per ora il risultato finale, estetico, non mi pare entusiasmante».

Y.C.: «In qualità di visual artist, fotografo e art director dedicato al settore dell’immagine nell’ambito della moda, lusso e design. Credo che il valore intrinseco di associare un contenuto digitale (fotografico o video), un’opera d’arte o un oggetto ad un sistema di certificazione univoca e non modificabile (NFT) grazie alla block chain sia il passo definitivo alla vera valorizzazione del diritto d’autore e del diritto di seguito. Inoltre è quel tipo di certificazione che permetterà in modo immediato di verificare la validità e originalità del prodotto ad esso associato. Questo in termini di garanzie al mercato del collezionismo come sta già succedendo offre nuovi ambiti e opportunità di investimento su scala globale».

In particolare, che previsioni si sente di fare riguardo all’evoluzione futura del mondo virtuale con l’espansione della dimensione digitale e la nascita di nozioni come universo, multiverso e metaverso? 

Luca Ambrosini

G.P.: «Spesso tecnologie blockchain e cripto valute si confondono fra di loro e questo crea ancora troppa confusione. La cripto valuta è una divisa digitale che può essere scambiata fra 2 controparti in modo veloce e sicuro, mentre la blockchain è la tecnologia che ne permette il funzionamento, e che può essere applicata a diverse forme di oggetti digitali, e quindi non solo al concetto di divisa digitale. Una tecnologia che oltre a gestirne il trasferimento di proprietà permette di legare a questi oggetti delle regole di comportamento programmate con un enorme potenziale per migliorare la digitalizzazione di processi oggi complicati, lenti e costosi.
Come dicevo sopra le previsioni sono quelle di una crescente digitalizzazione di molti processi, una evoluzione che vediamo oramai da oltre 30 anni e che grazie alla blockchain permetterà di crescere ulteriormente. Il metaverso, termine che oggi troppo spesso viene interpretato in modo diverso e confuso, non è altro che un mondo dove digitalizzazione e automazione saranno spinti ad un livello molto più estremo rispetto agli standard che conosciamo oggi. Un mondo che non include solo la blockchain ma che si estende ai mondi dell’intelligenza artificiale, dell’internet delle cose, della finanza e dei pagamenti digitali, delle identità digitale, firme elettroniche, grafica, realtà virtuale e realtà aumentata. Tecnologie che abbiamo imparato a conoscere e utilizzare negli ultimi 10 anni ma che grazie alla blockchain potranno dialogare fra di loro in maniera più snella e senza intermediari andando a creare degli ambienti che prendono il nome di organizzazioni autonome e decentralizzate. Non sarà un processo immediato, e richiederà del tempo. Per una adozione e diffusione globale rimangono ancora diversi aspetti che necessitano di molti investimenti di ricerca e sviluppo soprattutto pensando a problemi legati alla scalabilità, sicurezza e usabilità, ma la strada è tracciata e nel prossimo futuro la blockchain farà sempre più parte della nostra vita quotidiana, come internet ne è entrata a far parte da alcune decine di anni».

M.F.M.: «Riguardo all’evoluzione futura del mondo virtuale e del metaverso mi sento di esprimere, con ragionevole certezza, che esso è qui per rimanere e che negli anni a venire rappresenterà una fetta sempre più importante dell’ambiente in cui svolgeremo le nostre attività personali e professionali, e quindi è opportuno, per garantire la competitività del nostro Cantone, iniziare fin da ora ad occuparsene fattivamente con applicazioni pratiche e concrete».

L.A.: «Gli NFT hanno il potenziale di comporre la nostra identità nel mondo digitale. Quali oggetti possediamo e scegliamo di mostrare può dire molto di quello che vogliamo esprimere e di come ci vogliamo identificare. Io ora indosso un orologio, una maglia, delle scarpe, per trasmettere agli altri chi sono. È sempre stato difficile la stessa necessità umana in uno spazio digitale, ora grazie agli NFT lo è. In questa fase iniziale, scelgo di usare uno specifico NFT come immagine del profilo su Twitter o Instagram perché voglio segnalare di essere parte di una community e di essere allineato con i suoi valori. Penso che questo concetto diventerà la base del web, nel quale “indosseremo” degli oggetti e questi comporranno parte della nostra identità digitale».

Giacomo Poretti

P.R.: «Anche nel campo dell’arte, e le sue molteplici declinazioni creative, le nuove tecnologie sono sempre state fondamentali. Gloriose tecniche come il mosaico, l’affresco e l’incisione, sono nate, hanno conosciuto un enorme sviluppo, e poi, gradualmente, si sono estinte. Senza l’invenzione dei tubetti di colori di stagno, che sostituirono i vecchi sacchetti di vescica di maiale, nel 1841 ad opera del pittore americano John Goffe Rand, non avremmo sicuramente conosciuto le enormi innovazioni tecniche e coloristiche degli Impressionisti e dei post Impressionisti: da Sisley a Cézanne, da Monet a van Gogh, da Pissarro a Gauguin. Il più grande artista italiano del Novecento: Lucio Fontana, a partire dal 1949 ha creato i suoi bellissimi Ambienti spaziali grazie alle nuove luci al neon, in quegli anni un mezzo tecnico assolutamente inedito e rivoluzionario.   In questo senso le nuove tecnologie digitali stanno aiutando e aiuteranno tantissimo le nuove menti creative».

Y.C.: «Credo che siccome è intrinseco nella natura dell’uomo e nell’evoluzione dell’umanità, fin dalle sue origini, la necessità come forma di sopravvivenza e affermazione quello di esplorare nuovi mondi e quella di cercare di superare anche i confini dello spazio tempo. L’evoluzione tecnologica sta già portando e porterà sempre di più a evolvere questa forma di vita parallela attraverso un’immersione totalizzante in ambienti misti o completamente virtualizzati. Credo che entro 30 anni non capiremo più la differenza tra ambienti fisici o digitali. Vivremo in un nuovo mondo completamente fluido dove i confini e limiti del mondo fisico verranno superati in quello virtuale. Sarà importante come il concetto di civica ed etica si evolveranno per non cadere nel caos e al tempo stesso non limitare le opportunità intrinseche di questo tipo di evoluzione. Che sicuramente porterà una moltitudine di opportunità e lavoro laddove nel mondo fisico oggi non c’è più necessità o spazio».