L’incontro si è svolto al POW Space, sede della comunità dei professionisti attivi a Lugano nelle criptovalute.
Il tema della conferenza: “Svizzera, Unione Europea e Dubai: differenze nella regolamentazione degli asset digitali”.
Il relatore, l’Avvocato Alberto Borri, già attivo presso lo studio luganese Kellerhals Carrard oggi è socio presso lo studio Lexify, realtà di rilievo internazionale nel settore della consulenza legale nel settore delle criptovalute.
Abbiamo chiesto all’Avvocato Borri di sintetizzare i principali punti affrontati durante l’incontro
Tre diverse normative disciplinano lo stesso ambito: le criptovalute. Mentre l’Unione Europea e la Svizzera hanno adottato regolamenti definiti, in ambito legale Dubai si presenta come una giurisdizione complementare oppure alternativa?
“Dubai sta adeguando la propria normativa all’evoluzione del mercato. In passato, il paese si è trovato a dover affrontare criticità legate a una regolazione forse eccessivamente tollerante. Invece ora le autorità dell’emirato adottano correttivi per rafforzare il controllo e la trasparenza del settore cripto. In particolare, agli operatori non è piu’ consentito avere sede a Dubai ma sottrarsi alla normativa locale in particolare quella emanata dalla Virtual Assets Regulatory Authority “VARA” la quale è stata costituita appositamente per questo scopo.
Si tratta di una evoluzione benvenuta dai professionisti del settore, perché consolida la legittimità del mercato delle criptovalute.”
L’Unione Europea ed il problema della sovra-regolamentazione…
“A differenza di Dubai, nella Unione Europea viene applicata una regolamentazione eccessiva. Quindi, in ambito UE, la incertezza non deriva dalla mancanza bensi’ dalla complessità degli oneri normativi.
Il tutto poi genera costi elevati, la moltiplicazione di funzioni specializzate, di competenze tecniche e di risorse operative. E’ inevitabile che questi gravami finiscano con l’appesantire il conto economico delle imprese presenti nel mercato cripto all’interno dell’Unione.”
Qual è la posizione della Svizzera in questo contesto?
“La Confederazione si conferma come un porto sicuro per le attività legate alla finanza digitalizzata. Il nostro paese gode di un’ottima reputazione in regioni strategiche come il sud-est asiatico, l’America Latina e i Paesi del Golfo.
Uno degli elementi che ancora contraddistinguono la Svizzera è stata l’adozione fin dall’inizio di una normativa chiara e coerente con il principio di neutralità tecnologica.
Ciò significa che le leggi, le politiche pubbliche e le decisioni governative non favoriscono né penalizzano una tecnologia rispetto a un’altra.
Questa impostazione garantisce un ambiente favorevole all’innovazione, alla concorrenza e alla libertà di scelta per imprese e consumatori.”
La Svizzera resta la migliore destinazione per il settore cripto?
“La Confederazione resta la sede ideale specie per le società che non intendono operare prevalentemente all’interno dell’Unione Europea.
Tuttavia la vera incertezza proviene dalle politiche che saranno adottate dalla amministrazione statunitense dopo la nuova presidenza Trump.
Non resta che attendere per valutarne gli effetti.”